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Contratto di governo Di Maio/Salvini formato testo + PDF

Jun 2nd, 2018
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  1. ************* ANCHE IN VERSIONE PDF SU https://issuu.com/webmarketingitalia/docs/patto-governo-m5s-lega **********
  2.  
  3. CONTRATTO
  4. PER IL GOVERNO
  5. DEL CAMBIAMENTO
  6.  
  7. Il presente contratto è sottoscritto:
  8. dal Signor Luigi Di Maio
  9. Capo Politico del “MoVimento 5 Stelle”
  10.  
  11. e dal Signor Matteo Salvini
  12. Segretario Federale della Lega
  13.  
  14. AUTENTICAZIONE DELLE FIRME
  15. a norma dell’articolo 21, comma 2, del d.P.R. 28 dicembre 2000,
  16. n. 445, certifico che sono vere e autentiche le firme apposte in
  17. mia presenza dal sig. Luigi Di Maio, nato a Avellino il 6 luglio 1986,
  18. domiciliato in _________________________________
  19. ______________________________, da me identificato
  20. con il seguente documento: _________________________,
  21. n____________________, rilasciato da _____________
  22. ____________________________
  23. e dal Sig. Matteo Salvini, nato a Milano il 9 marzo 1973, domiciliato in
  24. _____________________________________
  25. ______________________, da me identificato con il
  26. seguente documento: _________________________,
  27. n____________________, rilasciato da _____________
  28. _________________________.
  29. I sottoscrittori sono stati preventivamente ammoniti sulla
  30. responsabilità penale nella quale possono incorrere in caso di
  31. dichiarazione mendace.
  32. Roma, addì ________________2018
  33.  
  34. Firma leggibile (nome e cognome per esteso) e qualifica del pubblico
  35. ufficiale che procede all’autenticazione
  36.  
  37. Ai sensi dell’articolo 65 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, i dati contenuti nel presente
  38. modulo saranno utilizzati per le sole finalità previste dal d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361,
  39. e successive modificazioni, dal d.lgs. 20 dicembre 1993, n. 533, nonché dalla legge 27
  40. dicembre 2001, n. 459, secondo le modalità a ciò strettamente collegate.
  41.  
  42. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  43.  
  44. 3
  45.  
  46. SOMMARIO
  47. 1.
  48.  
  49. Il funzionamento del Governo e dei Gruppi Parlamentari
  50.  
  51. 6
  52.  
  53. 2.
  54. Acqua pubblica 8
  55. 3.
  56.  
  57. Agricoltura e pesca – made in italy
  58.  
  59. 9
  60.  
  61. 4.
  62.  
  63. Ambiente, green economy e rifiuti zero
  64.  
  65. 10
  66.  
  67. 5.
  68.  
  69. Banca per gli investimenti e risparmio
  70.  
  71. 13
  72.  
  73. Banca per gli investimenti 13
  74. Tutela del risparmio 14
  75. 6.
  76.  
  77. Conflitto d’interessi
  78.  
  79. 15
  80.  
  81. 7.
  82. Cultura 16
  83. 8.
  84.  
  85. Debito pubblico e deficit
  86.  
  87. 17
  88.  
  89. 9.
  90. Difesa 17
  91. 10.
  92. Esteri 18
  93. 11.
  94.  
  95. Fisco: flat tax e semplificazione
  96.  
  97. 19
  98.  
  99.  
  100.  
  101. Sterilizzazione clausole IVA e accise
  102.  
  103. 19
  104.  
  105.  
  106. Detassazione e semplificazione per famiglie,
  107. imprese e partite IVA 19
  108. 12.
  109.  
  110. Giustizia rapida ed efficiente
  111.  
  112. 22
  113.  
  114. Area Magistratura e tribunali 22
  115.  
  116.  
  117. Area penale, procedura penale e difesa sempre legittima 22
  118.  
  119. Certezza della pena 23
  120.  
  121.  
  122. Area civile, procedura civile e costi della giustizia
  123.  
  124. 24
  125.  
  126. Diritto di famiglia 24
  127.  
  128.  
  129. Reati ambientali e tutela degli animali
  130.  
  131. 25
  132.  
  133.  
  134.  
  135. Contrasto alle mafie
  136.  
  137. 25
  138.  
  139. Ordinamento penitenziario 25
  140. Giustizia tributaria 26
  141. 13.
  142.  
  143. Immigrazione: rimpatri e stop al business
  144.  
  145. 26
  146.  
  147. 14.
  148. Lavoro 29
  149. 15.
  150. Lotta alla corruzione 30
  151.  
  152. 16.
  153. Ministero per le disabilità 31
  154. 17.
  155. Pensioni. Stop legge fornero 33
  156. 18.
  157.  
  158. Politiche per la Famiglia e natalità
  159.  
  160. 33
  161.  
  162. 19.
  163.  
  164. Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza
  165.  
  166. 34
  167.  
  168. Reddito di cittadinanza 34
  169. Pensione di cittadinanza 35
  170. 20.
  171.  
  172. Riforme istituzionali, autonomia e democrazia diretta
  173.  
  174. 35
  175.  
  176. 21.
  177. Sanità 38
  178. 22.
  179. Scuola 41
  180. 23.
  181.  
  182. Sicurezza, legalità e forze dell’ordine
  183.  
  184. 43
  185.  
  186. Forze dell’ordine 43
  187. Vigili del Fuoco 43
  188.  
  189. Polizia Locale e coordinamento con le forze
  190. dell’ordine statali 43
  191.  
  192.  
  193. Cyber security e contrasto al bullismo
  194.  
  195. 44
  196.  
  197. Gioco d’azzardo 44
  198. Occupazioni abusive 44
  199. Sicurezza stradale 45
  200. Campi nomadi 45
  201. 24.
  202. Sport 46
  203. Impianti 46
  204. Società e Associazioni sportive 47
  205. 25.
  206. Sud 48
  207. 26. Tagli dei costi della politica, dei costi delle istituzioni
  208. e delle pensioni d’oro 48
  209. 27.
  210.  
  211. Trasporti, infrastrutture e telecomunicazioni
  212.  
  213. 48
  214.  
  215. 28.
  216. Turismo 50
  217. 29.
  218. Unione Europea 53
  219. 30.
  220. Università e ricerca 55
  221.  
  222. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  223.  
  224. 5
  225.  
  226. 1. IL FUNZIONAMENTO DEL GOVERNO E DEI
  227. GRUPPI PARLAMENTARI
  228. Vogliamo rafforzare la fiducia nella nostra democrazia e nelle istituzioni dello Stato. Intendiamo incrementare il processo decisionale in
  229. Parlamento e la sua cooperazione con il Governo.
  230. Il presente contratto di governo è valido per la durata della XVIII legislatura repubblicana. Per far sì che gli impegni assunti possano essere effettivamente e integralmente realizzati, le parti hanno deciso
  231. di scambiarsi reciprocamente ulteriori impegni metodologici. Essi riguardano il completamento del programma di governo, la cooperazione tra forze politiche, il coordinamento all'interno del governo, anche
  232. in sede europea, e la verifica dei risultati conseguiti.
  233. Le parti si impegnano ad attuare questo accordo in azioni di governo, nel rispetto della Costituzione Repubblicana, dei principi di buona
  234. fede e di leale cooperazione e si considerano responsabili, in uguale
  235. misura, per il raggiungimento degli obiettivi concordati. Si impegnano
  236. a garantire la convergenza delle posizioni assunte dai gruppi parlamentari.
  237. Cooperazione tra le due forze politiche
  238. I contraenti si impegnano a tradurre questo contratto in una pratica di
  239. governo e sono insieme responsabili di tutta la politica dell’Esecutivo.
  240. I contraenti stabiliranno insieme il lavoro in ambito parlamentare e governativo e si adopereranno per ottenere il consenso rispetto a questioni relative a procedure, temi e persone.
  241. Per quanto riguarda gli altri obiettivi, non inclusi in questo accordo,
  242. le parti si impegnano, in primo luogo, a fornirsi tempestivamente informazioni esaurienti circa le finalità che si intendono conseguire e i
  243. relativi strumenti; in secondo luogo, a discuterne in modo adeguato,
  244. in modo da verificare la possibilità di realizzare ulteriori intese; in terzo
  245. luogo, a non mettere in minoranza l'altra parte in questioni che per
  246. essa sono di fondamentale importanza.
  247. Quindi, qualora nel corso dell’azione di governo emergano divergenze per quanto concerne l’interpretazione e l’applicazione del presente
  248. accordo, le parti si impegnano a discuterne con la massima sollecitudine e nel rispetto dei principi di buona fede e di leale cooperazione.
  249. Nel caso in cui le divergenze persistano, verrà convocato il Comitato di
  250. conciliazione.
  251. In relazione a temi controversi, per addivenire ad una posizione comu-
  252.  
  253. ne, il Comitato di conciliazione si attiverà in tempo utile per raggiungere un’intesa e suggerire le scelte conseguenti.
  254. Pertanto, i contraenti si confronteranno nel Comitato di conciliazione:
  255. - per giungere ad un dialogo in caso di conflitti al fine di risolvere i problemi e le divergenze rilevanti;
  256. - per addivenire ad una posizione comune con riferimento a tematiche
  257. estranee al presente contratto ovvero a questioni con carattere d’urgenza e/o imprevedibili al momento della sottoscrizione del presente
  258. contratto;
  259. - quando ciò sia richiesto da uno dei contraenti per esaminare questioni ritenute fondamentali.
  260. La composizione e il funzionamento del Comitato di conciliazione sono
  261. demandate ad un accordo tra le parti.
  262. Il Comitato, dopo un’attenta analisi e valutazione del rapporto tra costi
  263. e benefici, adotterà le opportune decisioni con riferimento alla realizzazione e al completamento delle opere pubbliche di rilievo nazionale
  264. non espressamente menzionate nel presente contratto.
  265. Cooperazione tra gruppi parlamentari
  266. Le iniziative legislative finalizzate all’attuazione del presente programma o di altri temi concordati dai contraenti con le procedure previste
  267. dal presente contratto sono presentate dal Governo o con la prima
  268. firma dei presidenti dei gruppi parlamentari delle due forze politiche.
  269. Ogni parlamentare ha la possibilità di presentare iniziative legislative
  270. e la loro richiesta di calendarizzazione deve essere oggetto di accordo
  271. tra i presidenti dei gruppi parlamentari delle due forze politiche.
  272. Coordinamento politico con l'Europa
  273. Al fine di poter rappresentare al meglio gli interessi italiani in ambito
  274. europeo, il Governo assicurerà un assetto compatto rispetto alle istituzioni e ai partner europei. I contraenti si accorderanno quindi preventivamente e in maniera puntuale, nel rispetto delle varie competenze
  275. all'interno del governo, anche con i rispettivi gruppi parlamentari.
  276. Uno stretto coordinamento tra le posizioni assunte nelle varie composizioni del Consiglio dell'Unione è indispensabile per la buona riuscita
  277. dell'accordo di governo e, quindi, per la migliore tutela degli interessi
  278. dell'Italia in Europa. A tal fine, le parti si scambiano le informazioni rilevanti e concordano tra loro le linee principali di azione, nel rispetto
  279. delle competenze ministeriali. Il coordinamento è indispensabile an-
  280.  
  281. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  282.  
  283. 7
  284.  
  285. che nei rapporti che si instaurano con la Commissione e con le altre
  286. istituzioni dell’Unione Europea.
  287. Codice etico dei membri del Governo
  288. Non possono entrare a far parte del governo soggetti che:
  289. - abbiano riportato condanne penali, anche non definitive, per i reati
  290. dolosi di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n.
  291. 235 (legge “Severino”), nonché per i reati di riciclaggio, auto-riciclaggio e falso in bilancio;
  292. - siano sotto processo per reati gravi (ad esempio: mafia, corruzione,
  293. concussione, etc.);
  294. - appartengano alla massoneria o si trovino in conflitto di interessi con
  295. la materia oggetto di delega.
  296. Nel caso in cui siano a conoscenza di indagini o procedimenti penali a
  297. loro carico, i membri del Governo dovranno fornire tempestive informazioni.
  298. Valutazione
  299. Le parti concordano sulla necessità di effettuare una verifica complessiva sull’azione di governo a metà della XVIII legislatura, allo scopo di
  300. accertare in quale misura gli obiettivi condivisi siano stati raggiunti e,
  301. se possibile, di condividerne degli altri. Gli esiti della verifica complessiva sono resi pubblici sul sito internet del Governo.
  302. Amministrazioni territoriali e prossime competizioni elettorali
  303. I contraenti competono in modo corretto nelle varie competizioni elettorali, sia in quelle europee - nel rispetto delle loro appartenenze ai
  304. diversi gruppi - sia alle elezioni amministrative e regionali.
  305. Resta inteso che il presente contratto nulla implica rispetto all’azione
  306. politica dei contraenti nelle amministrazioni territoriali già in essere.
  307.  
  308. 2. ACQUA PUBBLICA
  309. È necessario investire sul servizio idrico integrato di natura pubblica
  310. applicando la volontà popolare espressa nel referendum del 2011, con
  311. particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute di ogni cittadino, anche
  312. attraverso la costituzione di società di servizi a livello locale per la gestione pubblica dell’acqua.
  313.  
  314. La più grande opera utile è restituire ai cittadini una rete di infrastrutture idriche degne di questo nome. È necessario dunque rinnovare la
  315. rete idrica dove serve, bonificare le tubazioni dalla presenza di amianto
  316. e piombo, portare le perdite al minimo in modo da garantire acqua pulita e di qualità in tutti i comuni italiani.
  317.  
  318. 3. AGRICOLTURA E PESCA – MADE IN ITALY
  319. Il settore agricolo italiano, uno dei più promettenti dell'economia, è da
  320. tempo impegnato a sopravvivere nella competizione globale dei mercati.
  321. Gli agricoltori si muovono in un sistema governato da politiche di settore ormai quasi di competenza esclusiva della Politica Agricola Comune (PAC).
  322. Storicamente il Governo italiano è stato remissivo e rinunciatario in
  323. Europa rispetto alle esigenze del settore agricolo, preferendo spesso
  324. lasciare il campo ad interessi europei opposti rispetto alle esigenze
  325. nazionali.
  326. È necessaria una nuova presenza del Governo italiano a Bruxelles per
  327. riformare la politica agricola comune (PAC). In questo contesto è imprescindibile integrare le misure di sostegno all'agricoltura, in specie
  328. quelle di sviluppo rurale, con interventi espressamente finalizzati a realizzare obiettivi di interesse generale, quali la tutela del paesaggio, la
  329. difesa degli assetti idrogeologici, la sicurezza alimentare.
  330. Il nostro impegno per il futuro è quello di difendere la sovranità alimentare dell'Italia e tutelare le eccellenze del Made in Italy.
  331. A tal fine è fondamentale incidere nel contesto normativo dell'Unione
  332. Europea e condizionare le scelte all'interno della prossima riforma della PAC, nonché individuare strumenti per garantire tempi certi nell’attribuzione ed erogazione, da parte delle Regioni, dei fondi della PAC.
  333. Il settore agricolo avrà altresì bisogno di un nuovo approccio europeo
  334. agli accordi di libero scambio con i paesi terzi. Sarà quindi prioritario fare in modo che questi trattati siano necessariamente qualificati
  335. come misti dall’Unione Europea e pertanto, ratificati dagli Stati Membri
  336. ed esaminati dai Parlamenti nazionali in base alle rispettive procedure
  337. di ratifica.
  338. Riteniamo prioritario, a tutela del Made in Italy, adottare un sistema di
  339. etichettatura corretto e trasparente che garantisca una migliore tutela dei consumatori.
  340.  
  341. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  342.  
  343. 9
  344.  
  345. Altro pilastro dell'azione di governo in tema di agricoltura deve essere
  346. la riforma dell'Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura (AGEA)
  347. e del Sistema informativo unificato di servizi del comparto agricolo
  348. (SIAN).
  349. Con riferimento alla pesca occorre intervenire per dare un concreto
  350. aiuto e un sostegno alla piccola pesca; riconsiderare in sede europea i
  351. vincoli e le direttive impartite al settore (come quelle che impongono i
  352. “fermi pesca” non basati su criteri oggettivi, ma su valutazione di carattere burocratico) per meglio salvaguardare la pesca italiana.
  353. Una particolare attenzione sarà riservata all’agricoltura in territori,
  354. come quelli montani e in pendenza, nei quali essa rappresenta un’attività indispensabile per l’economia locale, per la gestione e tutela del
  355. territorio, del paesaggio nonché per la tutela e valorizzazione di produzioni uniche, di elevato valore qualitativo e tradizionale, che connotano il Paese.
  356.  
  357. 4. AMBIENTE, GREEN ECONOMY E RIFIUTI ZERO
  358. Uomo e ambiente sono facce della stessa medaglia. Chi non rispetta
  359. l’ambiente non rispetta sé stesso. C’è bisogno di un maggior coinvolgimento e conoscenza dei temi ambientali capaci anche di costruire
  360. alleanze e di portare la questione ecologica al centro della politica. In
  361. Italia questo significa concentrare le risorse nella necessaria manutenzione del territorio e nella innovazione.
  362. Partendo da questa convinzione, il nostro compito è quello di sostenere la “green-economy”, la ricerca, l’innovazione e la formazione per lo
  363. sviluppo del lavoro ecologico e per la rinascita della competitività del
  364. nostro sistema industriale, con l'obiettivo di “decarbonizzare” e “defossilizzare” produzione e finanza e promuovendo l'economia circolare.
  365. Vanno ribaditi e rinnovati, anche in sede UE, i limiti indicati dal principio di sostenibilità:
  366. • per una risorsa rinnovabile (suoli, acqua, foreste), la percentuale sostenibile di impiego non può essere maggiore di quella di rigenerazione;
  367. • per una risorsa non rinnovabile la percentuale sostenibile di impiego
  368. non può essere maggiore di quella con la quale è possibile rimpiazzarla
  369. con una risorsa rinnovabile (ad esempio: investire parte dei profitti per
  370. l’adozione di tecnologie produttive con risorse rinnovabili).
  371. Nelle strategie nazionali di sviluppo economico deve considerarsi prio-
  372.  
  373. ritaria l’adozione di strumenti normativi efficaci atti a promuovere una
  374. sempre maggior diffusione di modelli di sviluppo sostenibili, della Green Economy e dell’economia circolare. A tal fine le Pubbliche Amministrazioni dovrebbero essere coinvolte a tutti i livelli nella promozione
  375. di questo cambiamento e diventare un riferimento per l’adozione di
  376. buone pratiche, migliori tecniche e standard. È necessario armonizzare i rapporti tra lo Stato e le Pubbliche Amministrazioni, rafforzando le
  377. autonomie ed i presidi territoriali più efficienti ed i modelli più avanzati
  378. e rispettosi dell’ambiente, valorizzandone le professionalità e le risorse
  379. migliori.
  380. È necessario che ogni intervento del decisore politico si collochi in una
  381. strategia di economia circolare, intesa quale sistema ambientale ed
  382. economico in cui un bene è utilizzato, diventa rifiuto, e poi, a valle di
  383. un procedimento di recupero, cessa di essere tale per essere riutilizzato quale materia seconda per la produzione di un nuovo bene, in
  384. contrapposizione al modello di “economia lineare” in cui i beni divenuti
  385. rifiuti sono avviati semplicemente a smaltimento dopo il loro utilizzo.
  386. Una corretta e virtuosa applicazione dell’economia circolare, in linea
  387. con la gerarchia europea nella gestione dei rifiuti, comporta una forte
  388. riduzione del rifiuto prodotto, una crescente percentuale di prodotto
  389. riciclato e contestualmente una drastica riduzione della quota di rifiuti smaltiti in discarica ed incenerimento, fino ad arrivare al graduale
  390. superamento di questi impianti, adottando metodi tecnologicamente
  391. avanzati ed alternativi. A tal proposito il sistema di economia circolare
  392. di riferimento è quello oggi adottato dal servizio pubblico della provincia di Treviso, studiato in tutto il mondo. La riduzione della produzione del rifiuto e raccolte differenziate di qualità che portino al reale
  393. recupero di materia è realizzata anche attraverso la progettazione di
  394. beni e fiscalità premianti per chi produce beni riciclabili e riutilizzabili, il
  395. ricorso alla raccolta domiciliare con tariffazione puntuale per cittadini
  396. e imprese, azioni contro lo spreco alimentare, la realizzazione di centri
  397. di riparazione e riuso dei beni utilizzati. Occorre incrementare i fondi a
  398. disposizione delle Regioni per incentivare e semplificare l’avvio di iniziative imprenditoriali legate al recupero e al riciclo della materia.
  399. Si intende privilegiare la gestione dei rifiuti a filiera corta, il recupero di
  400. materia con il compost per ridurre i fertilizzanti chimici e l’irrigazione
  401. (il compost è ricco d’acqua). Verranno inoltre valutate sperimentazioni
  402. sul ciclo vita di impianti a biometano valutando i costi, l’inquinamento
  403. e i prodotti reflui.
  404. È necessaria una mappatura capillare di tutte le eventuali strutture a
  405.  
  406. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  407.  
  408. 11
  409.  
  410. rischio amianto partendo dalle scuole, al fine di intervenire per la rimozione e lo smaltimento presso siti idonei dei materiali contenenti
  411. amianto.
  412. È necessario altresì snellire i procedimenti di bonifica definendo accuratamente responsabilità e metodologie, salvaguardando i controlli
  413. per individuare i responsabili delle contaminazioni e la tutela delle matrici ambientali, garantendo la trasparenza dei dati e la partecipazione
  414. dei cittadini.
  415. A livello nazionale, regionale e locale è quindi determinante avviare
  416. una serie di interventi diffusi in chiave preventiva di manutenzione ordinaria e straordinaria del suolo, anche come volano di spesa virtuosa
  417. e di creazione di lavoro, a partire dalle zone terremotate, oltre che ad
  418. azioni per responsabilizzare il cittadino sui rischi connessi alla tutela
  419. del territorio.
  420. Per quanto concerne le aree terremotate ci impegniamo a chiudere la
  421. fase dell'emergenza e passare alla fase della ricostruzione con l'obiettivo di creare anche le condizioni per un rilancio economico delle zone
  422. colpite. Tra le necessità prepotentemente emerse negli ultimi mesi
  423. prioritaria è la semplificazione delle procedure, sia per le opere pubbliche che per la ricostruzione privata. Occorre poi la certezza nella disciplina generale contenuta nei decreti e nelle ordinanze. Per questo si
  424. coinvolgeranno i soggetti interessati nelle modifiche da apportare che
  425. dovranno essere definitive. Sarà garantito un maggiore coinvolgimento dei comuni, mediante il conferimento di maggiori poteri ai Sindaci.
  426. È inoltre indispensabile fermare il consumo di suolo (spreco di suolo) il
  427. quale va completamente eliminato attraverso un’adeguata politica di
  428. sostegno che promuova la rigenerazione urbana. A questo proposito
  429. vanno promosse azioni di sostegno alle iniziative per rilanciare il patrimonio edilizio esistente, favorendo la rigenerazione urbana e il retrofit
  430. (riqualificazione energetica) degli edifici. Gli immobili capaci di autoprodurre energia rappresentano la sfida del futuro. In questo senso
  431. deve essere orientata anche l’edilizia residenziale pubblica.
  432. Per contrastare il rischio idrogeologico sono necessarie azioni di prevenzione che comportino interventi diffusi di manutenzione ordinaria
  433. e straordinaria del suolo su aree ad alto rischio, oltre ad una necessaria
  434. attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
  435. In tema di contrasto al cambiamento climatico sono necessari interventi per accelerare la transizione alla produzione energetica rinnovabile e spingere sul risparmio e l’efficienza energetica in tutti i settori.
  436. È quindi fondamentale potenziare le azioni attualmente considerate
  437.  
  438. a livello nazionale per il contrasto al cambiamento climatico e per la
  439. transizione verso modelli sostenibili di economia e gestione delle risorse rinnovabili. È necessario avviare azioni mirate per aumentare
  440. l’efficienza energetica in tutti i settori e tornare ad incrementare la
  441. produzione da fonti rinnovabili, prevedendo una pianificazione nazionale che rafforzi le misure per il risparmio e l’efficienza energetica e
  442. che riduca i consumi attuali.
  443. A tal riguardo, azioni prioritarie contro cambiamenti climatici ed inquinamento andranno avviate con piani specifici per le aree più colpite
  444. del nostro Paese. Pensiamo, ad esempio, al bacino della Pianura Padana dove va migliorato e implementato il piano di bacino e a tutte le
  445. aree metropolitane.
  446. Particolare attenzione anche in sede UE verrà prestata ad innescare e
  447. favorire processi di sviluppo economico sostenibili, basati soprattutto
  448. su innovazione, start up e impresa giovanile, anche nelle aree montane, che pur rappresentando una quota territoriale significativa del
  449. Paese ed essendo ricche di risorse naturali e culturali, sono gravate da
  450. ritardo di sviluppo, spopolamento e invecchiamento della popolazione
  451. con conseguente degrado ambientale e fenomeni di dissesto.
  452. Con riferimento all’ILVA, ci impegniamo, dopo più di trent’anni, a concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale, secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, proteggendo i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo
  453. industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla progressiva chiusura delle fonti inquinanti, per le
  454. quali è necessario provvedere alla bonifica, sullo sviluppo della Green
  455. Economy e delle energie rinnovabili e sull’economia circolare.
  456. Anche al fine di prevenire misure sanzionatorie da parte dell’Unione
  457. Europea prevediamo misure volte all’adeguamento degli standard di
  458. contrasto all’inquinamento atmosferico secondo le norme in vigore.
  459.  
  460. 5. BANCA PER GLI INVESTIMENTI E RISPARMIO
  461. Banca per gli investimenti
  462. È necessario prevedere una “Banca” per gli investimenti, lo sviluppo
  463. dell’economia e delle imprese italiane utilizzando le strutture e le risorse già esistenti.
  464. La “Banca”, regolata da un'apposita legge, deve usufruire di una esplicita e diretta garanzia dello Stato, con conseguente facilità di reperire
  465.  
  466. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  467.  
  468. 13
  469.  
  470. risorse per attuare tutte le iniziative che intende intraprendere.
  471. Dovrà inoltre agire sotto la supervisione di un organismo di controllo
  472. pubblico nel quale siano presenti il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dello sviluppo economico.
  473. Oltre alla cabina di regia sulla gestione degli strumenti di politica industriale e del credito e dell’innovazione, al fine di evitare sovrapposizioni
  474. o, peggio, conflitti tra strumenti nazionali e locali, per una più efficiente
  475. allocazione delle risorse finanziarie, la banca svolgerà le attività di:
  476. - Attività di secondo livello per le piccole e medie imprese agendo in
  477. cofinanziamento con il sistema bancario, soprattutto con le banche di
  478. medie e piccole dimensioni radicate sul territorio, a supporto delle PMI;
  479. - Finanziamento di iniziative di interesse pubblico e strategico nazionale;
  480. - Export e Project Finance in concorrenza con altri player di mercato;
  481. - Credito di aiuto alle imprese italiane che operano nei Paesi in via di
  482. sviluppo come investimento ad utilità differita per acquisire posizioni
  483. di vantaggio su mercati emergenti;
  484. - Gestione del Fondo di Garanzia per le PMI, quale asset strategico di
  485. supporto al sistema nazionale del credito e delle garanzie per favorire
  486. il risparmio patrimoniale necessario al rispetto dei requisiti sempre più
  487. stringenti derivanti dalle normative internazionali sul credito di prossima introduzione;
  488. - Innovazione con il fine di perseguire le politiche di indirizzo del Ministero dell’economia e delle finanze.
  489. Tutela del risparmio
  490. Il sistema del “bail in” bancario ha provocato la destabilizzazione del
  491. credito in Italia con conseguenze negative per le famiglie, che si sono
  492. viste espropriare i propri risparmi che supponevano essere investiti in
  493. attività sicure.
  494. Occorre rivedere radicalmente tali disposizioni per una maggior tutela
  495. del risparmio degli italiani secondo quanto afferma la Costituzione.
  496. In particolar modo, è necessario responsabilizzare maggiormente sia
  497. il management che le autorità di controllo in quanto primi responsabili
  498. di eventuali dissesti, anche attraverso l’inasprimento delle pene esistenti per fallimenti dolosi.
  499. Per far fronte al risarcimento dei risparmiatori “espropriati” si prevede
  500. anche l’utilizzo effettivo di risorse, come da legge vigente, provenienti
  501. da assicurazione e polizze dormienti.
  502. La platea dei risparmiatori che hanno diritto a un risarcimento, anche
  503.  
  504. parziale, deve essere allargata anche ai piccoli azionisti delle banche
  505. oggetto di risoluzione.
  506. Occorre ridiscutere i parametri dei protocolli di rating di Basilea che
  507. ad oggi creano grave pregiudizio alla sopravvivenza e allo sviluppo del
  508. tessuto della micro impresa italiana.
  509. Inoltre, con riferimento alla banca Monte dei Paschi, lo Stato azionista
  510. deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio.
  511. Sempre a tutela del risparmio e del credito, bisogna andare verso un
  512. sistema in cui la banca di credito al pubblico e la banca d’investimento
  513. siano separate sia per quanto riguarda la loro tipologia di attività sia
  514. per quanto riguarda i livelli di sorveglianza.
  515. In materia di recupero forzato dei crediti da parte di banche e società
  516. finanziarie, intendiamo sopprimere qualunque norma che consenta di
  517. poter agire nei confronti dei cittadini debitori senza la preventiva autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
  518. Occorre investire per sviluppare l’innovazione tecnologica nella fornitura di servizi e prodotti finanziari (blockchain e FinTech), anche al fine
  519. di garantire una maggiore trasparenza nelle transazioni finanziarie.
  520.  
  521. 6. CONFLITTO D’INTERESSI
  522. Abbiamo potuto constatare come il conflitto d’interessi nasca già nelle
  523. aule parlamentari, dove i medesimi legislatori sono, talvolta, i soggetti
  524. che versano in gravi situazioni d’incompatibilità.
  525. La stessa Giunta per le elezioni, organo anacronistico in quanto composto essenzialmente da politici, contribuisce a mantenere inattuata qualsiasi normativa in materia. Per risolvere il conflitto d’interessi,
  526. che spesso pregiudica l’azione della politica, intendiamo innanzitutto
  527. cambiare l’ambito di applicazione della disciplina estendendo l’ipotesi
  528. di conflitto oltre il mero interesse economico.
  529. Riteniamo, infatti, che debba qualificarsi come possibile conflitto di
  530. interessi l’interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse,
  531. pubblico o privato, che possa influenzare l'esercizio obiettivo, indipendente o imparziale, di una funzione pubblica, non solo quando questo possa portare un vantaggio economico a chi esercita la funzione
  532. pubblica e sia in condizione di un possibile conflitto di interessi, ma
  533. anche in assenza di un vantaggio immediatamente qualificabile come
  534. monetario. Intendiamo inoltre estendere l’applicazione della discipli-
  535.  
  536. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  537.  
  538. 15
  539.  
  540. na a incarichi non governativi, ossia a tutti quei soggetti che, pur non
  541. ricoprendo ruoli governativi, hanno potere e capacità di influenzare
  542. decisioni politiche o che riguardano la gestione della cosa pubblica,
  543. come ad esempio i sindaci delle grandi città o i dirigenti delle società
  544. partecipate dallo Stato.
  545.  
  546. 7. CULTURA
  547. Il patrimonio culturale italiano rappresenta uno degli aspetti che più ci
  548. identificano nel mondo. Il nostro Paese è colmo di ricchezze artistiche
  549. e architettoniche sparse in maniera omogenea in tutto il territorio, e in
  550. ogni campo dell’arte rappresentiamo un’eccellenza a livello mondiale,
  551. sia essa la danza, il cinema, la musica, il teatro. Tuttavia, nonostante
  552. tali risorse, l’Italia oggi non sfrutta a pieno le sue possibilità, lasciando
  553. in alcuni casi i propri beni ed il proprio patrimonio culturale nella condizione di non essere valorizzati a dovere.
  554. I beni culturali sono uno strumento fondamentale per lo sviluppo del
  555. turismo in tutto il territorio italiano nonché alla formazione del cittadino in continuità con la nostra identità. Tuttavia lo Stato non può limitarsi alla sola conservazione del bene, ma deve valorizzarlo e renderlo
  556. fruibile attraverso sistemi e modelli efficaci, grazie ad una gestione attenta e una migliore cooperazione tra gli enti pubblici e i privati. Occorre mettere in campo misure in grado di tutelare il bene nel lungo
  557. periodo, utilizzando in maniera virtuosa le risorse a disposizione.
  558. È necessario partire da un principio chiaro: la cultura è un motore di
  559. crescita di inestimabile valore e certamente non un costo inutile. Tagliare in maniera lineare e non ragionata la spesa da destinare al nostro
  560. patrimonio, sia esso artistico che culturale, significa ridurre in misura
  561. considerevole le possibilità di accrescere la ricchezza anche economica dei nostri territori.
  562. I nostri musei, i siti storici, archeologici e dell’UNESCO devono tornare
  563. ad essere poli di attrazione e d’interesse internazionale, attraverso un
  564. complessivo aumento della fruibilità e un adeguato miglioramento dei
  565. servizi offerti ai visitatori.
  566. Tra le varie forme d’arte, lo spettacolo dal vivo rappresenta senz’altro
  567. una delle migliori eccellenze del nostro Paese. Eppure l’attuale sistema di finanziamento, determinato dalla suddivisione secondo criteri
  568. non del tutto oggettivi delle risorse presenti nel Fondo Unico per lo
  569. Spettacolo (FUS), limita le possibilità delle nostre migliori realtà e im-
  570.  
  571. pedisce lo sviluppo di nuovi progetti realmente meritevoli.
  572. Riteniamo pertanto necessario prevedere una riforma del sistema di
  573. finanziamento che rimetta al centro la qualità dei progetti artistici.
  574.  
  575. 8. DEBITO PUBBLICO E DEFICIT
  576. L’azione del Governo sarà mirata a un programma di riduzione del debito pubblico non già per mezzo di interventi basati su tasse e austerità – politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo
  577. – bensì per il tramite della crescita del PIL, da ottenersi con un rilancio
  578. sia della domanda interna dal lato degli investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostengo del potere di acquisto delle famiglie, sia
  579. della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni.
  580. Al fine di consolidare la crescita e lo sviluppo del Paese riteniamo prioritario indurre la Commissione europea allo scorporo degli investimenti pubblici produttivi dal deficit corrente in bilancio, come annunciato
  581. più volte dalla medesima Commissione, ma mai effettivamente e completamente applicato.
  582. Per quanto riguarda le politiche sul deficit si prevede, attraverso la
  583. ridiscussione dei Trattati dell’UE e del quadro normativo principale a
  584. livello europeo, una programmazione pluriennale volta ad assicurare
  585. il finanziamento delle proposte oggetto del presente contratto attraverso il recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi, la gestione
  586. del debito e un appropriato e limitato ricorso al deficit.
  587. Intendiamo inoltre pervenire, come evidenziato dalla Corte dei Conti,
  588. a una massima trasparenza sulle operazioni in derivati effettuate dagli
  589. organi dello Stato e enti locali limitandole a quelle aventi lo scopo di
  590. migliorare la spesa legata agli strumenti di indebitamento.
  591.  
  592. 9.DIFESA
  593. Al fine di migliorare e rendere più efficiente il settore risulta prioritaria
  594. la tutela del personale delle Forze Armate (sottolineando l’importanza
  595. del ricongiungimento familiare) ed un loro efficace impiego, per la protezione del territorio e della sovranità nazionale.
  596. È imprescindibile la tutela dell’industria italiana del comparto difesa,
  597. con particolare riguardo al finanziamento della ricerca e dell’implementazione del know how nazionale in ambito non prettamente bel-
  598.  
  599. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  600.  
  601. 17
  602.  
  603. lico. Progettazione e costruzione navi, aeromobili e sistemistica high
  604. tech.
  605. È inoltre necessario prevedere nuove assunzioni nelle forze dell’ordine
  606. (Carabinieri per la Difesa) con aumento delle dotazioni e dei mezzi.
  607. È opportuno rivalutare la nostra presenza nelle missioni internazionali
  608. sotto il profilo del loro effettivo rilievo per l’interesse nazionale.
  609. Ci impegniamo, infine, a razionalizzare lo spreco di risorse nelle spese
  610. militari anche con riferimento alla riforma del patrimonio immobiliare
  611. dismesso.
  612.  
  613. 10. ESTERI
  614. La politica estera dei prossimi anni dovrà imperniarsi su alcuni elementi chiave di primaria importanza.
  615. L’impegno è realizzare una politica estera che si basi sulla centralità
  616. dell’interesse nazionale e sulla promozione a livello bilaterale e multilaterale.
  617. Si conferma l’appartenenza all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato, con una apertura alla Russia,
  618. da percepirsi non come una minaccia ma quale partner economico
  619. e commerciale potenzialmente sempre più rilevante. A tal proposito,
  620. è opportuno il ritiro delle sanzioni imposte alla Russia, da riabilitarsi
  621. come interlocutore strategico al fine della risoluzione delle crisi regionali (Siria, Libia, Yemen).
  622. È inoltre necessario rifocalizzare l’attenzione sul fronte del Sud.
  623. Non costituendo la Russia una minaccia militare, ma un potenziale
  624. partner per la Nato e per l’UE, è nel Mediterraneo che si addensano
  625. più fattori di instabilità quali: estremismo islamico, flussi migratori incontrollati, con conseguenti tensioni tra le potenze regionali. Nell’area,
  626. l’Italia dovrebbe intensificare la cooperazione con i Paesi impegnati
  627. contro il terrorismo.
  628. Per quanto riguarda gli italiani residenti all’estero, è necessario valorizzare il loro patrimonio di esperienze e conoscenze per il sostegno
  629. del Made in Italy e la promozione della lingua e della cultura italiana nel
  630. mondo. Occorre inoltre riformare le procedure di voto per la circoscrizione estero e degli organi di rappresentanza del consiglio generale
  631. degli italiani all’estero (CGIE e COMITES) per renderli più efficaci, trasparenti e meno soggetti a potenziali distorsioni del voto. Per COMITES
  632. e CGIE è necessaria inoltre una specifica riforma delle funzioni per ar-
  633.  
  634. monizzarle con la presenza della rappresentanza parlamentare.
  635. Bisogna infine riorganizzare la rete diplomatica e consolare per garantire adeguati servizi al crescente numero di cittadini italiani che trasferiscono in modo permanente la propria residenza all’estero.
  636.  
  637. 11. FISCO: FLAT TAX E SEMPLIFICAZIONE
  638. Sterilizzazione clausole IVA e accise
  639. Come premessa, si dichiara l’intenzione di voler sterilizzare le clausole di salvaguardia UE che comportano l’aumento delle aliquote IVA
  640. e delle accise, in quanto sarebbe un colpo intollerabile per famiglie e
  641. imprese, nonché provvedere alla correzione dell’extra tassazione sulle
  642. sigarette elettroniche.
  643. Intendiamo inoltre eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina.
  644. Detassazione e semplificazione per famiglie, imprese e partite IVA
  645. In conseguenza dell’elevata pressione fiscale presente in Italia, la capacità di spesa delle famiglie e imprese per consumi e investimenti è
  646. inadeguata, con standard quantitativi e qualitativi inferiori alla media
  647. europea. Allo stesso tempo, la burocrazia è molto articolata e impegna
  648. i contribuenti in eccessivi adempimenti, con rilevanti aggravi economici per essere in regola con il fisco.
  649. Tutto ciò incide negativamente sulla qualità del rapporto tributario con
  650. i contribuenti e sulla competitività del comparto produttivo italiano.
  651. Il contesto che ci caratterizza rende pertanto necessaria l’adozione di
  652. coraggiose e rivoluzionarie misure di riforma, nell’ottica di una riduzione del livello di pressione fiscale e di un miglioramento del rapporto tra
  653. amministrazione finanziaria e contribuenti.
  654. Punto di partenza è la revisione del sistema impositivo dei redditi delle
  655. persone fisiche e delle imprese, con particolare riferimento alle aliquote vigenti, al sistema delle deduzioni e detrazioni e ai criteri di tassazione dei nuclei familiari.
  656. Il concetto chiave è “flat tax”, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per
  657. garantire la progressività dell’imposta, in armonia con i principi costituzionali.
  658. In particolare, il nuovo regime fiscale si caratterizza come segue: due
  659. aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite IVA, imprese
  660.  
  661. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  662.  
  663. 19
  664.  
  665. e famiglie; per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000,00
  666. euro sulla base del reddito familiare.
  667. La finalità è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso
  668. reddito, per le quali resta confermato il principio della “no tax area”,
  669. nonché in generale di non arrecare alcun trattamento fiscale penalizzante rispetto all’attuale regime fiscale. Una maggiore equità fiscale,
  670. dunque, a favore di tutti i contribuenti: famiglie e imprese.
  671. Gli effetti che ne conseguono sono: maggiore risparmio di imposta,
  672. maggiore propensione al consumo e agli investimenti, maggiore base
  673. imponibile tassabile, grazie anche al recupero dell’elusione, dell’evasione e del fenomeno del mancato pagamento delle imposte.
  674. È necessario altresì rifondare il rapporto tra Stato e contribuenti rivedendo i principi e i criteri che regolano l’agire dell’amministrazione
  675. finanziaria. Buona fede e reciproca collaborazione tra le parti saranno
  676. i capisaldi del nuovo percorso che si intende avviare, incentrato: sul
  677. contraddittorio anticipato con il contribuente, da erigere a principio
  678. generale cardine dell’ordinamento giuridico tributario; sull’abolizione
  679. dell’inversione dell’onere della prova, da porre sempre a carico dell’amministrazione finanziaria, con l’esclusione del ricorso a strumenti presuntivi di determinazione del reddito nei casi di piena e comprovata
  680. regolarità fiscale del contribuente; sulla riduzione dei tempi di accertamento nei casi di attiva e costante collaborazione del contribuente
  681. nell’assolvimento degli adempimenti contabili e di versamento; sulla
  682. semplificazione degli adempimenti contabili per la creazione di un fisco digitale, in linea con i più innovativi strumenti di elaborazione e
  683. comunicazione dati; sul principio generale della responsabilità diretta
  684. dall’amministrazione finanziaria per danni cagionati da attività illegittima (in fase di accertamento e riscossione).
  685. Sul versante della riscossione, l’azione dell’amministrazione deve contemperare l’interesse del cittadino al pagamento di quanto dovuto con
  686. l’interesse a ricevere il minor aggravio possibile, evitando ogni forma
  687. di pressione tale da ingenerare uno “stato di paura” nei confronti delle
  688. istituzioni e dei soggetti preposti alla riscossione.
  689. Le statistiche evidenziano che gli incassi della riscossione derivano
  690. quasi esclusivamente dalle rateazioni e da altre misure analoghe che
  691. mirano ad agevolare il pagamento. È evidente allora la necessità di un
  692. intervento per potenziare le procedure finalizzate al recupero bonario
  693. del credito.
  694. Il miglioramento delle procedure di riscossione passa inevitabilmente
  695. dal preventivo e definitivo smaltimento della mole di debiti iscritti a
  696.  
  697. ruolo, datati e difficilmente riscuotibili per insolvenza dei contribuenti.
  698. È opportuno instaurare una “pace fiscale” con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire
  699. l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata
  700. difficoltà economica. Esclusa ogni finalità condonistica, la misura può
  701. diventare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà ed il primo passo
  702. verso una “riscossione amica” dei contribuenti.
  703. Occorre intervenire per risolvere la questione dei debiti insoluti della
  704. pubblica amministrazione nei confronti dei contribuenti, tenuto conto
  705. della portata patologica del fenomeno nel nostro Paese e la necessità
  706. di una sua ridefinizione in sede europea ai fini degli indicatori statistici.
  707. L’equilibrio del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti
  708. passa anche dalla parificazione degli strumenti messi a disposizione
  709. per l’incasso dei rispettivi crediti. Sul punto, tra le misure concretamente percorribili, spiccano l’istituto della compensazione tra crediti e
  710. debiti nei confronti della pubblica amministrazione, da favorire attraverso l’ampliamento delle fattispecie ammesse, e la cartolarizzazione
  711. dei crediti fiscali, anche attraverso strumenti quali titoli di stato di piccolo taglio, anche valutando nelle sedi opportune la definizione stessa
  712. di debito pubblico.
  713. È necessario intervenire per l’abolizione dello spesometro e del redditometro, strumenti anacronistici e vessatori di rilevazione del reddito,
  714. confermando la contrarietà a misure di tassazione di tipo patrimoniale.
  715. Di contro, anche in considerazione della drastica riduzione del carico
  716. tributario grazie alla flat tax e alle altre misure sopra descritte, sul piano della lotta all’evasione fiscale, l’azione è volta a inasprire l’esistente
  717. quadro sanzionatorio, amministrativo e penale, per assicurare il “carcere vero” per i grandi evasori. Si intende inoltre favorire la cooperazione internazionale in materia di scambio di informazioni, oltre che
  718. prevenire l’elusione fiscale internazionale favorendo la tassazione dei
  719. grandi capitali esteri, nonché introdurre adeguate misure per il contrasto d’interessi.
  720.  
  721. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  722.  
  723. 21
  724.  
  725. 12. GIUSTIZIA RAPIDA ED EFFICIENTE
  726. Area Magistratura e tribunali
  727. Il Consiglio Superiore della Magistratura deve operare in maniera quanto più indipendente da influenze politiche di potere interne o esterne.
  728. Sarà pertanto opportuno operare una revisione del sistema di elezione, sia per quanto attiene i componenti laici che quelli togati, tale da
  729. rimuovere le attuali logiche spartitorie e correntizie in seno all’organo
  730. di autogoverno della magistratura.
  731. A tutela dell’indipendenza e dell’imparzialità del potere autonomo della magistratura, la funzione giudiziaria e quella parlamentare debbono
  732. rimanere separate tra loro. Il magistrato che vorrà intraprendere una
  733. carriera politica deve essere consapevole del fatto che, una volta eletto, non potrà tornare a vestire la toga.
  734. Occorre una rivisitazione della geografia giudiziaria - modificando la
  735. riforma del 2012 che ha accentrato sedi e funzioni - con l’obiettivo di
  736. riportare tribunali, procure ed uffici del giudice di pace vicino ai cittadini e alle imprese.
  737. Imprescindibile è l’implementazione e la semplificazione del processo
  738. telematico e l’informatizzazione degli uffici giudiziari.
  739. È doveroso inoltre il ripristino della piena funzionalità del “sistema
  740. giustizia”, attraverso il completamento delle piante organiche di magistratura e del personale amministrativo degli uffici giudiziari, con attenta valutazione della relativa produttività.
  741. Bisogna riconoscere il ruolo dei magistrati onorari, tramite una completa modifica della recente ‘riforma Orlando’, affrontando anche le
  742. questioni attinenti al trattamento ad essi spettante ed alle coperture
  743. previdenziali ed assistenziali.
  744. Area penale, procedura penale e difesa sempre legittima
  745. In considerazione del principio dell’inviolabilità della proprietà privata,
  746. si prevede la riforma ed estensione della legittima difesa domiciliare,
  747. eliminando gli elementi di incertezza interpretativa (con riferimento
  748. in particolare alla valutazione della proporzionalità tra difesa e offesa)
  749. che pregiudicano la piena tutela della persona che ha subito un’intrusione nella propria abitazione e nel proprio luogo di lavoro.
  750. Si deve prevedere la revisione del rito abbreviato non consentendo
  751. l’applicazione dello stesso ai reati puniti con la pena dell’ergastolo ed
  752. ai più gravi delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale.
  753.  
  754. È prioritario l’inasprimento delle pene per la violenza sessuale, con l’introduzione di nuove aggravanti ed aumenti di pena quando la vittima
  755. è un soggetto vulnerabile ovvero quando le condotte siano particolarmente gravi. Ai fini della prevenzione e del contrasto del femminicidio, risulta opportuno impartire una specifica formazione agli operatori
  756. delle forze dell’ordine sulla ricezione delle denunce riguardanti reati
  757. a sfondo sessuale, stalking e maltrattamenti, per i quali sarà previsto
  758. anche un vero e proprio “codice rosso”.
  759. A fronte di una progressiva precocità di comportamenti criminali, anche gravi, da parte di minori, occorre rivedere in senso restrittivo le
  760. norme che riguardano l’imputabilità, la determinazione e l’esecuzione
  761. della pena per il minorenne, eliminando inoltre la possibilità di trattamento minorile per il c.d. “giovane adulto” infra-venticinquenne.
  762. È opportuno garantire un equo indennizzo alle vittime di reati violenti,
  763. tale da consentire un risarcimento del danno più ampio e completo.
  764. Per questo sarà indispensabile modificare le norme di accesso al ‘Fondo delle vittime dei reati intenzionali violenti’, incrementandone altresì
  765. in maniera considerevole lo stanziamento.
  766. È necessaria una efficace riforma della prescrizione dei reati, parallelamente alle assunzioni nel comparto giustizia: per ottenere un processo giusto e tempestivo ed evitare che l’allungamento del processo
  767. possa rappresentare il presupposto di una denegata giustizia.
  768. Certezza della pena
  769. Per garantire il principio della certezza della pena è essenziale riformare i provvedimenti emanati nel corso della legislatura precedente tesi
  770. unicamente a conseguire effetti deflattivi in termini processuali e carcerari, a totale discapito della sicurezza della collettività. Per far sì che
  771. chi sbaglia torni a pagare è necessario riformare e riordinare il sistema
  772. venutosi a creare a seguito dei seguenti provvedimenti: l’abrogazione e la depenalizzazione di reati, trasformati in illeciti amministrativi
  773. e civili, la non punibilità per particolare tenuità del fatto, l’estinzione
  774. del reato per condotte riparatorie anche in assenza del consenso della
  775. vittima, nonché i periodici ‘svuota carceri’.
  776. È inoltre opportuno ridurre sensibilmente ogni eventuale margine di
  777. impunità per i colpevoli di reati particolarmente odiosi come il furto in
  778. abitazione, il furto aggravato, il furto con strappo, la rapina e la truffa
  779. agli anziani, modificandone le fattispecie ed innalzando le pene.
  780.  
  781. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  782.  
  783. 23
  784.  
  785. Area civile, procedura civile e costi della giustizia
  786. Occorre velocizzare e snellire il processo civile mediante una semplificazione e riduzione drastica del numero dei riti, limitandoli al rito ordinario e al rito del lavoro. Verrà inoltre introdotto l’obbligo per il giudice,
  787. alla prima udienza, di prevedere la calendarizzazione dell’intero procedimento per garantire alle parti una maggiore certezza circa la durata
  788. del processo.
  789. È necessario inoltre implementare lo strumento della class-action,
  790. così da renderlo in grado di tutelare sia i cittadini privati che le imprese
  791. nei confronti delle frodi o degli abusi da parte di un medesimo soggetto economico. In generale bisognerà intervenire anche per armonizzare il sistema di risarcimento dei danni non patrimoniali.
  792. La giustizia deve essere accessibile per tutti i cittadini - in particolare
  793. se meno agiati - in ogni grado di giudizio. Per questo è indispensabile
  794. rideterminare i valori e le modalità di pagamento del contributo unificato, anche sopprimendo l’aumento imposto nel corso della legislatura precedente.
  795. Si propone inoltre di rendere alternative tra loro (e non entrambe esperibili), anche se obbligatorie, la mediazione e la negoziazione assistita
  796. per tutte le materie e, nel caso la richiesta di esperimento della mediazione avvenga da parte del giudice a causa già iniziata (c.d. mediazione
  797. delegata), che questa possa avvenire solo su richiesta concorde delle
  798. parti e non sia dunque obbligatoria. Diversamente, per le questioni in
  799. cui sono coinvolti figli minorenni, si ritiene necessaria l’obbligatorietà
  800. della mediazione civile.
  801. Diritto di famiglia
  802. Nell’ambito di una rivisitazione dell’istituto dell’affidamento condiviso
  803. dei figli, l’interesse materiale e morale del figlio minorenne non può essere perseguito se non si realizza un autentico equilibrio tra entrambe
  804. le figure genitoriali, nel rapporto con la prole. Pertanto sarà necessario assicurare la permanenza del figlio con tempi paritari tra i genitori,
  805. rivalutando anche il mantenimento in forma diretta senza alcun automatismo circa la corresponsione di un assegno di sostentamento e
  806. valutando l’introduzione di norme volte al contrasto del grave fenomeno dell’alienazione parentale.
  807. È necessario riorganizzare e semplificare il sistema delle adozioni nazionali e internazionali.
  808.  
  809. Reati ambientali e tutela degli animali
  810. È necessario provvedere all’implementazione delle leggi attuali riguardanti i reati ambientali e quelli nei confronti degli animali, garantendo
  811. maggiore tutela rispetto a fatti gravi ancora non adeguatamente perseguiti e un maggiore contrasto al bracconaggio.
  812. Contrasto alle mafie
  813. Bisogna potenziare gli strumenti normativi e amministrativi volti al
  814. contrasto della criminalità organizzata, con particolare riferimento alle
  815. condotte caratterizzate dallo scambio politico mafioso.
  816. È necessario inoltre implementare gli strumenti di aggressione ai
  817. patrimoni di provenienza illecita, attraverso una seria politica di sequestro e confisca dei beni e di gestione dei medesimi, finalizzata alla
  818. salvaguardia e alla tutela delle aziende e dei lavoratori prima dell’assegnazione nel periodo di amministrazione giudiziaria.
  819. Ordinamento penitenziario
  820. Per far fronte al ricorrente fenomeno del sovraffollamento degli istituti
  821. penitenziari e garantire condizioni di dignità per le persone detenute,
  822. è indispensabile dare attuazione ad un piano per l’edilizia penitenziaria che preveda la realizzazione di nuove strutture e l’ampliamento ed
  823. ammodernamento delle attuali.
  824. Bisogna provvedere alla preoccupante carenza di personale di Polizia
  825. Penitenziaria con un piano straordinario di assunzioni, nonché intervenire risolutivamente sulla qualità della vita lavorativa degli agenti, in
  826. termini di tutele e di strutture.
  827. Occorre realizzare condizioni di sicurezza nelle carceri, rivedendo e
  828. modificando il protocollo della c.d. ‘sorveglianza dinamica’ e del regime
  829. penitenziario ‘aperto’, mettendo in piena efficienza i sistemi di sorveglianza.
  830. È opportuno consentire al maggior numero possibile di detenuti stranieri presenti nelle carceri italiane di scontare la propria condanna nel
  831. Paese d'origine attraverso l’attivazione di accordi bilaterali di cooperazione giudiziaria con gli Stati di provenienza.
  832. È infine necessario riscrivere la c.d. ‘riforma dell’ordinamento penitenziario’ al fine di garantire la certezza della pena per chi delinque, la
  833. maggior tutela della sicurezza dei cittadini, valorizzando altresì il lavoro in carcere come forma principale di rieducazione e reinserimento
  834. sociale della persona condannata. Si prevede altresì una rivisitazione
  835. sistematica e organica di tutte le misure premiali per garantire l’effet-
  836.  
  837. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  838.  
  839. 25
  840.  
  841. tività del principio di rieducazione della pena.
  842. Occorre rivedere le nuove linee guida sul cd. “41-bis”, così da ottenere
  843. un effettivo rigore nel funzionamento del regime del “carcere duro”.
  844. Giustizia tributaria
  845. Si propone la riforma del processo tributario con l’istituzione di giudici
  846. di ruolo specializzati, nell’ottica di garantire una maggiore imparzialità
  847. e terzietà del giudizio.
  848.  
  849. 13. IMMIGRAZIONE:
  850. RIMPATRI E STOP AL BUSINESS
  851. La questione migratoria attuale risulta insostenibile per l’Italia, visti i
  852. costi da sopportare e il business connesso, alimentato da fondi pubblici nazionali spesso gestiti con poca trasparenza e permeabili alle
  853. infiltrazioni della criminalità organizzata.
  854. Il fallimento dell’attuale sistema di gestione dei flussi migratori rischia
  855. di mettere in discussione lo stesso sistema di Schengen.
  856. L'Italia deve ricoprire un ruolo determinante ai tavoli dei negoziati europei in merito alle politiche di asilo e di immigrazione. Si deve puntare alla riduzione della pressione dei flussi sulle frontiere esterne e
  857. del conseguente traffico di esseri umani e contestualmente, nella medesima ottica, ad una verifica sulle attuali missioni europee nel Mediterraneo, penalizzanti per il nostro Paese, in particolare per le clausole che prevedono l’approdo delle navi utilizzate per le operazioni nei
  858. nostri porti nazionali senza alcuna responsabilità condivisa dagli altri
  859. stati europei.
  860. È necessario il superamento del Regolamento di Dublino.
  861. Il rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità sancito
  862. dal Trattato sul funzionamento dell’UE deve essere garantito attraverso il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra
  863. gli Stati membri dell'UE, in base a parametri oggettivi e quantificabili e
  864. con il reindirizzo delle domande di asilo verso altri Paesi.
  865. In osservanza dei diritti costituzionalmente garantiti proponiamo che
  866. le procedure per la verifica del diritto allo status di rifugiato o la sua revoca siano rese certe e veloci, anche mediante l’adozione di procedure
  867. accelerate e/o di frontiera, l’individuazione dei Paesi sicuri di origine e
  868. provenienza, la protezione all’interno del Paese di origine (IPA) e l’allineamento delle attuali forme di protezione agli standard internazionali.
  869.  
  870. Contestualmente, al fine di garantire un corretto bilanciamento con gli
  871. interessi di sicurezza e ordine pubblico, occorre poi prevedere specifiche fattispecie di reato che comportino, qualora commessi da richiedenti asilo, il loro immediato allontanamento dal territorio nazionale.
  872. Dato che i meccanismi attuali e i consistenti fondi stanziati per l’accoglienza costituiscono un elemento di attrazione per la criminalità, occorre un più attento controllo dei costi. Per questo è necessario dare
  873. trasparenza alla gestione dei fondi pubblici destinati al sistema di accoglienza, così da eliminare l’infiltrazione della criminalità organizzata.
  874. Occorre introdurre l’obbligo di pubblicità dei bilanci dei soggetti gestori per assicurare verifiche puntuali sulla rendicontazione dei servizi e
  875. dei beni erogati, sulle spese sostenute e sui risultati conseguiti.
  876. Si deve superare l’attuale sistema di affidamento a privati dei centri e
  877. puntare ad un maggiore coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, a
  878. cominciare da quelle territoriali, affidando la gestione dei centri stessi alle regioni e prevedendo misure che dispongano l’acquisizione del
  879. preventivo assenso degli enti locali coinvolti, quale condizione necessaria per la loro istituzione.
  880. È imprescindibile scardinare il business degli scafisti che ha causato
  881. sbarchi e morti nel mar Mediterraneo e smantellare le organizzazioni
  882. criminali internazionali per la tratta degli esseri umani, con ulteriore
  883. cooperazione e coinvolgimento della polizia giudiziaria di altri Paesi
  884. europei.
  885. La valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale deve avvenire nei Paesi di origine o di transito, col supporto
  886. delle Agenzie europee, in strutture che garantiscano la piena tutela
  887. dei diritti umani. Inoltre riteniamo che si debbano implementare gli accordi bilaterali, sia da parte dell’Italia sia da parte dell’Unione europea,
  888. con i Paesi terzi, sia di transito che di origine, in modo da rendere chiare e rapide le procedure di rimpatrio.
  889. Occorre prevedere, contestualmente, l’individuazione di sedi di permanenza temporanea finalizzate al rimpatrio, con almeno una sede
  890. per ogni regione, previo accordo con la Regione medesima, e con una
  891. capienza sufficiente per tutti gli immigrati irregolari, presenti e rintracciati sul territorio nazionale, garantendo la tutela dei diritti umani.
  892. Ad oggi sarebbero circa 500 mila i migranti irregolari presenti sul nostro territorio e, pertanto, una seria ed efficace politica dei rimpatri risulta indifferibile e prioritaria.
  893. Ai fini dell’espletamento delle procedure e dell’effettivo rimpatrio, il
  894. trattenimento deve essere disposto per tutto il periodo necessario ad
  895.  
  896. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  897.  
  898. 27
  899.  
  900. assicurare che l’allontanamento sia eseguito in un tempo massimo
  901. complessivo di diciotto mesi, in armonia con le disposizioni comunitarie.
  902. Nell’ottica di una gestione delle risorse pubbliche efficiente e congruente con le azioni politiche da attuare occorre, quindi, procedere
  903. ad una revisione dell’attuale destinazione delle stesse in materia di
  904. asilo e immigrazione, in particolare prevedendo l’utilizzo di parte delle
  905. risorse stanziate per l’accoglienza per destinarle al Fondo rimpatri.
  906. Infine, occorre una necessaria revisione della vigente normativa in materia di ricongiungimenti familiari e di sussidi sociali, al fine di evitare
  907. casi fittizi, l’indebito utilizzo dei sussidi erogati e garantire la loro effettiva sostenibilità rispetto alla condizione economica del nostro Paese.
  908. In un contesto globale è necessario adoperarsi affinché siano resi trasparenti i flussi degli investimenti internazionali e il finanziamento dei
  909. fondi alla cooperazione. Occorre bloccare la vendita di armi ai Paesi in
  910. conflitto, prevenire e contrastare il terrorismo internazionale anche di
  911. matrice islamista.
  912. Ai fini della trasparenza nei rapporti con le altre confessioni religiose, in particolare di quelle che non hanno sottoscritto le intese con lo
  913. Stato italiano, e di prevenzione di eventuali infiltrazioni terroristiche,
  914. più volte denunciati a livello nazionale e internazionale, è necessario
  915. adottare una normativa ad hoc che preveda l’istituzione di un registro
  916. dei ministri di culto e la tracciabilità dei finanziamenti per la costruzione delle moschee e, in generale, dei luoghi di culto, anche se diversamente denominati.
  917. Inoltre, occorre disporre di strumenti adeguati per consentire il controllo e la chiusura immediata di tutte le associazioni islamiche radicali
  918. nonché di moschee e di luoghi di culto, comunque denominati, che
  919. risultino irregolari. A tale riguardo, onde garantire un’azione efficace e
  920. uniforme su tutto il territorio nazionale è necessario adottare una specifica legge quadro sulle moschee e luoghi di culto, che preveda anche
  921. il coinvolgimento delle comunità locali.
  922.  
  923. 14. LAVORO
  924. Sul tema del lavoro appare di primaria importanza garantire una retribuzione equa al lavoratore in modo da assicurargli una vita e un lavoro
  925. dignitosi, in condizioni di libertà, equità, sicurezza e dignità, in attuazione dei principi sanciti dall'articolo 36 della Costituzione. A tal fine
  926. si ritiene necessaria l'introduzione di una legge salario minimo orario che, per tutte le categorie di lavoratori e settori produttivi in cui
  927. la retribuzione minima non sia fissata dalla contrattazione collettiva,
  928. stabilisca che ogni ora del lavoratore non possa essere retribuita al di
  929. sotto di una certa cifra. Similmente non potranno essere più gratuiti gli
  930. apprendistati per le libere professioni.
  931. Al fine di favorire una pronta ripresa dell'occupazione e liberare le imprese dal peso di oneri, spesso inutili e gravosi, occorre porre in essere da un lato una riduzione strutturale del cuneo fiscale e dall'altro
  932. una semplificazione, razionalizzazione e riduzione, anche attraverso la
  933. digitalizzazione, degli adempimenti burocratici connessi alla gestione
  934. amministrativa dei rapporti di lavoro che incidono pesantemente sul
  935. costo del lavoro in termini di tempo, efficienza e risorse dedicate.
  936. La cancellazione totale dei voucher ha creato non pochi disagi ai tanti
  937. settori per i quali questo mezzo di pagamento rappresentava, invece,
  938. uno strumento indispensabile. La sua sostituzione con il c.d. «libretto
  939. famiglia» e con il «contratto di prestazione occasionale» ha soltanto reso più complesso il ricorso al lavoro accessorio, col rischio di un
  940. aumento del lavoro sommerso. Occorre pertanto porre in essere una
  941. riforma complessiva della normativa vigente volta ad introdurre un
  942. apposito strumento, chiaro e semplice, che non si presti ad abusi, attivabile per via telematica attraverso un'apposita piattaforma digitale,
  943. per la gestione dei rapporti di lavoro accessorio.
  944. Al fine di tutelare la sicurezza occupazionale e sociale, è importante lo
  945. sviluppo e il rafforzamento di politiche attive che facilitino l’occupazione, la ricollocazione ed adeguate misure di sostegno al reddito e di
  946. protezione sociale. Ciò potrà essere attuato anzitutto procedendo ad
  947. una profonda riforma e ad un potenziamento dei centri per l'impiego.
  948. Particolare attenzione sarà rivolta al contrasto della precarietà, causata anche dal “jobs act”, per costruire rapporti di lavoro più stabili e consentire alle famiglie una programmazione più serena del loro futuro.
  949. Favorire gli investimenti in imprese giovani, innovative e tecnologiche,
  950. significa scommettere sul futuro e valorizzare il merito e la ricerca. A
  951. tal fine appare necessaria anzitutto una profonda riorganizzazione
  952.  
  953. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  954.  
  955. 29
  956.  
  957. della formazione finalizzata all’effettivo impiego e di qualità, che guardi
  958. non solo alla realtà odierna ma che investa sui settori del futuro al fine
  959. di adeguare il lavoro ai cambiamenti tecnologici e di offerta, attraverso
  960. processi di formazione continua dei lavoratori. Si dovrà inoltre favorire,
  961. nell'ambito delle scuole secondarie di secondo grado e dell'università,
  962. la nascita di nuove figure professionali idonee alle competenze richieste dalla quarta rivoluzione industriale ed in possesso degli opportuni
  963. profili, nonché prevedere misure di sostegno alle micro e piccole imprese nel rinnovamento dei loro processi produttivi, quale presupposto per lo sviluppo di una strategia che miri alla più ampia diffusione
  964. delle tecnologie avanzate.
  965. È necessario inoltre introdurre misure volte a garantire un’adeguata
  966. formazione secondaria superiore di tipo tecnico professionale, capace di assicurare ai nostri giovani l’accesso al mondo del lavoro e delle
  967. professioni manuali, tecniche e artigianali.
  968.  
  969. 15. LOTTA ALLA CORRUZIONE
  970. È improrogabile una severa ed incisiva legislazione anticorruzione tale
  971. da consentire un rilevante recupero di risorse indebitamente sottratte
  972. allo Stato e, nel contempo, rilanciare la competitività del Paese, favorendo una reale concorrenza nel settore privato a vantaggio delle
  973. piccole e medie imprese.
  974. Le misure da mettere in campo sono le seguenti: l’aumento delle
  975. pene per tutti i reati contro la pubblica amministrazione di tipo corruttivo per i quali debbono essere preclusi gli sconti di pena mediante un sistema che vieti l’accesso a riti premiali alternativi; il ‘DASPO’
  976. per i corrotti e corruttori, ovvero l’interdizione dai pubblici uffici e la
  977. perpetua incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione per
  978. chi è stato condannato definitivamente per un reato di tipo corruttivo
  979. contro la Pubblica Amministrazione; nel quadro della piena attuazione
  980. della Convenzione ONU di Merida del 2003, l’introduzione della figura
  981. dell’“agente sotto copertura” e la valutazione della figura dell’agente
  982. provocatore in presenza di indizi di reità, per favorire l’emersione dei
  983. fenomeni corruttivi nella Pubblica Amministrazione. A tali strumenti è
  984. necessario abbinare, oltre che un potenziamento dell’Autorità Nazionale Anti-corruzione e del piano di prevenzione della corruzione, una
  985. modifica delle disposizioni vigenti – ad oggi non del tutto efficaci – in
  986. termini di prevenzione e repressione, anche rafforzando le tutele per il
  987.  
  988. whistleblower.
  989. In materia di intercettazioni è opportuno intervenire per potenziarne
  990. l’utilizzo, soprattutto per i reati di corruzione.
  991.  
  992. 16. MINISTERO PER LE DISABILITÀ
  993. Uno Stato civile deve proteggere, tutelare, assistere e integrare chiunque abbia una disabilità. È fondamentale consolidare e rinnovare le
  994. politiche di protezione e inclusione dedicate alle persone con disabilità e finalizzate a garantirne un concreto ed efficace sostegno durante
  995. tutte le fasi della vita. Si prevede un generale rafforzamento dei fondi
  996. sulla disabilità e la non autosufficienza al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare
  997. pienamente a tutti gli ambiti della vita, assicurando l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad
  998. altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico.
  999. È necessario intervenire affinché i trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti
  1000. da amministrazioni pubbliche, qualora attinenti a condizione di disabilità, siano esclusi tassativamente dal calcolo dell’ISEE o di altri indicatori reddituali, necessari per accedere ad agevolazioni o benefici. Con
  1001. riferimento all’indennità di invalidità civile, proponiamo il suo innalzamento e l’adeguamento alla pensione sociale.
  1002. Bisogna dare completa attuazione alla Convenzione O.N.U. sul diritto alle persone con disabilità, procedendo ad una completa revisione
  1003. delle leggi esistenti e garantendo che ogni scelta del legislatore si collochi sempre nell’ambito di una piena consapevolezza che “le persone
  1004. con disabilità includono quanti hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella
  1005. società su una base di eguaglianza con gli altri”.
  1006. Per assicurare protezione e inclusione ai soggetti con disabilità o non
  1007. autosufficienti è necessario superare la frammentazione dell’intervento pubblico nazionale e locale, attraverso una governance coordinata e condivisa sugli interventi e la messa in rete degli erogatori degli
  1008. interventi.
  1009. Bisogna assicurare il tempestivo aggiornamento delle agevolazioni
  1010. per l’acquisto di beni e ausili per le persone con disabilità.
  1011.  
  1012. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1013.  
  1014. 31
  1015.  
  1016. Deve essere garantita l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, attraverso una migliore specializzazione degli insegnanti per il
  1017. sostegno e l’implementazione della loro presenza in aula. Si dovranno
  1018. individuare percorsi di aggiornamento per i docenti curricolari e per
  1019. tutte le figure presenti nella scuola. È necessario un intervento culturale di contrasto ai pregiudizi sulle disabilità, assicurando che nel
  1020. percorso didattico vi siano dei momenti di ascolto e incontro con la
  1021. disabilità, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei disabili.
  1022. Bisogna fare una ricognizione dello stato di attuazione della legge
  1023. 68/99 sul collocamento al lavoro delle categorie protette, con una
  1024. particolare attenzione per le disabilità gravi, assicurandone il rispetto
  1025. nel pubblico e incentivando le assunzioni nel settore privato e, se necessario, contemplando percorsi lavorativi specifici per disabilità fisiche e/o psichiche.
  1026. È necessario garantire l’accessibilità di luoghi, beni e servizi attraverso
  1027. un effettivo abbattimento delle barriere architettoniche, contemplando anche un audit civico nella realizzazione di opere pubbliche.
  1028. Occorre implementare una “politica per la vita indipendente” che favorisca l’accesso delle persone con disabilità ad abitazioni di recente
  1029. concezione o costruzione. Servono politiche di housing sociale che
  1030. coinvolgano il privato e introducano, negli oneri di urbanizzazione,
  1031. quote da riservarsi alle persone con disabilità.
  1032. Bisogna favorire il cohousing e organizzare corsi di formazione specifica, tenuti da personale sanitario e tramite incontri di automutuoaiuto, per aumentare conoscenze e competenze dei caregivers.
  1033. È necessario garantire la completa accessibilità dei contenuti e documenti della Pubblica Amministrazione, in ottemperanza alla Direttiva
  1034. UE 2016/2102 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 ottobre
  1035. 2016, relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili
  1036. degli enti pubblici.
  1037. Inoltre, al fine di dare adeguata rappresentanza alla disabilità nell’agenda politica, ci impegniamo ad istituire un dicastero dedicato.
  1038. Si dovrà infine garantire un’adeguata rappresentanza anche attraverso l’istituzione di un Garante regionale quale figura di riferimento in
  1039. caso di inadempienze e violazioni dei diritti delle persone con disabilità.
  1040.  
  1041. 17. PENSIONI. STOP LEGGE FORNERO
  1042. Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. “Fornero”, stanziando 5
  1043. miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad
  1044. oggi escluse.
  1045. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma
  1046. dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con
  1047. l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41
  1048. anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti.
  1049. Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza.
  1050. Prorogheremo la misura sperimentale “opzione donna” che permette
  1051. alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili.
  1052.  
  1053. 18. POLITICHE PER LA FAMIGLIA E NATALITÀ
  1054. È necessario rifinanziare gli Enti Locali dando priorità al welfare familiare
  1055. (come ad esempio il sostegno per servizi di asilo nido in forma gratuita
  1056. a favore delle famiglie italiane, le politiche per le donne, per gli anziani e
  1057. la terza età, il sostegno alle periferie), in un’ottica di sinergia tra tutte le
  1058. componenti dello Stato per raggiungere gli obiettivi di sviluppo economico di qualità e per far uscire il Paese dalla crisi economica.
  1059. Occorre introdurre politiche efficaci per la famiglia, per consentire alle
  1060. donne di conciliare i tempi della famiglia con quelli del lavoro, anche
  1061. attraverso servizi e sostegni reddituali adeguati. Inoltre, è necessario
  1062. prevedere: l’innalzamento dell’indennità di maternità, un premio economico a maternità conclusa per le donne che rientrano al lavoro e
  1063. sgravi contributivi per le imprese che mantengono al lavoro le madri
  1064. dopo la nascita dei figli.
  1065. Occorre introdurre agevolazioni alle famiglie attraverso: rimborsi per
  1066. asili nido e baby sitter, fiscalità di vantaggio, tra cui “IVA a zero” per
  1067. prodotti neonatali e per l’infanzia.
  1068. Importante attenzione va posta anche nei confronti della terza età con
  1069. provvedimenti volti ad agevolare le famiglie con anziani a carico, compresa l’assistenza domiciliare anche tramite colf e badanti.
  1070.  
  1071. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1072.  
  1073. 33
  1074.  
  1075. 19. REDDITO DI CITTADINANZA E PENSIONE DI
  1076. CITTADINANZA
  1077. Reddito di cittadinanza
  1078. Il reddito di cittadinanza è una misura attiva rivolta ai cittadini italiani
  1079. al fine di reinserirli nella vita sociale e lavorativa del Paese. Garantisce
  1080. la dignità̀ dell'individuo e funge da volano per esprimere le potenzialità
  1081. lavorative del nostro Paese, favorendo la crescita occupazionale ed
  1082. economica.
  1083. La misura si configura come uno strumento di sostegno al reddito per
  1084. i cittadini italiani che versano in condizione di bisogno; l’ammontare
  1085. dell’erogazione è stabilito in base alla soglia di rischio di povertà calcolata sia per il reddito che per il patrimonio. L’ammontare è fissato in
  1086. 780,00 Euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della
  1087. scala OCSE per nuclei familiari più numerosi.
  1088. Al fine di consentire il reinserimento del cittadino nel mondo del lavoro,
  1089. l’erogazione del reddito di cittadinanza presuppone un impegno attivo
  1090. del beneficiario che dovrà aderire alle offerte di lavoro provenienti dai
  1091. centri dell’impiego (massimo tre proposte nell’arco temporale di due
  1092. anni), con decadenza dal beneficio in caso di rifiuto allo svolgimento
  1093. dell’attività lavorativa richiesta.
  1094. La misura si basa su due direttrici guida che sono da un lato la tipologia di professionalità del lavoratore in questione e dall’altro la sinergia
  1095. con la strategia di sviluppo economico mirato all’obiettivo della piena
  1096. occupazione, innescata dalle politiche industriali volte a riconvertire
  1097. i settori produttivi, così da sviluppare la necessaria innovazione per
  1098. raggiungere uno sviluppo di qualità.
  1099. Tale percorso prevede un investimento di 2 miliardi di euro per la riorganizzazione e il potenziamento dei centri per l’impiego che fungeranno da catalizzatore e riconversione lavorativa dei lavoratori che si
  1100. trovano momentaneamente in stato di disoccupazione.
  1101. La pianificazione di un potenziamento generale di tutti i centri per l'impiego sul territorio nazionale è finalizzata a: incrementare la presenza, efficienza e qualità dei servizi per l'impiego; identificare e definire
  1102. idonei standard di prestazione dei servizi da erogare; adeguare i livelli
  1103. formativi del personale operante.
  1104. Andrà avviato un dialogo nelle sedi comunitarie al fine di applicare il
  1105. provvedimento A8-0292/2017 approvato dal Parlamento europeo lo
  1106. scorso 6 ottobre 2017, che garantirebbe l'utilizzo del 20% della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo (FSE) per istituire un
  1107.  
  1108. reddito di cittadinanza anche in Italia (unico paese europeo oltre la
  1109. Grecia a non prevedere tale misura), anche invitando la Commissione
  1110. europea a monitorare specificamente l'utilizzo del FSE per la lotta alla
  1111. povertà e all'esclusione sociale.
  1112. Pensione di cittadinanza
  1113. È necessario assegnare una pensione di cittadinanza a chi vive sotto
  1114. la soglia minima di povertà.
  1115. La nostra proposta è rappresentata da un’integrazione per un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780,00 euro mensili, secondo i
  1116. medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza.
  1117.  
  1118. 20. RIFORME ISTITUZIONALI, AUTONOMIA E
  1119. DEMOCRAZIA DIRETTA
  1120. Nell’ambito della fondamentale riforma delle istituzioni si rivela necessario un approccio pragmatico e fattibile, con riferimento ad alcuni
  1121. interventi limitati, puntuali, omogenei, attraverso la presentazione di
  1122. iniziative legislative costituzionali distinte ed autonome.
  1123. Occorre partire dalla drastica riduzione del numero dei parlamentari:
  1124. 400 deputati e 200 senatori. In tal modo, sarà più agevole organizzare i lavori delle Camere e diverrà più efficiente l'iter di approvazione
  1125. delle leggi, senza intaccare in alcun modo il principio supremo della
  1126. rappresentanza, poiché resterebbe ferma l'elezione diretta a suffragio
  1127. universale da parte del popolo per entrambi i rami del Parlamento senza comprometterne le funzioni. Sarà in tal modo possibile conseguire
  1128. anche ingenti riduzioni di spesa poiché il numero complessivo dei senatori e dei deputati risulterà quasi dimezzato.
  1129. Occorre introdurre forme di vincolo di mandato per i parlamentari, per
  1130. contrastare il sempre crescente fenomeno del trasformismo. Del resto, altri ordinamenti, anche europei, contengono previsioni volte a
  1131. impedire le defezioni e a far sì che i gruppi parlamentari siano sempre
  1132. espressione di forze politiche presentatesi dinanzi agli elettori, come
  1133. si può ricavare dall’articolo 160 della Costituzione portoghese o dalla
  1134. disciplina dei gruppi parlamentari in Spagna.
  1135. È inoltre fondamentale potenziare un imprescindibile istituto di democrazia diretta già previsto dal nostro ordinamento costituzionale: il
  1136. referendum abrogativo. Per incentivare forme di partecipazione attiva
  1137. dei cittadini alla vita politica nazionale occorre cancellare il quorum
  1138.  
  1139. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1140.  
  1141. 35
  1142.  
  1143. strutturale - ovvero la necessità della partecipazione alla votazione
  1144. della maggioranza degli aventi diritto - al fine di rendere efficace e cogente l'istituto referendario. Ulteriore obiettivo di questa proposta, nel
  1145. solco dello spirito che anima l'articolo 75 della Costituzione, è quello
  1146. di scoraggiare, in ogni forma, l'astensionismo elettorale, spesso strumentalizzato per incentivare il non voto, al fine di sabotare le consultazioni referendarie. Sempre allo scopo di incentivare la partecipazione
  1147. diretta dei cittadini alla vita politica del Paese sosteniamo l’introduzione del referendum propositivo, ossia un mezzo volto a trasformare in
  1148. legge proposte avanzate dai cittadini e votate dagli stessi.
  1149. È poi necessario rendere obbligatoria la pronuncia del Parlamento sui
  1150. disegni di legge di iniziativa popolare, con puntuale calendarizzazione.
  1151. Per migliorare il rapporto tra cittadini e istituzioni intendiamo inoltre
  1152. intervenire su quelle fondazioni, direttamente o indirettamente collegate a partiti politici, introducendo adeguate misure per garantire la
  1153. massima trasparenza dei finanziamenti ricevuti e delle attività finanziarie svolte.
  1154. Altre questioni da affrontare in termini costituzionali sono: l’abolizione
  1155. del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, istituzione rivelatasi inefficace rispetto agli scopi per i quali era stata concepita, e l’affermazione del principio della prevalenza della nostra Costituzione sul
  1156. diritto comunitario, in analogia al modello tedesco, fermo restando il
  1157. rispetto dell’articolo 11 della Costituzione.
  1158. Occorre prevedere una maggiore flessibilità dell’azione di governo in
  1159. modo tale da poter far fronte efficacemente ai diversi cicli economici,
  1160. prevedendo l’adeguamento della regola dell’equilibrio di bilancio, che
  1161. rende oggettivamente impossibile un’efficace azione anticiclica dello
  1162. Stato.
  1163. Sotto il profilo del regionalismo, l’impegno sarà quello di porre come
  1164. questione prioritaria nell’agenda di Governo l’attribuzione, per tutte
  1165. le Regioni che motivatamente lo richiedano, di maggiore autonomia
  1166. in attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione, portando
  1167. anche a rapida conclusione le trattative tra Governo e Regioni attualmente aperte. Il riconoscimento delle ulteriori competenze dovrà essere accompagnato dal trasferimento delle risorse necessarie per un
  1168. autonomo esercizio delle stesse. Alla maggiore autonomia dovrà infatti accompagnarsi una maggiore responsabilità sul territorio, in termini
  1169. di equo soddisfacimento dei servizi a garanzia dei propri cittadini e in
  1170. termini di efficienza ed efficacia dell’azione svolta. Questo percorso di
  1171. rinnovamento dell’assetto istituzionale dovrà dare sempre più forza al
  1172.  
  1173. regionalismo applicando, regione per regione, la logica della geometria
  1174. variabile che tenga conto sia delle peculiarità e delle specificità delle
  1175. diverse realtà territoriali sia della solidarietà nazionale, dando spazio
  1176. alle energie positive ed alle spinte propulsive espresse dalle collettività locali.
  1177. Occorre garantire i trasferimenti necessari agli enti territoriali e una
  1178. contestuale cessazione delle “politiche di tagli” compiute dagli ultimi
  1179. Governi.
  1180. C’è ancora molto da fare per avvicinare le decisioni pubbliche ai cittadini. Un modo che sembra suggerito anche dagli articoli 5 e 118 della
  1181. Costituzione, consiste nel trasferire funzioni amministrative dallo Stato alle Regioni e poi ai Comuni secondo il principio di sussidiarietà.
  1182. In tale ambito, si intende rilanciare anche il disegno attuativo delle disposizioni costituzionali su Roma Capitale (art. 114 Cost.) con legge
  1183. dello Stato. Verrà in tale modo sancito un nuovo Patto tra la Repubblica e la sua Capitale, restituendole nuova e definitiva dignità.
  1184. Occorre inoltre utilizzare il modello dei “costi standard” per i servizi
  1185. regionali e locali.
  1186. Per semplificare la vita dei cittadini e delle Istituzioni occorre diminuire
  1187. drasticamente il numero delle norme in vigore e fare in modo che le
  1188. leggi siano attuate. È altresì necessario verificare lo stato di attuazione
  1189. delle singole disposizioni e la relativa efficacia anche con un bilancio
  1190. dei risultati concreti della loro attuazione.
  1191. In particolare occorre fare il “tagliando alle leggi”, per valutare se gli effetti ottenuti nel lungo periodo siano quelli originariamente proposti e,
  1192. nel caso, se siano necessarie modifiche, integrazioni o sia addirittura
  1193. opportuno procedere alla loro abrogazione.
  1194. Per garantire l’efficacia dei servizi dello Stato ai cittadini e per dare
  1195. spazio alle competenze professionali del personale e della dirigenza
  1196. pubblica, è necessario semplificare e uniformare i procedimenti nonché razionalizzare e accorpare le numerose banche dati pubbliche
  1197. oggi esistenti.
  1198. Occorre uniformare i criteri di nomina delle autorità amministrative indipendenti.
  1199. È opportuno introdurre il principio della cittadinanza digitale dalla nascita, prevedendo l’accesso gratuito alla rete internet per ogni cittadino.
  1200. È inoltre essenziale introdurre un efficace sistema di valutazione delle performances della pubblica amministrazione nel suo complesso,
  1201. del personale e della dirigenza pubblica, anche attraverso il coinvolgimento dell’utenza.
  1202.  
  1203. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1204.  
  1205. 37
  1206.  
  1207. 21. SANITÀ
  1208. È prioritario preservare l’attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico e tutelare il principio universalistico su cui si fonda la legge n. 833 del 1978 istitutiva
  1209. del Servizio Sanitario Nazionale. Tutelare il servizio sanitario nazionale
  1210. significa salvaguardare lo stato di salute del Paese, garantire equità
  1211. nell’accesso alle cure e uniformità dei livelli essenziali di assistenza.
  1212. Va preservata e tutelata l’autonomia regionale nell’organizzazione dei
  1213. servizi sanitari mantenendo al governo nazionale il compito di indicare
  1214. livelli essenziali di assistenza, gli obiettivi che il sistema sanitario deve
  1215. perseguire e garantire ai cittadini la corretta e adeguata erogazione
  1216. dei servizi sanitari erogati dai sistemi regionali
  1217. In tale ottica si ritiene che siano e saranno utili diverse azioni di tipo
  1218. strutturale, partendo da un intervento incisivo sulla dirigenza sanitaria,
  1219. ovvero sui gestori della sanità, che dovranno essere adeguatamente e
  1220. preventivamente formati per garantire la sostenibilità e la qualità del
  1221. sistema salute e scelti secondo la competenza e il merito, non sulla
  1222. base di logiche politiche o partitiche. Bisogna rescindere il rapporto
  1223. dannoso e arcaico fra politica e sanità prevedendo nuovi e diversi criteri di nomina sia dei medesimi direttori generali, sia dei direttori sanitari e amministrativi, così anche dei dirigenti di strutture complesse.
  1224. È necessario garantire anche la trasparenza e la valutazione dell’operato dei direttori generali in termini di raggiungimento degli obiettivi
  1225. di salute e di bilancio nella gestione delle aziende. Va anche garantito
  1226. che a quelle risorse aggiuntive corrispondano più servizi di qualità per
  1227. i cittadini.
  1228. La sanità dovrà essere finanziata prevalentemente dal sistema fiscale
  1229. e, dunque, dovrà essere ridotta al minimo la compartecipazione dei
  1230. singoli cittadini.
  1231. È necessario recuperare integralmente tutte le risorse economiche
  1232. sottratte in questi anni con le diverse misure di finanza pubblica, garantendo una sostenibilità economica effettiva ai livelli essenziali di
  1233. assistenza attraverso il rifinanziamento del fondo sanitario nazionale,
  1234. così da risolvere alcuni dei problemi strutturali.
  1235. Il recupero delle risorse avverrà grazie ad una efficace lotta agli sprechi e alle inefficienze, e grazie alla revisione della governance farmaceutica, all’attuazione della centralizzazione degli acquisti, all’informatizzazione e digitalizzazione del SSN, alla revisione delle procedure
  1236. di convenzionamento e accreditamento, alla lotta alla corruzione e alla
  1237.  
  1238. promozione della trasparenza.
  1239. È necessario realizzare l’informatizzazione del SSN con particolare
  1240. riferimento al Fascicolo Sanitario Elettronico, alle ricette digitali, alla
  1241. dematerializzazione dei referti e cartelle cliniche e alle prenotazioni e
  1242. pagamenti online, così da consentire una reale trasparenza e un efficace controllo in termini di verifica immediata e pubblica dei risultati
  1243. gestionali. È necessario, altresì, dare evidenza del rapporto esistente
  1244. tra i rimborsi a carico del SSN e il risultato clinico in termini di efficacia
  1245. e appropriatezza; avviare e implementare la telemedicina grazie a tutte le tecnologie innovative, in modo da ridurre gli spostamenti dei pazienti, abbattere i costi e garantire cure domiciliari di maggiore qualità.
  1246. Occorre garantire, implementare e integrare i servizi socio-sanitari, investendo in prevenzione e superando il modello “ospedalo-centrico”.
  1247. La risposta assistenziale ospedaliera nella fase acuta della malattia
  1248. deve essere garantita ed è nel contempo necessario sviluppare in maniera diffusa i servizi territoriali, con standard organizzativi e con costi
  1249. di accesso ai servizi omogenei e pre-definiti, assicurando la presa in
  1250. carico dell’utente, attraverso un suo specifico percorso socio-sanitario e attraverso più idonei servizi di prevenzione. È indispensabile
  1251. l’implementazione di un coordinamento territoriale, così da orientare
  1252. e indirizzare gli utenti nei servizi territoriali e ospedalieri disponibili,
  1253. favorendo la scelta appropriata del luogo di cura.
  1254. L’integrazione socio-sanitaria si realizza appieno quando è soddisfatto, in continuità, il bisogno di salute nella componente sanitaria e in
  1255. quella di protezione sociale. L’integrazione socio-sanitaria comporta,
  1256. anche in termini economici, il diverso coinvolgimento delle Regioni e
  1257. dei Comuni, i cui strumenti di programmazione sono fondamentali per
  1258. realizzare una co-progettazione efficace soddisfare i bisogni di assistenza del territorio e dei cittadini che lo abitano. È necessario garantire adeguate risorse economiche e strutturali ai servizi sociosanitari
  1259. territoriali di prossimità e domiciliari in una logica di trasversalità che
  1260. da un lato si occupa dei bisogni del singolo e dall’altro delle esigenze
  1261. della comunità locale. Nell’ottica di garantire un efficace e capillare sostegno ai servizi territoriali dovrebbe essere rivisto anche il ruolo dei
  1262. medici di medicina generale. Rafforzeremo e implementeremo il ruolo
  1263. del medico di medicina generale che deve risultare come principale
  1264. protagonista della filiera di cura del malato.
  1265. È improcrastinabile intervenire sui tempi di attesa ai Pronto soccorso,
  1266. riducendo i tempi di accesso attraverso l’implementazione di strutture a bassa intensità di cura. Bisogna delineare percorsi di assistenza
  1267.  
  1268. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1269.  
  1270. 39
  1271.  
  1272. e di cura personalizzati e vicini al cittadino oltre che adeguatamente
  1273. accessibili, riordinare il sistema di accesso alle prestazioni nell’ottica di
  1274. ridurne i tempi di attesa, eliminare altresì ogni forma di spreco che derivi da una non appropriata organizzazione dei servizi e dell’assistenza
  1275. e da una governance sanitaria non adeguata, da un mancato ammodernamento tecnologico e digitale del servizio sanitario nazionale. È
  1276. necessario garantire che non vi sia alcuno squilibrio tra le prestazioni
  1277. istituzionali e quelle erogate in regime di libera professione, soprattutto con riguardo ai tempi di attesa.
  1278. Il problema dei tempi di attesa è susseguente anche alla diffusa carenza di medici specialisti, infermieri e personale sanitario. È dunque
  1279. indispensabile assumere il personale medico e sanitario necessario,
  1280. anche per dare attuazione all’articolo 14 della legge n. 161/2014.
  1281. I posti per la formazione specialistica dei medici dovrebbero essere
  1282. determinati dalle reali necessità assistenziali e tenendo conto anche
  1283. dei pensionamenti, assicurando quindi un’armonizzazione tra posti nei
  1284. corsi di laurea e posti nel corso di specializzazione. La realtà è che
  1285. quest’armonizzazione non c’è e i posti per la formazione specialistica
  1286. sono di fatto determinati da due fattori: la capacità delle scuole universitarie di accogliere medici in formazione e il finanziamento delle
  1287. borse di studio da parte del MIUR. Dunque, se da un lato potrà essere
  1288. necessario aumentare il numero dei laureati in medicina, anche rivedendo il numero chiuso, dall’altro sarà necessario aumentare le borse
  1289. di studio per gli specializzandi. Bisogna consentire più diffusamente
  1290. che il medico neolaureato abbia accesso nella struttura sanitaria per
  1291. conseguire le abilità teoriche e tecnico-pratiche e l’autonomia necessaria allo svolgimento della specializzazione medica prescelta (art. 22
  1292. del “Patto della salute” del 2014).
  1293. Deve essere affrontato il problema dell’invecchiamento della popolazione e dei susseguenti problemi correlati alla cronicità delle patologie
  1294. e alla comorbilità. In tale ottica è necessario garantire la diffusione capillare di strutture socio-sanitarie e a bassa intensità di cura. Devono
  1295. altresì essere implementate l’organizzazione dei percorsi e le strutture di sostegno alle patologie cronico-degenerative ed oncologiche
  1296. e bisogna garantire risorse adeguate per l’assistenza, diretta e personalizzata, dei soggetti affetti da malattie rare e croniche. Va altresì
  1297. potenziata la ricerca biomedica svolta all’interno del sistema sanitario
  1298. e dalle università.
  1299. Le prime vittime di un sistema sociale imperniato sull’utilitarismo e
  1300. sul profitto, insieme ai disabili a qualsiasi titolo, diventano inevitabil-
  1301.  
  1302. mente gli anziani. È necessario rendere obbligatorio l’inserimento di
  1303. una rappresentanza significativa dei pazienti (diretta o dei familiari) ai
  1304. vertici gestionali delle strutture assistenziali dedicate all’età avanzata
  1305. direttamente inserite nel SSN o per le strutture convenzionate. Solo il
  1306. controllo diretto e capillare degli interessati può garantire il rispetto di
  1307. quei parametri di civiltà del vivere, troppo spesso disattesi in strutture
  1308. che frequentemente si configurano come atroci terminali di “esistenze non più funzionali al sistema”, piuttosto che ambienti dove avviarsi
  1309. serenamente e con dignità al naturale concludersi della propria vita.
  1310. Pur con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del
  1311. giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a
  1312. rischio di esclusione sociale.
  1313.  
  1314. 22. SCUOLA
  1315. La scuola italiana ha vissuto in questi anni momenti di grave difficoltà.
  1316. Dopo le politiche dei tagli lineari e del risparmio, l’istruzione deve tornare al centro del nostro sistema Paese. La buona qualità dell’insegnamento, fin dai primi anni, rappresenta una condizione indispensabile
  1317. per la corretta formazione dei nostri ragazzi. La nostra scuola dovrà
  1318. essere in grado di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il futuro
  1319. con fiducia. Per far ciò occorre ripartire innanzitutto dai nostri docenti.
  1320. In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si
  1321. sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. “Buona
  1322. Scuola”, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per
  1323. consentire un necessario cambio di rotta, intervenendo sul fenomeno
  1324. delle cd. “classi pollaio”, dell’edilizia scolastica, delle graduatorie e titoli per l’insegnamento. Particolare attenzione dovrà essere posta alla
  1325. questione dei diplomati magistrali e, in generale, al problema del precariato nella scuola dell’infanzia e nella primaria.
  1326. Una delle componenti essenziali per il corretto funzionamento del sistema di istruzione è rappresentata dal personale scolastico. L’eccessiva precarizzazione e la continua frustrazione delle aspettative dei
  1327. nostri insegnanti rappresentano punti fondamentali da affrontare per
  1328. un reale rilancio della nostra scuola. Sarà necessario assicurare, pertanto, anche attraverso una fase transitoria, una revisione del sistema
  1329. di reclutamento dei docenti, per garantire da un lato il superamento
  1330.  
  1331. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1332.  
  1333. 41
  1334.  
  1335. delle criticità che in questi anni hanno condotto ad un cronico precariato e dall’altro un efficace sistema di formazione. Saranno introdotti
  1336. nuovi strumenti che tengano conto del legame dei docenti con il loro
  1337. territorio, affrontando all’origine il problema dei trasferimenti (ormai a
  1338. livelli record), che non consentono un’adeguata continuità didattica.
  1339. Un altro dei fallimenti della c.d. “Buona Scuola” è stato determinato
  1340. dalla possibilità della “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Intendiamo superare questo strumento tanto inutile
  1341. quanto dannoso.
  1342. Una scuola che funzioni realmente ha bisogno di strumenti efficaci che
  1343. assicurino e garantiscano l’inclusione per tutti gli alunni, con maggiore
  1344. attenzione a coloro che presentano disabilità più o meno gravi, ai quali
  1345. va garantito lo stesso insegnante per l’intero ciclo. Una scuola inclusiva è, inoltre, una scuola in grado di limitare la dispersione scolastica
  1346. che in alcune regioni raggiunge percentuali non più accettabili. A tutti
  1347. gli studenti deve essere consentito l’accesso agli studi, nel rispetto del
  1348. principio di uguaglianza di tutti i cittadini.
  1349. La cultura rappresenta un mondo in continua evoluzione. È necessario
  1350. che anche i nostri studenti rimangano sempre al passo con le evoluzioni culturali e scientifiche, per una formazione che rappresenti uno
  1351. strumento essenziale ad affrontare con fiducia il domani. Per consentire tutto ciò garantiremo ai nostri docenti una formazione continua.
  1352. Intendiamo garantire la presenza all’interno delle nostre scuole di docenti preparati ai processi educativi e formativi specifici, assicurando
  1353. loro la possibilità di implementare adeguate competenze nella gestione degli alunni con disabilità e difficoltà di apprendimento.
  1354. La c.d. “Buona Scuola” ha ampliato in maniera considerevole le ore
  1355. obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, quello che avrebbe
  1356. dovuto rappresentare un efficace strumento di formazione dello studente si è presto trasformato in un sistema inefficace, con studenti
  1357. impegnati in attività che nulla hanno a che fare con l’apprendimento.
  1358. Uno strumento così delicato che non preveda alcun controllo né sulla
  1359. qualità delle attività svolte né sull’attitudine che queste hanno con il
  1360. ciclo di studi dello studente, non può che considerarsi dannoso.
  1361.  
  1362. 23. SICUREZZA, LEGALITÀ E FORZE DELL’ORDINE
  1363. Forze dell’ordine
  1364. Relativamente alle Forze dell'ordine è necessario aumentare i fondi a
  1365. disposizione del comparto per prevedere il potenziamento degli organici, con previsione di aumento del personale, rinnovo dei contratti in
  1366. essere e riordino delle carriere.
  1367. L’aumento di fondi è necessario per effettuare investimenti in particolare nelle seguenti dotazioni: autovetture, armi non letali come taser o
  1368. key defender, nonché armi e giubbotti antiproiettile adeguati ai rischi
  1369. connessi alle minacce terroristiche.
  1370. Coloro che garantiscono la sicurezza dei cittadini devono poter operare in condizioni di massima protezione individuale, riducendo il rischio
  1371. di lesioni. È fondamentale pertanto investire nella formazione e in corsi di addestramento anti-terrorismo (C.A.T.) per tutti gli operatori che
  1372. svolgono attività di controllo del territorio, compresi gli operatori delle
  1373. specialità.
  1374. Si dovranno dotare tutti gli agenti che svolgono compiti di polizia su
  1375. strada di una videocamera sulla divisa, nell’autovettura e nelle celle di
  1376. sicurezza, sotto il controllo e la direzione del Garante della privacy, con
  1377. adozione di un rigido regolamento, per filmare quanto accade durante
  1378. il servizio, nelle manifestazioni, in piazza e negli stadi.
  1379. È necessario inoltre intervenire per l’ammodernamento del complesso
  1380. di strutture in uso alle forze dell’ordine nonché per il potenziamento e
  1381. la valorizzazione dei presidi di sicurezza di specialità (postale, di frontiera, stradale, ferroviaria e nautica).
  1382. Vigili del Fuoco
  1383. Proponiamo misure per garantire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, il potenziamento della formazione e l’adeguamento delle retribuzioni ai livelli previsti per le forze dell’ordine.
  1384. Polizia Locale e coordinamento con le forze dell’ordine statali
  1385. Le problematiche afferenti il comparto della Polizia Locale sono dovute ad una normativa ormai datata e ad una presenza di agenti sul territorio distribuita in modo non omogeneo. Si ritiene pertanto necessario
  1386. un riordino del comparto della Polizia locale.
  1387. Affinché la riforma possa effettivamente produrre risultati positivi per
  1388. una maggiore sicurezza sul territorio devono essere necessariamente
  1389. introdotti i seguenti punti qualificanti: accesso alle banche dati SDI
  1390.  
  1391. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1392.  
  1393. 43
  1394.  
  1395. (sistema di indagine); migliore definizione dei compiti della polizia locale; obbligatorietà di dotazioni strumentali minime; tavoli di regionali
  1396. per il coordinamento della sicurezza urbana e della Polizia Locale con
  1397. sotto-ripartizione in aree vaste; contratto collettivo. Si dovrà puntare
  1398. a scomputare le spese relative al settore dai vincoli di bilancio.
  1399. Cyber security e contrasto al bullismo
  1400. È indispensabile incentivare lo sviluppo del settore della sicurezza
  1401. anche per quanto concerne la cyber security, avendo particolare attenzione al fenomeno del cyber bullismo e individuando strumenti di
  1402. ausilio per il superamento del problema, soprattutto negli ambienti
  1403. scolastici.
  1404. É necessario introdurre misure repressive per chi commette il reato e
  1405. premianti per chi lo denuncia: prevedere sanzioni amministrative nei
  1406. regolamenti scolastici; numero verde unico nazionale; premialità per
  1407. gli studenti che denunciano episodi di bullismo (borse di studio); videocamere nelle scuole.
  1408. Gioco d’azzardo
  1409. Con riguardo alla problematica del gioco d'azzardo sono necessarie
  1410. una serie di misure per contrastare il fenomeno della dipendenza che
  1411. crea forti danni sia socio sanitari che all’economia sana, reale e produttiva, tra le quali: divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazioni;
  1412. trasparenza finanziaria per le società dell'azzardo; strategia d’uscita
  1413. dal machines gambling (Slot machines, videolottery) e forti limitazioni
  1414. alle forme di azzardo con puntate ripetute; obbligo all'utilizzo di una
  1415. tessera personale per prevenire l'azzardo minorile; imposizione di limiti di spesa; tracciabilità dei flussi di denaro per contrastare l’evasione
  1416. fiscale e le infiltrazioni mafiose.
  1417. È necessaria una migliore regolamentazione del fenomeno, prevedendo il rilascio dell'autorizzazione all’installazione delle slot machine VLT solo in luoghi ben definiti (no bar, distributori ecc), la limitazione
  1418. negli orari di gioco e l'aumento della distanza minima dai luoghi sensibili (come scuole e centri di aggregazione giovanile).
  1419. Occupazioni abusive
  1420. I dati sulle occupazioni abusive indicano che esistono circa 48.000 alloggi detenuti illegalmente. Non esiste un catasto delle abitazioni occupate. Molte, infatti, appartengono all’edilizia pubblica; una minima
  1421. parte sono invece di privati e questo ha reso più difficile censirle.
  1422.  
  1423. Nei confronti degli occupanti abusivi è necessario velocizzare le procedure di sgombero attraverso l’azione ferma e tempestiva qualora
  1424. non sussistano le condizioni di necessità certificate.
  1425. L’accertamento dello stato di necessità è di competenza dell’Azienda Sanitaria Locale e dei Servizi Sociali territoriali, che dovranno attestare le condizioni psico-fisiche deficitarie e l’incapacità oggettiva del
  1426. soggetto a procurare il necessario sostentamento per sé ed eventualmente per la propria famiglia. Le sole condizioni di difficoltà economiche non possono mai giustificare l’occupazione abusiva.
  1427. Gli occupanti abusivi stranieri irregolari vanno rimpatriati.
  1428. Sicurezza stradale
  1429. È necessario l’aumento delle risorse per il piano nazionale di sicurezza
  1430. stradale, nonché la verifica dell’efficacia degli interventi attraverso le
  1431. Regioni.
  1432. Occorre implementare i controlli con necessarie limitazioni sulle patenti straniere.
  1433. Occorre prevedere, in aggiunta ai sistemi punitivi (ad esempio, punti
  1434. patente), un sistema di premialità per chi non commette infrazioni alla
  1435. guida (ad esempio, sconti sull’assicurazione RC, sconto sul bollo auto).
  1436. Campi nomadi
  1437. Il dilagare dei campi nomadi, negli ultimi anni, l’aumento esponenziale
  1438. di reati commessi dai loro abitanti e le pessime condizioni igienico-sanitarie a cui sono sottoposti ha reso tale fenomeno un grave problema
  1439. sociale con manifestazioni esasperate soprattutto nelle periferie urbane coinvolte.
  1440. Ad oggi circa 40 mila Rom vivono nei campi nomadi e il 60 per cento
  1441. sono minori.
  1442. Sono pertanto necessarie le seguenti azioni: chiusura di tutti i campi
  1443. nomadi irregolari in attuazione delle direttive comunitarie; contrasto
  1444. ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia o perdita della responsabilità potestà genitoriale.
  1445. In ogni caso, proponiamo di intervenire per il pieno superamento dei
  1446. campi Rom in coerenza con l’ordinamento dell’Unione Europea.
  1447.  
  1448. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1449.  
  1450. 45
  1451.  
  1452. 24. SPORT
  1453. Impianti
  1454. Se ben condotta e con l’ausilio di personale qualificato, la pratica motoria e sportiva assicura il miglioramento della qualità della vita, contribuendo in modo significativo alla prevenzione delle malattie. Investire in attività motoria, quindi, significa ridurre, allo stesso tempo, la
  1455. spesa sanitaria. È per questo che riteniamo necessario implementare,
  1456. sin dalla scuola primaria, la pratica motoria, assicurando la presenza di
  1457. insegnanti specializzati nella pratica sportiva ed aumentando, contestualmente, il monte ore da dedicare a questa disciplina.
  1458. La pratica motoria e sportiva ha, inoltre, un’importante valenza sociale. Lo sport rappresenta da sempre un fondamentale strumento di
  1459. integrazione e trasmette valori fondamentali al miglioramento dell’essere umano, anche come individuo. Per questo intendiamo garantire
  1460. un generale miglioramento degli impianti sportivi in tutto il territorio,
  1461. partendo da uno strumento che riteniamo fondamentale per raggiungere questo obiettivo: l’istituzione dell’anagrafe degli impianti sportivi
  1462. sia pubblici che privati (inclusi quelli scolastici, universitari, delle forze
  1463. dell’ordine e militari). L’anagrafe permetterà di conoscere la situazione
  1464. reale degli impianti e verificare le eventuali esigenze di ammodernamento e/o di realizzazione di nuove strutture sportive. Attraverso la
  1465. mappatura degli impianti saremo così in grado di intervenire in maniera mirata per allocare efficacemente le risorse da destinare alla ristrutturazione o alla nuova costruzione di strutture da dedicare alla pratica
  1466. motoria e sportiva.
  1467. Occorre intervenire anche su aspetti che possano migliorare il funzionamento degli organi sportivi. Ad esempio, riteniamo necessaria una
  1468. revisione delle attuali competenze del Comitato Olimpico Nazionale
  1469. Italiano (CONI). Pur ritenendo necessario garantire al mondo sportivo
  1470. un’adeguata autonomia, risulta altrettanto importante che il Governo
  1471. assuma, con maggior attenzione, il ruolo di controllore delle modalità
  1472. di assegnazione e di spesa delle risorse destinate al CONI. Allo stesso
  1473. tempo è al Governo che spetta il compito di emanare le linee guida
  1474. fondamentali relative al sistema sport e alla pratica motoria nel loro
  1475. complesso. In altre parole, fatta salva l’autonomia e la discrezionalità delle scelte di natura tecnico – sportiva, che rimangono in capo
  1476. al CONI, è necessario che il Governo sia compartecipe delle modalità
  1477. con le quali vengono spesi e destinati i contributi pubblici assegnati al
  1478. CONI e trasmessi, poi, alle Federazioni. Infine, occorre che la società
  1479.  
  1480. Coni Servizi disponga di una maggiore autonomia rispetto al CONI. Sia
  1481. il CONI che Coni Servizi devono fornire periodicamente al Governo relazioni dettagliate e circostanziate circa la gestione e la destinazione
  1482. delle risorse pubbliche.
  1483. Società e Associazioni sportive
  1484. È necessario introdurre ulteriori agevolazioni fiscali e contributive per
  1485. le piccole associazioni sportive dilettantistiche.
  1486. Occorre prevedere un corretto inquadramento giuridico-fiscale delle
  1487. Società e Associazioni Sportive e la tutela dello sport dilettantistico e
  1488. dello sport di base, anche per dare certezze operative ed evitare cospicui contenziosi per mancanza di riferimenti legislativi certi.
  1489. Bisogna inoltre introdurre agevolazioni economiche per la stipula di
  1490. un’assicurazione che copra tutte le fattispecie di responsabilità civile
  1491. dei dirigenti e dei presidenti delle associazioni sportive dilettantistiche. È opportuno inoltre garantire le risorse agli enti locali vincolate al
  1492. taglio dei costi di esercizio ed utilizzo degli impianti sportivi pubblici e
  1493. conseguente contenimento tariffario per gli utenti.
  1494. Attraverso l’Istituto del Credito Sportivo (anche grazie ad un potenziamento delle sue sedi regionali) insieme ai Comitati Regionali del CONI,
  1495. occorre potenziare il fondo di garanzia a favore delle Associazioni e
  1496. Società Sportive Dilettantistiche, al fine di renderlo realmente fruibile
  1497. per consentire la ristrutturazione o realizzazione di impianti sportivi
  1498. con la relativa gestione diretta. Sempre attraverso l’ICS, è necessario
  1499. agevolare gli enti pubblici nella stesura di bandi e azioni di partenariato pubblico privato finalizzati alla ristrutturazione o creazione di nuovi
  1500. impianti sportivi. Occorre poi agevolare i Comuni disagiati attraverso
  1501. l’inserimento dell’impianto sportivo locale nell’ambito del servizio pubblico territoriale.
  1502. È necessario l’inserimento del laureato in scienze motorie nell’organico di ruolo della scuola primaria. Allo stesso modo occorre sostenere
  1503. l’educazione fisica nella scuola primaria. Bisogna prevedere misure per
  1504. sostenere l’associazionismo sportivo scolastico.
  1505. Inoltre, occorre investire in prevenzione sanitaria attraverso il sostegno all’attività sportiva e progettualità territoriali, anche con visite
  1506. mediche sportive gratuite nella scuola primaria. L’attività sportiva e
  1507. motoria è sicuramente una nuova modalità operativa, forse l’unica a
  1508. basso costo, per fare una corretta prevenzione e per contrastare alcune malattie croniche soprattutto di natura cardiovascolari.
  1509.  
  1510. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1511.  
  1512. 47
  1513.  
  1514. 25. SUD
  1515. Con riferimento alle Regioni del Sud, si è deciso, contrariamente al
  1516. passato, di non individuare specifiche misure con il marchio “Mezzogiorno”, nella consapevolezza che tutte le scelte politiche previste dal
  1517. presente contratto (con particolare riferimento a sostegno al reddito,
  1518. pensioni, investimenti, ambiente e tutela dei livelli occupazionali) sono
  1519. orientate dalla convinzione verso uno sviluppo economico omogeneo
  1520. per il Paese, pur tenendo conto delle differenti esigenze territoriali con
  1521. l'obiettivo di colmare il gap tra Nord e Sud.
  1522.  
  1523. 26. TAGLI DEI COSTI DELLA POLITICA, DEI COSTI
  1524. DELLE ISTITUZIONI E DELLE PENSIONI D’ORO
  1525. Riteniamo doveroso intervenire nelle sedi di competenza per tagliare i
  1526. costi della politica e delle istituzioni, eliminando gli eccessi e i privilegi.
  1527. Occorre ricondurre il sistema previdenziale (dei vitalizi o pensionistico) dei parlamentari, dei consiglieri regionali e di tutti i componenti e i
  1528. dipendenti degli organi costituzionali al sistema previdenziale vigente
  1529. per tutti i cittadini, anche per il passato.
  1530. Occorre razionalizzare l’utilizzo delle auto blu e degli aerei di Stato, oltre che l’utilizzo dei servizi di scorta personale.
  1531. Per una maggiore equità sociale riteniamo altresì necessario un intervento finalizzato al taglio delle cd. pensioni d’oro (superiori ai 5.000,00
  1532. euro netti mensili) non giustificate dai contributi versati.
  1533.  
  1534. 27. TRASPORTI, INFRASTRUTTURE E TELECOMUNICAZIONI
  1535. In tema di mobilità sostenibile è necessario avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori
  1536. alimentati a diesel e benzina, al fine di ridurre il numero di veicoli inquinanti e contribuire concretamente al conseguimento e miglioramento
  1537. degli obiettivi contenuti nell’accordo di Parigi.
  1538. È prioritario utilizzare strumenti finanziari per favorire l’acquisto di un
  1539. nuovo veicolo ibrido ed elettrico a fronte della rottamazione - vendita
  1540. di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per
  1541.  
  1542. veicoli a combustione interna.
  1543. Il contributo concesso, che dovrà essere attentamente aggiornato
  1544. sulla base del tasso di diminuzione dei prezzi internazionali delle vetture elettriche, servirà anche come volano per il rafforzamento della
  1545. presenza sul territorio di un sistema di vendita e dell’infrastruttura di
  1546. ricarica.
  1547. Risulta necessario introdurre o sperimentare anche altre azioni di accompagnamento, quali ad esempio meccanismi premiali per l’incentivazione dei mezzi a bassissime emissioni, applicando la regola comunitaria del “chi inquina paga”.
  1548. Il Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati
  1549. ad energia elettrica deve divenire uno strumento dinamico in grado
  1550. di intercettare e risolvere in tempi rapidi le problematiche relative ad
  1551. eventuali carenze infrastrutturali, sia a livello nazionale che locale, per
  1552. contribuire attivamente allo sviluppo della mobilità elettrica.
  1553. È infine necessario concedere spazi pubblici per il car sharing a fronte
  1554. di quote crescenti di vetture elettriche nella flotta.
  1555. Occorre incentivare lo sviluppo delle reti ciclabili urbane ed extra urbane e di un sistema di bike-sharing capace di integrare differenti
  1556. sistemi di mobilità su ferro e su gomma. Le ciclostazioni dovrebbero
  1557. essere presenti in prossimità dei parcheggi intermodali, delle stazioni
  1558. ferroviarie, metropolitane e degli autobus, nonché prossime ai siti di
  1559. interesse turistico.
  1560. L’Italia per la sua collocazione geografica al centro del Mediterraneo
  1561. rappresenta la naturale cerniera di collegamento per i traffici provenienti dall’Estremo e Medio Oriente verso l’Europa.
  1562. Dobbiamo investire risorse adeguate per attrezzare i nostri porti con
  1563. aree retro portuali capaci di garantire lo sdoganamento delle merci in
  1564. loco, che devono poi essere trasportate grazie all’alta portabilità nelle
  1565. destinazioni finali.
  1566. I principali porti italiani debbono avere lo status di porti gateway (aree
  1567. di sdoganamento merci) e non porti transhipment (di solo passaggio
  1568. tra una nave e l’altra). Uno status fortemente pregiudicato dalla recente legislazione sul riordino portuale.
  1569. Senza un’adeguata rete di trasporto ad alta capacità non potremmo
  1570. mai vedere riconosciuto il nostro naturale ruolo di leader della logistica
  1571. in Europa e nel Mediterraneo.
  1572. È necessario inoltre favorire lo switch intermodale da gomma a ferro
  1573. nel trasporto merci investendo nel collegamento ferroviario dei porti
  1574. italiani.
  1575.  
  1576. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1577.  
  1578. 49
  1579.  
  1580. Per ciò che concerne il trasporto ferroviario regionale, un primo importantissimo passo da compiere per rispondere ad una esigenza di
  1581. mobilità veloce, sicura e a basso impatto ambientale è rappresentato
  1582. dall’ammodernamento nonché potenziamento delle linee ferroviarie
  1583. preesistenti. La ferrovia dovrà essere in grado di rivestire nuovamente
  1584. il ruolo di principale sistema di trasporto ad alta densità perché, attualmente; rappresenta l’unica soluzione di mobilità sostenibile per le
  1585. medie e lunghe percorrenze, contribuendo ad alleviare i problemi di
  1586. congestione dei pendolari, di sicurezza e di pressione ambientale.
  1587. Occorre inoltre recuperare risorse attraverso una politica tariffaria
  1588. basata sull’analisi del rapporto tra costi e benefici, individuare e dare
  1589. ascolto ai bisogni e alle esigenze del territorio coinvolgendo gli stake
  1590. holder qualificati e gli utenti.
  1591. Con riferimento ad Alitalia siamo convinti che questa non vada semplicemente salvata in un’ottica di mera sopravvivenza economica bensì rilanciata, nell’ambito di un piano strategico nazionale dei trasporti
  1592. che non può prescindere dalla presenza di un vettore nazionale competitivo.
  1593. Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo
  1594. a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo
  1595. tra Italia e Francia.
  1596. Per quanto riguarda la gestione del servizio radio televisivo pubblico
  1597. intendiamo adottare linee guida di gestione improntate alla maggiore
  1598. trasparenza, all’eliminazione della lottizzazione politica e alla promozione della meritocrazia nonché alla valorizzazione delle risorse professionali di cui l’azienda già dispone.
  1599.  
  1600. 28. TURISMO
  1601. L'Italia è una nazione a vocazione turistica grazie al patrimonio storico,
  1602. culturale, paesaggistico e naturale e ad eccellenze quali, ad esempio,
  1603. l'enogastronomia, la moda, il design, unici al mondo.
  1604. Il Turismo vale attualmente il 12% del PIL e il 14% dell’occupazione. Può
  1605. valere molto di più e diventare uno dei settori cardine per l’attivazione
  1606. del volano della nostra economia.
  1607. Un Paese come l'Italia non può non avere un Ministero del Turismo,
  1608. che non può essere solo una direzione di un altro ministero (il turismo
  1609. culturale è solo uno dei "turismi"), ma ha bisogno di centralità di governance e di competenza, con una vision e una mission coerenti ai
  1610.  
  1611. grandi obiettivi di crescita che il nostro Paese può raggiungere.
  1612. Il Ministero dovrà raggiungere obiettivi importanti attraverso la creazione di un circolo virtuoso pubblico-privato e una maggiore efficacia
  1613. nei rapporti con le Regioni; il tutto in pieno coordinamento tra gli operatori turistici, le varie Associazioni e le Istituzioni e gli altri Ministeri di
  1614. materie “collegate” al Turismo, come ad esempio i Trasporti, le Infrastrutture, l'Agricoltura, lo Sviluppo Economico, le Telecomunicazioni,
  1615. la Cultura, ecc.
  1616. La nuova struttura ministeriale non dovrà avere un impatto economico negativo per le casse statali, pertanto verranno individuati due
  1617. passaggi formali fondamentali che si svolgeranno nel tempo della legislatura: un’iniziale scorporazione delle competenze turistiche fuori
  1618. dal MiBACT per ricollocarle in capo alla Presidenza del Consiglio dei
  1619. Ministri, sotto forma di Dipartimento. Successivamente, attraverso
  1620. passaggi legislativi graduali e oculati rispetto alle competenze regionali, ma soprattutto con un lavoro costante sulla riorganizzazione delle risorse finanziarie dedicate al turismo (attraverso tutti gli interventi
  1621. elencati di seguito), si potrebbe creare il Ministero con Portafoglio dedicato al turismo. La riorganizzazione di ENIT sarà cruciale per attivare
  1622. un volano importante per la promozione dell’Italia all’estero, secondo
  1623. obiettivi definiti e una trasparente misurazione dei risultati.
  1624. Per l’importante obiettivo del recupero della competitività delle imprese nazionali nel turismo è essenziale introdurre degli interventi importanti in ambito di fiscalità, combattere l'abusivismo a tutti i livelli e in
  1625. tutti i comparti e recuperare maggiori tutele in Europa.
  1626. In particolare, si punta all'introduzione della “Web Tax turistica” per
  1627. contrastare la concorrenza sleale delle OLTA (OnLine Travel Agency)
  1628. straniere che creano danni enormi agli operatori del settore turistico
  1629. e alle casse dello Stato, andando oltre i controlli a campione che sono
  1630. costosi ed inefficienti e le sanzioni che sono tardive, lievi e spesso inesigibili.
  1631. In considerazione del rifinanziamento delle risorse a favore degli enti
  1632. locali prevediamo di abolire la tassa di soggiorno.
  1633. Un settore che genera il 14% di occupazione diretta ed indiretta solo
  1634. nel nostro Paese e che nel mondo vale 1 lavoro su 10, è un settore
  1635. chiave dello sviluppo economico, sociale e culturale.
  1636. Nel turismo in Italia c'è una formazione specifica, ma troppo spesso
  1637. non è sufficiente e soprattutto adatta a preparare adeguatamente i
  1638. giovani al lavoro reale del settore. Gli interventi da realizzare devono
  1639. essere ad ampio spettro e non solo finalizzati alla specializzazione.
  1640.  
  1641. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1642.  
  1643. 51
  1644.  
  1645. Il turismo inoltre è uno dei settori che può dare più lavoro ai giovani
  1646. e sarà necessario incentivarne l’occupazione anche attraverso interventi di decontribuzione per alcuni anni (minimo 2) alle imprese turistiche che assumono i nostri giovani. Occupazione e formazione sono
  1647. strettamente legate e sarà necessario ristrutturarne le basi, partendo,
  1648. ad esempio, dal riordino della professione di guida turistica (biglietto
  1649. da visita importantissimo per i turisti) e da una trasformazione degli
  1650. Istituti Alberghieri Statali verso la forma dei college specialistici (sul
  1651. modello svizzero e francese).
  1652. A livello di strategia nazionale va recuperata una gestione efficiente
  1653. ed efficace del marketing Paese realizzato attraverso l’Ente di Promozione del turismo che in questi anni ha fallito gli importanti obiettivi di
  1654. promozione coordinata dell’Italia all’estero, ingoiando risorse pubbliche senza il minimo controllo. Gli interventi che ci si propone in questo
  1655. ambito passano dunque innanzitutto per una ridefinizione completa
  1656. del sistema di governance di ENIT e del suo funzionamento finanziario,
  1657. economico ed operativo.
  1658. L’intervento complessivo in ambito di marketing non può prescindere
  1659. dagli interventi nell’ambito della digitalizzazione, affinché sia reale e
  1660. diffusa, non solo con l’estensione del wi-fi sul territorio, ma anche e
  1661. soprattutto con l’implementazione di pratiche ed iniziative che consentano di governare realmente i flussi del turismo, anche e soprattutto in un’ottica predittiva.
  1662. Il turismo nel mondo ormai è prevalentemente digitale: l’offerta e la
  1663. domanda turistica si muovono a livello globale in contesti trasformati digitalmente ed altamente disintermediati, come accade nei settori
  1664. manifatturieri tradizionali. L’Italia non può restare fuori da questa trasformazione. È dunque cruciale governare questo importante ambito
  1665. sia dal lato dell'offerta (destinazioni, vettori di trasporto, piattaforme
  1666. e Olta, player social globali, ecc.) che da quello della domanda (ampliamento dell'accesso alle informazioni, monitoraggio ed integrazione delle fonti, gestione dei Big Data, segmentazione, profilazione e
  1667. definizione dei trend previsionali), attraverso la revisione delle piattaforme digitali esistenti e la realizzazione di una piattaforma nazionale
  1668. unica dedicata al turismo e al turista, non solo come piattaforma di
  1669. comunicazione e promozione del Paese, ma anche come piattaforma
  1670. di e-commerce del prodotto turistico culturale (prenotazione alberghi,
  1671. tour, ristoranti, biglietteria museale e teatrale), al fine di riuscire a fare
  1672. dell'Italia la nazione alla quale in futuro tutto il mondo guarderà come
  1673. modello turistico, come accade oggi per altre eccellenze riconosciute
  1674.  
  1675. universalmente.
  1676. Al di là dei vari “turismi” e delle specificità di prodotti turistici, la cui
  1677. definizione ed interesse devono necessariamente scaturire dalla corretta analisi dei trend, ma soprattutto dalle considerazioni del settore privato, una priorità fondamentale è il turismo accessibile, che non
  1678. deve limitarsi al solo abbattimento delle barriere architettoniche, perché il prodotto turistico deve essere fruibile a tutti i livelli e in maniera
  1679. inclusiva e sostenibile.
  1680.  
  1681. 29. UNIONE EUROPEA
  1682. Alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni, l’Italia chiederà
  1683. la piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di
  1684. Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo.
  1685. In particolare chiederà:
  1686. (a)
  1687. di fissare le linee di governo della domanda e dell’offerta globale allo scopo di raggiungere l’obiettivo concordato di “promuovere
  1688. un progresso economico e sociale equilibrato e sostenibile, segnatamente mediante la creazione di uno spazio senza frontiere interne, il
  1689. rafforzamento della coesione economica e sociale e l’instaurazione di
  1690. un’unione economica”;
  1691. (b)
  1692. di estendere alla BCE lo Statuto vigente delle principali banche
  1693. centrali del mondo per raggiungere un’unione monetaria adeguata agli
  1694. squilibri geopolitici ed economici prevalenti e coerente con gli obiettivi
  1695. dell’unione economica;
  1696. (c)
  1697. di condividere le scelte concordate per “affermare l’identità europea sulla scena internazionale” che sia sganciata dall’immagine della supremazia di uno o più Stati-membri in contrasto con il fondamento democratico dell’Unione;
  1698. (d) di attuare l’impegno preso in sede di Trattato di istituire “una
  1699. cittadinanza dell’Unione” che sia espressione della parità “dei diritti e
  1700. degli interessi dei cittadini” europei;
  1701. (e)
  1702. di rafforzare come stabilito una “stretta cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni”;
  1703. (f)
  1704. di sviluppare il necessario “acquis comunitario, (…) al fine di valutare (…) in quale misura si renda necessario rivedere le politiche e le
  1705. forme di cooperazione instaurate (…) allo scopo di garantire l’efficacia
  1706. dei meccanismi e delle istituzioni comunitarie”.
  1707.  
  1708. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1709.  
  1710. 53
  1711.  
  1712. Quest’ultimo obiettivo richiede il rafforzamento del ruolo e dei poteri
  1713. del Parlamento europeo, in quanto unica istituzione europea ad avere
  1714. una legittimazione democratica diretta e il contestuale depotenziamento degli organismi decisori europei privi di tale legittimazione.
  1715. Intendiamo inoltre favorire l’incremento dei percorsi di coordinamento
  1716. decisionale a livello europeo con la dimensione locale, garantendo un
  1717. maggior coinvolgimento dei territori attraverso una rappresentanza
  1718. effettiva delle Regioni, e definire con precisione le competenze esclusive dell’Unione per rafforzare la sua incisività e capacità decisionale.
  1719. Occorre inoltre, conformemente ai principi UE di sussidiarietà e proporzionalità vagliare le competenze dell’UE riportando agli Stati quelle
  1720. che non possono essere efficientemente gestite a livello di Unione e
  1721. rafforzando al contempo l’incisività e la capacità decisionale dell’UE
  1722. sul suo ambito di intervento.
  1723. Al di là della definizione del quadro generale va riesaminato il complesso sistema di regole del mercato che si è andato accumulando nel
  1724. tempo che non risponde agli interessi dei cittadini. Vanno debellati i
  1725. fenomeni di dumping all’interno dell’Unione, eliminate le decisioni lesive degli interessi della piccola industria, valorizzate le nostre eccellenze produttive, perseguite le contraffazioni, le violazioni dei marchi
  1726. e la circolazione dei falsi, proibendo le confusioni tra “Made by Italy”
  1727. e “Made in Italy” e imponendo la dichiarazione di origine dei prodotti.
  1728. Sotto il profilo del bilancio UE e in vista della programmazione settennale imminente occorre ridiscuterlo con l’obiettivo di renderlo coerente con il presente contratto di governo.
  1729. Con lo spirito di ritornare all’impostazione delle origini in cui gli Stati
  1730. europei erano mossi da un genuino intento di pace, fratellanza, cooperazione e solidarietà si ritiene necessario rivedere, insieme ai partner
  1731. europei, l’impianto della governance economica europea (politica monetaria, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal compact, MES, procedura
  1732. per gli equilibri macroeconomici eccessivi, etc.) attualmente asimmetrico, basato sul predominio del mercato rispetto alla più vasta dimensione economica e sociale. Ci impegneremo infine nel superamento
  1733. degli effetti pregiudizievoli per gli interessi nazionali derivanti dalla direttiva Bolkenstein.
  1734. Per quanto concerne Ceta, MESChina, TTIP e trattati di medesima ispirazione ci opporremo agli aspetti che comportano un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre a una lesione della
  1735. corretta e sostenibile concorrenza sul mercato interno.
  1736. L’Unione deve esplicitamente riconoscere che l’Italia rappresenta un
  1737.  
  1738. confine geografico esterno che va adeguatamente protetto per garantire e tutelare il principio della libera circolazione delle persone e delle
  1739. merci.
  1740. In particolare, intendiamo riformare i meccanismi di gestione di fondi
  1741. UE preassegnati all’Italia.
  1742.  
  1743. 30. UNIVERSITÀ E RICERCA
  1744. Nel corso degli ultimi anni il nostro Paese si è contraddistinto a livello
  1745. europeo per una continua riduzione degli investimenti nel comparto
  1746. del nostro sistema universitario e di ricerca. È pertanto urgente e necessario assicurare un’inversione di marcia. È prioritario incrementare
  1747. le risorse destinate all’università e agli Enti di Ricerca e ridefinire i criteri di finanziamento delle stesse.
  1748. Il sistema universitario e il mondo della ricerca dovranno essere maggiormente coinvolti nello sviluppo culturale, scientifico e tecnologico
  1749. del nostro paese, contribuendo ad indicare gli obiettivi da raggiungere
  1750. e interagendo maggiormente con tutto il sistema Paese. Sarà dunque
  1751. fondamentale implementare la terza missione delle università attraverso la loro interazione con gli altri centri di ricerca e con la società.
  1752. Attraverso una costante sinergia con la Banca per gli investimenti saremo in grado di assicurare maggiori fondi per incrementare il nostro
  1753. livello di innovazione, rendendoli efficaci ed eliminando gli sprechi. Intendiamo incentivare, inoltre, lo strumento delle partnership pubblico-private, che consentiranno, di fatto, un maggior apporto di risorse
  1754. in favore della ricerca. I centri del sapere, università e centri di ricerca
  1755. in primis, oltre a garantire la fondamentale ricerca di base, dovranno
  1756. altresì contribuire a rendere il sistema produttivo italiano maggiormente competitivo e propenso alla valorizzazione delle attività ad alto
  1757. valore tecnologico.
  1758. Occorrerà riformare il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale
  1759. e Coreutica (AFAM), nell’ottica di potenziare un settore storicamente e
  1760. culturalmente importantissimo per l’Italia.
  1761. È necessario avere una classe docente all’altezza delle aspettative,
  1762. eticamente ineccepibile. Occorre riformare il sistema di reclutamento per renderlo meritocratico, trasparente e corrispondente alle reali esigenze scientifico-didattiche degli atenei, garantendo il regolare
  1763. turn-over dei docenti.
  1764. Occorre incentivare l’introduzione di nuove norme per garantire al
  1765.  
  1766. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1767.  
  1768. 55
  1769.  
  1770. maggior numero possibile di studenti l’accesso ai gradi più alti degli
  1771. studi. Tra questi figurano la necessità di ampliare gli strumenti e le
  1772. risorse per il diritto allo studio, incrementando così la percentuale di
  1773. laureati nel nostro Paese, oggi tra le più basse d’Europa, e la revisione del sistema di accesso ai corsi a numero programmato, attraverso
  1774. l’adozione di un modello che assicuri procedure idonee a verificare le
  1775. effettive attitudini degli studenti e la possibilità di una corretta valutazione. Amplieremo la platea di studenti beneficiari dell'esenzione totale dal pagamento delle tasse di iscrizione all’università, la cd. “No-Tax
  1776. area”. Fondamentale sarà l’implementazione dell’Alta formazione tecnologico-professionale. Occorrerà armonizzare il sistema delle lauree
  1777. professionalizzanti e degli ITS (Istituti Tecnici Superiori) al fine di aumentare il numero di studenti in questi percorsi di formazione terziaria.
  1778. Un intervento importante dovrà riguardare l'innovazione didattica ed
  1779. in particolare quella digitale. Sarà incentivata l'offerta formativa on line
  1780. e telematica delle università statali attraverso finanziamenti finalizzati,
  1781. nonché meglio regolamentata l'offerta formativa delle università telematiche private.
  1782. Tra coloro che maggiormente hanno sofferto l’attuale condizione di
  1783. difficoltà del sistema italiano troviamo il personale delle nostre università e dei nostri enti di ricerca. Nonostante le difficoltà e le scarse risorse a disposizione, il nostro sistema è riuscito a raggiungere nel suo
  1784. complesso risultati eccellenti. Pertanto è necessario incrementare significativamente le risorse finanziarie per valorizzare i nostri docenti e
  1785. ricercatori, assicurando adeguate condizioni lavorative e superando la
  1786. precarietà che in questi anni ha coinvolto in misura sempre maggiore
  1787. anche il mondo universitario e della ricerca.
  1788. Intendiamo intervenire con strumenti che liberino quelle università in
  1789. cui è ancora forte la presenza di “baronati” che sfruttano in maniera
  1790. illegittima le risorse e il personale. Per un reale rilancio dei nostri atenei
  1791. occorre, infatti, garantire la presenza di sistemi realmente meritocratici ed aperti a tutti coloro che intendano proseguire nella carriera accademica, senza il timore di veder limitate le proprie aspettative da coloro che utilizzano in maniera indebita il proprio potere. Occorre inserire
  1792. un sistema di verifica vincolante sullo svolgimento effettivo, da parte
  1793. del docente, dei compiti di didattica, ricerca e tutoraggio agli studenti.
  1794. Innovazione e capitale umano competente sono essenziali, nella società della conoscenza, per rendere competitivi i territori, anche quelli
  1795. “marginali” e montani di cui il Paese è ricco, territori le cui specificità
  1796. geografiche e socio-economiche richiedono, senza più indugio, una
  1797.  
  1798. particolare attenzione, anche del mondo dell’università e della ricerca,
  1799. sia per la definizione di modelli di sviluppo ad hoc che per la messa a
  1800. punto di interventi di formazione, disseminazione della conoscenza,
  1801. innovativi e tecnologici, propedeutici alla creazione di valore dalle risorse specifiche. Verranno perciò promosse, valorizzate e potenziate
  1802. esperienze e attività di formazione e ricerca in tal senso.
  1803. Non è più procrastinabile la semplificazione della legislazione universitaria attraverso la redazione di un testo unico.
  1804. Occorrerà apportare dei correttivi alla governance del sistema universitario e all’interno degli stessi atenei, ridisegnando il ruolo dell’ANVUR
  1805. (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) per renderlo uno strumento per il governo (e non di governo), e
  1806. individuando puntualmente i soggetti che potrebbero contribuire nei
  1807. processi decisionali, a cominciare dal CUN, organo elettivo di rappresentanza del mondo universitario.
  1808. Gli Enti pubblici di Ricerca italiani (EPR) svolgono oggi attività essenziali per lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione del nostro Paese.
  1809. Il modello italiano prevede un sistema estremamente frammentato,
  1810. scarso coordinamento fra gli enti e un carente coinvolgimento sulle
  1811. questioni di assoluta rilevanza strategica in materia di politiche per
  1812. lo sviluppo del Paese. Per coordinare e raccordare strutturalmente gli
  1813. Enti e Centri di ricerca sarà creata un’Agenzia Nazionale della Ricerca.
  1814.  
  1815. CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO |
  1816.  
  1817. 57
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