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OperationGreenRights - (n) diritto al dissenso

a guest Jul 28th, 2012 401 Never
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  1. (n) Diritto al dissenso: la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 tutela il  
  2. diritto  alla resistenza all'oppressione. Gli stati, però, fin da principio  hanno pesantemente limitato questo diritto sopratutto per tutelare il  diritto alla proprietà e all'incolumità altrui. E' necessario che gli  stati tutelino maggiormente il diritto al dissenso ampliando la  legislazione in materia.
  3.  
  4. n1  Dissenso pacifico:
  5.  
  6. n1.1   Diritto al dissenso dei manifestanti: ogni manifestazione di dissenso  che non colpisca fisicamente le persone o che non colpisca in modo  irreparabile le proprietà individuali è da ritenersi pacifico. Chiariamo  che proprietà individuali sono quelle di cui l'individuo gode grazie al  diritto all'esistenza, tra queste l'abitazione. Non è quindi dissenso  pacifico fare violenza fisica a qualsivoglia essere umano, ma è dissenso  pacifico nel corso di una manifestazione, rompere i vetri di una  abitazione privata. Il vetro rotto non è un danno irreparabile. A tal  proposito ricordiamo le lotte delle suffragiste di E. Punkhurst che  durante le loro dimostrazione lanciavano sassi alle abitazioni di  privati cittadini. Incendiare, saccheggiare, devastare le abitazioni  provocherebbe un danno irreparabile e costituirebbe un atto violento.
  7. Gli  stati devono garantire i fondi necessari ad un congruo e rapido  risarcimento delle "vittime" di dimostrazioni non violente di dissenso.  Coloro i quali/e abbiano compiuto queste azioni non devono essere  perseguiti. Il principio citato può valere anche rispetto a proprietà  non individuali, negozi, banche, arredo urbano, cantieri etc.: chi  protesta pacificamente contro tali strutture, non deve essere perseguito  e i responsabili di queste ultime devono godere i un congruo e rapido  risarcimento dei danni. Riteniamo che gli stati debbano tutelare  qualsiasi forma di dissenso pacifico anche nel caso limite su  riportato.
  8.  
  9. n1.2 Diritto all'occupazione: l'occupazione  di suolo pubblico o privato, posto che in quelle aree non siano abitate  non minaccia il diritto alla vita di alcuno/a non comporta di per sé un  danno irreparabile. Per questo il diritto all'occupazione,anche di abitazioni private purché abbandonate e da tutelarsi e quindi chi attua l'occupazione  non deve incorrere in alcuna pena. Sotto questo diritto ricadono anche  il diritto al sit-it e  flashmob ed al blocco stradale. Quest'ultimo diritto è già incluso nella costituzione del Guatemala.  
  10.  
  11. n1.3  Diritto alla protesta on line:la sospensione temporanea del servizio di  un sito internet o la diffusione dei suoi database non è certamente da  considerarsi un'azione  violenta né produce un danno irreparabile. Per tali ragioni il ddos,il  deface ed ogni altra tecnica atta a manifestare il proprio dissenso  online è da considerarsi lecita. Gli strumenti informatici di dissenso  sono paragonabili ad un flash mob virtuale. La violazione di database  porta danni assai lievi e transitori per i dipendenti delle aziende  violate ma permette di superare concretamente il segreto industriale e  del segreto di stato mettendo le conoscenze a disposizione di tutti gli  esseri umani. Per queste ragioni la violazione di database non è da  considerarsi una tecnica violenta ed anzi aiuta l'aumento  della conoscenza comune. Possiamo paragonare la violazione di database  agli arrembaggi che le navi ambientaliste compiono contro i pescherecci,  queste possono provocare disagi transitorio alla pesca,ma non per  questo i citati arrembaggi debbono considerarsi illegali.        
  12.  
  13. n2  Dissenso violento. Nel caso in cui le autorità mettano a repentaglio la  incolumità e ledano, così, il diritto alla vita di chi esprime  dissenso, per costui/ei dovrà esser lecito difendersi usando violenza.  E', per esempio il caso riscontrato in numerose manifestazioni dove le  forze dell'ordine aggrediscono i dimostranti. Qualora il manifestante  sia percosso ha diritto di reagire. Per facilitare l'attuazione di  questo diritto chiediamo che le forze dell'ordine scendano in piazza  disarmate; ciò rappresenta un incentivo affinché anche i manifestanti lo  siano. Le imbottiture di cui sono dotate e uniformi che i tutori  dell'ordine indossano durante le manifestazioni sono tali da poter  assorbire i colpi portati con le sole mani evitando ogni danno per i  membri della pubblica sicurezza. Perciò è giusto chiedere che durante le  manifestazioni tutori dell'ordine disarmati svolgano funzione di pura  interposizione senza mai reagire alle aggressioni, perché ciò può essere  attuato garantendo l'incolumità delle forze dell'ordine. Chiediamo  anche che gli agenti durante le manifestazioni siano considerati  semplici cittadini e non pubblici ufficiali. E' infatti sufficiente, che  un qualunque manifestante risponda all'aggressione di un agente per  incorrere nel reato di aggressione a pubblico ufficiale e ciò viola il  diritto dei dimostranti al dissenso violento. Il fondamento del diritto  citato sta nel Proclama di emancipazione degli schiavi che Abramo  Lincoln scrisse nel 1863, lì si chiede agli schiavi liberati di  astenersi da ogni violenza a meno che la propria incolumità non fosse  direttamente minacciata. Da questo si deduce che il diritto alla  protesta violenta è lecito se vi è una diretta minaccia alla integrità  fisica degli esseri umani.
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