Not a member of Pastebin yet?
Sign Up,
it unlocks many cool features!
- Continui a denigrare l'idea di altri senza difendere la tua idea o cercare di convincermi del tuo punto di vista. "L'articolo" che hai linkato critica il punto di vista di un'altra persona (che ha le sue idee e parla del SUO personale giudizio e pensiero totalmente disinteressato politicamente e culturalmente parlando). Credo possa essere più facile parlare male di un'idea piuttosto che difendere la propria con argomentazioni, dati e pensieri ragionati. L'Attacco è la migliore difesa. E, hai ragione, si capisce fin troppo facilmente chi dice cavolate e chi no. Sempre nel documento che hai linkato si parla di dati non totalmente documentati da fonti ufficiali o qualificate. Per esempio si parla di energie rinnovabili (che comunque non hanno a che fare con il referendum, ma sicuramente è un buon modo per attaccare chi pensa che non sia necessario rimuovere le piattaforme in questione); quel 40% (di produzione da fonti rinnovabili)è un dato inesatto nella maniera più assoluta, infatti in quel 40% troviamo un 30% di produzione elettrica da centrali idroelettriche che è fuori dal dibattito visto che è tanto efficiente economicamente da essere saturo da decenni e inoltre non è da considerarsi una fonte rinnovabile di energia; meno del 10% rimanente è prodotto da FV e Eolico che stanno in piedi proprio grazie al gas naturale che aiuta a non mandare il sostentamento energetico del nostro paese al collasso(e un'inquinamento di numeri dato da incentivi degli anni precedenti). Inoltre si fa spesso confusione tra energia e potenza che sono due fattori cruciali per capire produzione e fabbisogno energetico(Ti lascio una fonte ufficiale per comprendere i dati reali di produzione e richiesta energetica in Italia http://download.terna.it/terna%5C0000/0113/68.pdf). Tra le cose ti faccio notare che in Italia l'energia costa mediamente il 30% in più rispetto ad altri paesi Europei proprio perchè non siamo in grado di produrre abbastanza energia per sostenere i nostri consumi, quindi spendiamo soldi per importare l'energia che ci manca ma sopratutto ci COSTA tanto produrla, rinnovabili o meno. Ma non usciamo dall'argomento principale, perchè il discorso energetico vale fino ad un certo punto, sicuramente ci priveremmo in qualche modo di una percentuale di produzione energetica e questo è un dato di fatto. Non si può discutere, chiudere quei stabilimenti allo scadere delle concessioni vuol dire perdere una parte ti produzione energetica. Sono stabilimenti che hanno già fatto un grosso investimento e che sarebbe a MIO parere un controsenso far chiudere con risorse ancora disponibili da usare per alimentare il nostro sistema di produzione energetica.
- Sempre nell'articolo che usi per difendere la tua personale idea si parla di trivelle. Sono piattaforme e non trivelle. Le trivelle appunto trivellano mentre le piattaforme estraggono.
- Per quanto riguarda "per la durata di vita utile del giacimento", non è un tempo infinito poichè quando la risorsa del giacimento termina la compagnia non potrà estrarre nulla e la piattaforma difficilmente rimarrà in attivo considerando l'organico e in generale i costi di gestione. I riferimenti di Internazionale sono corretti riguardo la norma in questione ma leggendo l'articolo si nota di come il quesito referendiale non si focalizzi su concetti più concreti e/o fondamentali; come per esempio eventuali aumenti delle royalties da parte dello stato, gestione d'insieme degli impianti e così via. A maggior ragione credo che il quesito in questione non risolva nessun problema ne può andare a migliorare qualcosa o per lo meno offrà soluzioni tangibili a un miglioramento in una direzione futura. Priva di qualcosa che c'è e non porta nessuna soluzione di come sostituire ciò che andrebbe ad abolire questo referendum, ne tantomeno offre progetti su eventuali nuove piattaforme oltre i 12 miglia dalla costa che per assurdo non verranno toccate. Dal MIO punto di vista leggo solamente effetti negativi nel votare e nel votare un SI.
- Detto questo la MIA personale opinione è che non vedo nessun motivo per dover privare del prossimo rinnovo di concessioni le piattaforme già esistenti, per motivi economici (investimenti che non potranno fruttare quanto previsto, anche in termini di impiego), per motivi energetici (Non esiste alcuna contraddizione fra lo sviluppo delle rinnovabili e l’estrazione del metano, inoltre trovo assurdo in termini economici privarci di risorse disponibili e "prodotte" nel nostro confine. Altro e ultimo punto che porto avanti nella MIA PERSONALE idea di astensione al voto(in quanto un voto per il No equivale a votare per un si, per questioni di quorum) è che non trovo coerente con quanto penso portare avanti politiche "ambientali" non orientate a un'ottica futura ma a una continuo ripensamento di piani passati e annullamento degli stessi. Distruggere le cose fatte per non pensare a quelle nuove.
- Detto questo, non ho mulini da far girare, sono un amante della verità, amo l'innovazione energetica, l'efficienza e quant'altro ma la realtà non è tutta rose e fiori come vorremo, né semplice da comprendere.
- Nel settore energetico è evidente che ci vuole una fase transitoria dalla vecchia concezione di energia a energia sostenibile per il futuro del pianeta e non solo. Inoltre facciamo fatica a stare dietro ai consumi attuali e guardando in ottica futura(dove i consumi energetici aumenteranno seguendo tutte le previsioni)forse è il caso di ridimensionare il nostro stile di vita e pensare che cosa cambiare nel modo di vivere.
- Purtroppo anche per questo referendum si è scaduti nei frame di pensiero e si va poco più a fondo di "Io voglio bene ai pesci => NO TRIV". Ognuno è libera di pensarla come meglio credo. Penso che l'importante è avere chiare le idee della direzione che si decide di prendere. Cheers.
Advertisement
Add Comment
Please, Sign In to add comment