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By Schizzobau on the 20th of Jun 2007 09:54:40 AM Download | Raw | Embed | Report
  1. Installare Debian su chiavetta USB
  2. Lo scopo di questa guida è installare un sistema debian funzionante da portare in giro sulla nostra chiavetta USB e poterla utilizzare in qualsiasi frangente.
  3.  
  4. Per prima cosa abbiamo bisogno di fornirci del software per creare la nostra installazione su chiavetta, quindi digitiamo:
  5. apt-get install debootstrap
  6.  
  7. Inoltre dovremo preparare la chiavetta (d'ora in poi indicata come /dev/sda): innanzitutto cancelliamo tutte le partizioni e quindi gli eventuali dati presenti sul supporto. Per fare questo usiamo il programma fdisk:
  8. fdisk /dev/sda
  9. e poi
  10. p
  11. con questo comando visualizziamo le partizioni presenti sulla chiavetta, nel mio caso:
  12. Disk /dev/sdc: 1040 MB, 1040187392 bytes
  13. 1 heads, 32 sectors/track, 63488 cylinders
  14. Units = cilindri of 32 * 512 = 16384 bytes
  15.  
  16. Dispositivo Boot      Start         End      Blocks   Id  System
  17. /dev/sdc1   *           2       63488     1015792    b  W95 FAT32
  18. diamo il comando per cancellare ciò che è presente sul device
  19. d
  20. se è presente una sola partizione questa verrà cancellata immediatamente, dopodichè crearne una nuova: diamo
  21. n
  22. e selezioniamo una partizione primaria con p
  23. ovviamente essendo la nostra unica partizione dovremo dare 1 e alla richiesta del primo cilindro della partizione e delle dimensioni premere semplicemente invio per utilizzare le impostazioni di default. Finito il partizionamento daremo
  24. w
  25. e avremo la nuova tabella delle partizioni scritta su disco. Ora avremo creato una nuova partizione delle dimensioni di tutta la chiavetta, ma questa va ancora formattata. La scelta migliore è il filesystem ext2, quindi basterà dare
  26. mkfs.ext2 /dev/sda1
  27. Formattata la chiavetta, dovremo montarla:
  28. mkdir /mnt/key
  29. mount /dev/sda1 /mnt/key/
  30.  
  31. Finalmente abbiamo finito la preparazione del supporto e possiamo passare all'installazione vera e propria: utilizziamo quindi debootstrap con il comando
  32. debootstrap --arch i386 etch /mnt/key/
  33. che installerà il sistema di base. questo è un processo che prenderà un po' di tempo, a seconda della vostra connessione e della CPU.
  34.  
  35. Quando debootstrap avrà finito le sue operazioni, dovremo poter configurare il sistema e renderci in grado di effettuare il boot da esso. il modo più semplice è utilizzare chroot, prima montiamo proc
  36. mount -t proc proc /mnt/key/proc
  37. e poi diamo
  38. chroot /mnt/key
  39. ora sarà come usare il sistema installato sulla chiavetta, quindi se fate pasticci state tranquilli, non state distruggendo il vostro sistema.
  40. Impostiamo i sorgente in /etc/apt/sources.list come indicato nelle F.A.Q.
  41. per vedere se abbiamo fatto tutto bene diamo
  42. apt-get update
  43. e
  44. apt-get clean
  45. da dare dopo ogni comando apt per mantenere pulita la chiavetta
  46. Inoltre è necessario modificare il file /etc/fstab in modo opportuno per evitare che ci siano numerosi quanto inutili accessi al disco che a lungo andare degradano la chiavetta. Per ovviare a questo usiamo tmpfs nel file
  47. /dev/sda1 /             ext2    defaults,errors=remount-ro,noatime 0    0
  48. proc    /proc           proc    defaults                        0       0
  49. tmpfs   /etc/network/run tmpfs  defaults,noatime                0       0
  50. tmpfs   /tmp            tmpfs   defaults,noatime                0       0
  51. tmpfs   /var/lock       tmpfs   defaults,noatime                0       0
  52. tmpfs   /var/log        tmpfs   defaults,noatime                0       0
  53. tmpfs   /var/run        tmpfs   defaults,noatime                0       0
  54. tmpfs   /var/tmp        tmpfs   defaults,noatime                0       0
  55. tmpfs   /home           tmpfs   defaults,noatime                0       0
  56. Eliminiamo anche /etc/mtab e sostituiamolo con un link simbolico a /proc/mounts per ridurre ulteriormente gli accessi
  57. rm /etc/mtab
  58. ln -s /proc/mounts /etc/mtab
  59.  
  60. Ora installiamo il kernel.
  61. Dapprima utilizziamo lo script presente in /dev per creare i diversi file di dispositivo
  62. cd /dev
  63. ./MAKEDEV generic
  64. Anche questo prenderà un po' di tempo.
  65. Quindi installiamo il kernel; personalmente ritengo sia inutile compilarlo poichè se il sistema su chiavetta deve essere in grado di girare su più computer possibili, per evitare errori di compatibilità dovremmo usare tutte le opzioni a nostra disposizione, quindi installiamo una versione precompilata con:
  66. apt-get install linux-image-2.6.18-4-686
  67. sostituire la parte finale con l'ultima versione di kernel uscita e l'ottimizzazione per la vostra architettura
  68. apt-get clean
  69. e poi per generare il nuovo initramfs
  70. update-initramfs -u
  71.  
  72. Quindi installiamo il boot loader
  73. apt-get install grub
  74. apt-get clean
  75. e quindi diamo il comando
  76. grub
  77. questo ci aprirà una simil-linea di comando, nella quale digiteremo
  78. root (hd0,0)
  79.  
  80. /media/disk/usr/share/zoneinfo/*/posix/America/Boise
  81.  
  82.  
  83. se infine vogliamo creare una copia di sicurezza della cartella possiamo usare dd
  84. dd if=/dev/sda of=/home/Backup.img
  85. crea un'immagine che può essere scritta su una chiavetta delle stesse dimensioni con
  86. dd if=/home/Backup.img of=/dev/sda
  87. oppure un metodo più convenzionale (e flessibile) con tar:
  88. tar -cjvf /home/Backup /mnt/key
  89. e per estrarlo in qualunque posto, posizionarsi nella cartella desiderata con cd
  90. cd /dovevuoiscompattare
  91. tar -xvjf /home/Backup
  92.  
  93.  
  94.  TO DO: Installazione di Grub sulla chiavetta (non sono riuscito e il sistema installato non è avviabile)
  95.  
  96.  
  97.  
  98.  
  99.  
  100.  
  101.  
  102.  
  103. GPG how-to
  104. questo tutorial è finalizzato ad insegnare l'utilizzo di GnuPrivacyGuard, un programma volto alla cifratura largamente usato nel mondo linux. L'obbiettivo è rendere più sicure le comunicazioni ed evitare l'intercettazione di dati sensibili o meno da parte di terzi
  105.  
  106. Qualche chiarimento sui concetti di gpg
  107. Per il funzionamento generale si può consultare http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_Privacy_Guard
  108. Più particolare è il firmare i documenti: questo processo comporta che il programma faccia un hashing del documento: l'hashing non può essere lo stesso per due documenti, per quanto simili possano essere (in teoria); questo calcolo hashing viene inoltre criptato attraverso la chiave privata (operazione che può essere fatta solo da chi possiede la chiave e la password). Il programma del ricevente utilizza la chiave pubblica per decriptare il calcolo e lo verifica. Questo comporta che il documento può essere stato firmato solo dal mittente (siccome viene criptato con la chiave privata) ed è necessariamente quello che si ha davanti (a causa del calcolo hashing)
  109. La firma delle chiavi invece è una cosa diversa: il più grosso buco di sicurezza in un sistema di crittografia asimmetrica è la certificazione dell'autenticità della chiave. Ovvero: come faccio io a sapere che quella che ho io è la vera chiave di quella persona e non un falso creato da qualcun'altro? La soluzione è la web of trust, ovvero la ragnatela della fiducia; il concetto non è semplice, e rimando a quest'altro link per approfondire l'argomento http://www.gnupg.org/howtos/it/gpg-party.html
  110.  
  111. Per prima cosa dobbiamo scaricare il programma, quindi diamo il comando
  112. apt-get install gnupg
  113. a questo punto abbiamo il programma installato sul nostro computer, facciamo il login con l'utente che utilizziamo di solito e digitiamo
  114. gpg --gen-key
  115. che darà inizio alla creazione della coppia di chiavi pubblica privata attraverso una serie di domande:
  116. alla prima verrà chiesto il tipo di chiave da utilizzare, selezionare la prima scelta, ossia
  117.    (1) DSA and Elgamal (default)
  118. alla domanda successiva basterà la risposta di default, quindi basterà premere invio per impostare una chiave a 2048 bit, dopodichè andrà indicata la durata della validità della chiave, scegliendo tra le varie opzioni
  119.          0 = la chiave non scadrà
  120.       <n>  = la chiave scadrà dopo n giorni
  121.       <n>w = la chiave scadrà dopo n settimane
  122.       <n>m = la chiave scadrà dopo n mesi
  123.       <n>y = la chiave scadrà dopo n anni
  124. se avete intenzione di utilizzare questa chiave come definitiva, allora scegliete pure 0; dopo è indicate l'ID, ovvero nome, cognome, email e un eventuale commento per identificare la chiave.
  125. l'ultimo passo è scegliere una passphrase le regole per la scelta di una buona passphrase sono sempre quelle, basta che poi siate in grado di ricordarvela ;)
  126. infine verrà generata la coppia di chiavi, e il programma avrà bisogno di entropia per effettuare questo passaggio, quindi continuate ad usare il computer come al solito. Finita la creazione, la chiave sarà aggiunta al database
  127.  
  128. per visualizzare la propria chiave si può dare il comando
  129. gpg -a --export [ID]
  130. per ID si intende il nome/cognome o l'indirizzo email presente nell'ID
  131. l'opzione -a equivale a --armor e serve a stampare l'output in formato ASCII, utile per evitare problemi legati al charset
  132. per salvare la chiave in un file utilizzare il comando -o (--output) seguito dal nome del file
  133. gpg -ao public.asc --export [ID]
  134. è bene inoltre creare un certificato di revoca e salvarlo in un luogo (molto) sicuro, nel caso la chiave privata cada in mani sbagliate o ci si dimentichi la passphrase
  135. gpg -ao /fort_knox/cert_revoca.asc --gen-revoke [ID]
  136.  
  137. ora si possono fare dei test per divertirci e verificare il corretto funzionamento della chiave, diamo
  138. echo 'testodiprovasenzasenso' > prova
  139. e dopo
  140. gpg -aes -r [ID] prova
  141. analizzando gli argomenti vediamo che sono stati introdotti -s (--sign) per firmare il documento, -e (--encrypt) per cifrare, mentre -r (--reciepent) serve ad indicare il destinatario, ovvero la chiave pubblica da usare per cifrare il messaggio
  142. possiamo verificare il risultato dando
  143. cat prova.asc
  144. che apparià ovviamente privo di senso.
  145. si può anche generare una firma non cifrata semplicemente omettendo -e, mentre per generarne una separata dal testo va usata l'opzione -b
  146. ad esempio
  147. gpg -ab prova
  148. che genererà il file prova.asc
  149. si può notare che qua non serve indicare il destinatario: ovviamente la firma viene fatta utilizzando la propria chiave privata.
  150.  
  151. per decifrare i documenti e verificare le firme basterà utilizzare il comando
  152. gpg -o nomefiledecifrato -d nomefilecifrato
  153. ovviamente -d (--decrypt) serve a decifrare il file, ma anche a verificare la firma, se essa è presente
  154. se il file è firmato ma non decifrato, si userà
  155. gpg --verify nomefilefirmato
  156. mentre se la firma è distaccata basta aggiungere il nome del file contenente la firma prima di quello del file
  157.  
  158. per importare una chiave il comando sarà
  159. gpg --import nomefileconlachiave
  160. Il programma salverà tutte le chiavi pubbliche acquisite in un database, e questo è consultabile con
  161. gpg --list-key
  162. per avere la lista completa, ed è anche possibile modificare le chiavi: date il comando
  163. gpg --edit-key [ID]
  164. al che i comandi possibili sono
  165. 1 per cambiare la password      passwd                                          solo per la nostra chiave
  166. 2 aggiungere un ID              adduid                                          come sopra
  167. 3 cancellare un ID              uid seguito da un numero, quindi deluid         idem
  168. 4 visualizzare il fingerprint   fpr
  169. 5 firmare la chiave             sign
  170. 6 visualizzare le firme         check
  171. 6 salvare i cambiamenti         save
  172. 7 uscire                        quit
  173. ricordate che ogni cambiamento alla chiave comporterà che questa vada ridistribuita a tutti coloro che ne hanno una copia, quindi effettuate questi cambiamenti con cautela!
  174.  
  175. infine per cancellare una chiave
  176. gpg --delete-keys [ID]
  177. nel caso di una chiave privata invece
  178. gpg --delete-secret-and-public-key [ID]
  179.  
  180.  TO DO: automatizzazione delle procedure e integrazione con eventuali client di posta/IM
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