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a guest Oct 12th, 2017 53 Never
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  1. ::::: PARTE 1 :::::
  2. ::::: PARTE 1 :::::
  3.  
  4. Testo a schermo: Quella che verra' descritta nel corso di tutto il video non e' una teoria sulla realta'*, ma una meta-teoria, cioe' un sistema di riferimento per analizzare tutte le teorie possibili e capire come si pongono una rispetto all'altra.
  5. *(e la coscienza)
  6.  
  7. "Salve, ragazzi. Com'è l'acqua?",
  8. il tema di questo video riguarda quel testone gigante della internette che vi si staglia sullo schermo, sto parlando... di ANTIMATERIALISTA (scritto maiuscolo, vedi bene). Appunto, si staglia sullo schermo e vi fissa, con sguardo serio e profondo, infondendovi una saggezza che non riguarda il mondo di superfice, ma il sottomondo. Il sapere piu' profondo.
  9.  
  10. "Simile a una rivelazione primigenia, da aurora del mondo. La natura naturale sua, quella che rappresenta la forma del mondo intero, matrice e principio di tutte le cose. Per cui quei misteri potevano risultare chiari solo per certuni che erano come degli iniziati, e a chi non era ne iniziato ne iniziando era precluso il vedere e capire; e il labirinto era come un tormentato cammino che essi dovevano fare su questa terra." Giuseppe Occhiato - Oga Magoga (che voi non potete leggere)
  11.  
  12. Il secondo principio ermetico vuole "As above so below", in Italiano e' "Com'è al di sopra, così è al di sotto" e viceversa. Significa che ritroviamo la configurazione dell'infinitamente piccolo anche nell'infinitamente grande. Cosi' come gli atomi costruiscono la materia e le particelle, cosi' le stelle e i pianeti. Ma anche simbolicamente e metaforicamente, microcosmo e macrocosmo. Cio' che esiste dentro e' sparato fuori, una proiezione della realta' che pero' viene costruita da dentro. Da dentro passa a fuori, da contenuta diventa contenente. La mente, cio' che e' dentro, diventa la costruzione della realta' cio' che sta fuori. La sfida all'esistenza umana.
  13. Ma dato il tema si potrebbe pensare, invece, che centrale non sia questo secondo principio, ma il primo. Che vuole, leggo:
  14.  
  15. "Tutto è mente. L'Universo è mentale"
  16.  
  17. e ancora, cito sempre,
  18.  
  19. "Esso spiega che TUTTO (cioè la realtà sostanziale che sottosta a tutte le manifestazioni esterne ed alle apparenze che ci sono note con i nomi di <<universo materiale>>, <<fenomeni della vita>>, <<materia>>, <<energia>>; e, in breve, tutto ciò che appare ai nostri sensi materiali) è SPIRITO, il quale è in se stesso INCONOSCIBILE e INDEFINIBILE, ma può essere considerato e pensato come MENTE UNIVERSALE, INFINITA e VIVENTE. Spiega, inoltre, che tutto il mondo o universo fenomenico è semplicemente una creazione mentale del TUTTO, soggetta alle leggi delle cose create; e che l'universo, nel suo complesso, come pure nelle sue parti o unità, ha la sua esistenza nella mente del TUTTO medesimo, nella cui mente noi <<viviamo, ci muoviamo ed abbiamo il nostro essere>>
  20.  
  21. e ancora, cito,
  22.  
  23. <<colui che afferra la verità della natura mentale dell'universo è a un livello avanzato sul sentiero della sapienza>>
  24.  
  25. Ma questo che ho letto non fa parte dell'idealismo Berkeliano, ma del Kybalion, che e' un testo ermetico, appunto, anche se di molto successivo all'ermetismo di origine. E gia' avendo citato cose diverse tra loro mi sembra di essere una specie di Madame Blavatsky, che nella "teosofia" crea una specie di amalgama, di mitologia di mitologie, quasi una meta-mitologia. L'idea non e' di sottolineare come idee simili vengono poi manipolate ed adattate a sistemi di riferimento completamente diversi e quindi forse contradditori, ma invece trovare un ambito comune che possa essere interessante perche' ricorre. Cioe', ritornando puo' indicare un "pattern" (APOPHENIA), una traccia, un disegno comune che ha una qualche radice. Una radice nella verita'? Domanda. Risposta: anche solo radice nell'uomo. E in quanto radice nell'uomo, ci rivela qualcosa di noi.
  26. Di cosa parliamo? parliamo di questo. parliamo di questo. Di cosa parliamo? Parliamo di questo.
  27. Di cosa parliamo? Prima di parlare, di questo, devo fare anche una premessa. Quella che ho appena finito era una introduzione, invece.
  28.  
  29. Doverosa premessa alla premessa. Inizialmente l'intenzione era di fare un video abbastanza... breve. 20-25 minuti in modo da incatenare una serie di affermazioni rivelatorie. cioe' fare un video di sostanza, suggestivo, appuntito nei suoi temi. Pero' un video di questo tipo sarebbe stato incomprensibile. Suggestione e comprensibilita' sono per questo tipo di temi inversamente proporzionali, e quindi il risultato e' l'opposto all'intento orginale. Cioe' un video estremamente laborioso e noioso. Pero' piu' comprensibile, se uno avesse voglia di seguirlo. Sono riuscito a inserire quasi tutte le suggestioni che avevo in mente, anche se diluite nel contesto, quindi per certi aspetti meno efficaci.
  30.  
  31. La vera premessa riguarda prinicipalmente tre punti, che per me sono come le regole del gioco, che vanno messe in chiaro perche' sono, un po' diverse dal solito. Questo video esiste perche' e' la natura del discorso a essere diversa.
  32.  
  33. Punto numero 1:  si guardano le idee, non la dialettica. Non sono qui per canzonare le convinzioni di qualcuno, ma per prenderele seriamente. Molto spesso quando si discute di qualcosa, una qualsiasi cosa, si cerca di "vincere" la discussione. Cioe' essere piu' convincenti, usare degli strumenti retorici che mettano in luce la bonta' della propria tesi, a scapito dell'altra. A me tutto questo aspetto non interessa perche' mi interessa il merito del discorso. Il merito del discorso supera le persone coinvolte. Una buona idea espressa male e in modo poco convincente rimane una buona idea. A me interessa quell'idea, non chi la sostiene. Non la fazione che la impugna. La strategia dialettica e' quella di creare delle caricature piu' facilmente aggredibili. Se si fa questo significa che si discute sempre sulla base della tesi piu' debole, per incrementare le probabilita' di vincita. Io ho come intenzione quello di fare l'opposto, cioe' discutere sempre la tesi che ho intenzione di mettere in dubbio o di criticare, nella sua versione piu' solida e forte. E questo significa anche la possibilita' di trasformarla, cioe' di mettere in luce un punto debole non per demolire la tesi, ma per riformularla se possibile in una versione che e' meglio posta. Si discorre riguardo le idee, quindi non riguardo chi quelle idee le propone. O le credenziali di queste persone. Vedi vari ad hominem. Questo porta al secondo punto.
  34.  
  35. Punto numero 2: mi pongo in modo che le idee espresse in questo video siano comprensibili a tutti, o quasi. Non ci sono reali prerequisiti, se non l'interesse al tema di fondo, e quindi una certa pratica nel manipolare degli argomenti astratti. Io sono in un certo senso contrario al "sapere esoterico". Che in questo caso non vuol dire roba magica. Ma per esoterico si intende un sapere che puo' essere afferrato solo da una ristretta cerchia di persone, che possiedono un codice per capire quel messaggio. Che hanno dei prerequisiti. Si parla di esoterismo quando si fa un discorso molto tecnico e specifico che solo chi si occupa direttamente di quell'ambito puo' capire. Arriva un fisico nucleare e dice, per capire il discorso che segue dovete PRIMA aver studiato questo, questo e quest'altro e aver letto questi libri. Questo e' una forma di esoterismo. Uno scrittore che scrive un libro pieno di citazioni colte, e che per capire veramente cio' che il libro tratta si richiede che il lettore conosca gia' quegli altri 500 libri citati, quindi un sapere esterno, che viene da fuori. E' un libro esoterico, anche se non parla di magia. Questo discorso del rapporto tra dentro e fuori ritornera' in varie forme nel corso di questo video. Quindi uno potrebbe avere tutta la pazienza e la voglia di capire con attenzione, ma non ci riuscirebbe perche' quel sapere e' esoterico, cioe' richiede di aver fatto un percorso comune. Se non fai parte di questa cerchia, "di persone che sanno gia'", sei fuori. Ti servono credenziali. Io invece provo a pormi, all'opposto. Mi interessa decostruire il sapere esoterico. Il percorso puo' essere laborioso, quindi di interesse per pochissime persone, o di *non* interesse, ma se uno e' curioso puo' seguire questo percorso. Il video dovrebbe essere autonomo, dove per autonomo intendo che le idee di cui parlo sono spiegate nel video stesso. Un po' come nelle serie TV c'e' l'episodio autoconclusivo e la trama orizzontale, questo video e' solo autoconclusivo. Cio' che e' detto e' interamente contenuto, senza doversi appoggiare a qualcos'altro fuori. E questo conduce al terzo punto.
  36.  
  37. Punto numero 3: questo video non e' un video "ortodosso". nel senso che il mio percorso puo' risultare piuttosto inconsueto. Significa pero' che posso forse avere la possibilita' di contaminare. Di bucare la barriera tra gruppi sigillati, professioni, ed esperti.
  38.  
  39. Molto spesso saro' impreciso, perche' il discorso ha una sua direzione. Quindi chiedo la pazienza di cercare di seguirlo piuttosto che invece prendere una definizione per sottolineare che non e' del tutto corretta o usata in maniera non ortodossa, appunto. A me interessano le possibilita', le idee che si nascondono dietro le idee, mi interessa "andare a vedere". E quindi vedere una cosa anche da punti di vista inconsueti, provare ad interpretare le cose diversamente per portare alla luce dei tratti nuovi. Per esempio, se parlo del principio di incompletezza di Godel, non dovete necessariamente pensare al quel principio come lo conoscete voi. Pensate invece al merito del concetto cosi' come io lo descrivo, e a cui appiccico quell'etichetta. Considerando comunque che se uso certi termini c'e' una ragione, ma in questo caso dovrei fare un video separato su ogni termine necessario al discorso. La mia intenzione e' descrivere *nel video* tutti i concetti che poi utilizzo nel discorso.
  40.  
  41. Quindi, punto 1, si discorre delle idee nella loro versione piu' forte e nobile possibile, seriamente. Si discorre degli argomenti, dei temi, non della persona dietro lo schermo. Senza fazioni. Punto 2, non ci si nasconde dietro ad hominem. Si fa luce su delle questioni seguendo un discorso che dovrebbe essere il piu' possibile chiaro e comprensibile da chiunque ha interesse ad ascoltare un ragionamento complesso. Si richiede pazienza e attenzione, ma senza prerequisiti e continui rimandi esterni. E punto numero 3 i concetti che utilizzo nel video sono spiegati nel video, anche se serve un piccolo salto di fede per accettare l'utilizzo poco ortodosso e apparentemente forzato, o fuori contesto, che ne potrei fare.
  42.  
  43. Avevo pensato inizialmente di costruire il video diversamente. Cioe' avrei preso dei pezzi di video di Antimaterialista, dove lui spiegava vari punti della sua teoria, e poi li avrei commentati, seguendo un discorso complessivo. Ma poi ho pensato che si prestava facilmente ad essere preso come "straw man", cioe' poteva sembrare che avrei preso dei pezzetti, decontestualizzandoli e quindi costruendo una versione debole della sua teoria da attaccare facilmente. inoltre diventava anche macchinoso. Quindi ho deciso che non mostro nessun pezzo di video, e sono invece io che faccio un discorso complessivo e presento io, a mio modo, le tesi di Antimaterialista. Ovviamente con l'intento di presentare quelle sue idee nella maniera piu' fedele e corretta possibile. Poi significa che sta a me fare un buon lavoro. Non e' detto che ci riesca, ma questo e' il mio proposito.
  44.  
  45. Altra breve citazione, questa da 1984 di Orwell, vedete se non segue perfettamente l'argomento:
  46.  
  47. "Alla fine il partito avrebbe annunciato che due piu' due avrebbe fatto cinque, e che tu avresti dovuto crederci. Era inevitabile che sarebbe successo, prima o poi: la logica della loro posizione lo richiedeva. Non tanto la validita' dell'esperienza, ma la stessa esistenza della realta' esterna veniva tacitamente negata dalla loro filosofia. L'eresia delle eresie consisteva nel senso comune. E quel che era terrificante non era tanto che ti avrebbero ucciso se avessi pensato diversamente, ma la possibilita' che avessero ragione. Perche', in fondo, come facciamo a sapere che due piu' due faccia quattro? O come funzioni la forza di gravita'? O il fatto che il passato non puo' essere cambiato? Se sia il passato che il mondo esterno esistessero solo nella mente, e se la mente fosse essa stessa manipolabile - cosa succederebbe."
  48.  
  49. Quindi si comincia. Questo video, nelle intenzioni iniziali, voleva trattare di un singolo aspetto. Perche' io vedo questo singolo punto come fondante. E in quanto fondante si possono poi prendere varie strade, completamente diverse, e anche se il punto e' uno, su questo si costruisce tutto il resto. La premessa, la parte all'inizio del video e' stata volutamente confusa. Adesso procedero' con un po' piu' di ordine ma parto gia' in maniera poco ortodossa.
  50.  
  51. Epistemologia e ontologia non sono in un rapporto poi tanto dissimile dal rapporto che c'e' tra due altri termini "strani", cioe' cosmologia e cosmogonia. Quindi parto da questi ultimi. Cos'e' la "cosmologia"? E' lo studio dell'universo, seguendo il principio ermetico dell'introduzione la cosmologia e' l'"above", sopra le nostre teste. Lo studio delle stelle, dei pianeti. Lo studio dell'insieme. Cos'e' invece la "cosmogonia"? La cosmogonia e' un ambito della cosmologia. Un sottoinsieme dell'insieme piu' grande, e tratta non dell'universo in senso complessivo, ma della sua origine. Per esempio il big bang. Ovvero l'ipotesi che descrive come l'universo si e' generato.
  52.  
  53. Prendiamo invece epistemologia e ontologia. L'epistemologia riguarda la conoscenza umana. Cioe' lo studio di cio' che l'uomo puo' o non puo' conoscere. Che cosa e' la conoscenza stessa. Mentre invece l'ontologia e' lo studio della Verita' (V maiuscola). Apro parentesi e la chiudo per sempre. Gia' qui qualcuno puo' obbiettare che l'ontologia e' lo studio sull "essere", dell'essere. Quindi ribadisco. Questo video non e' "ortodosso". A volte mi serve di definire in maniera nuova o piu' particolare certi termini. Come ho anche detto questo video non ha prerequisiti, quindi le dicotomie che costruisco possono anche essere poco ortodosse, ma sono generalmente corrette, e servono per poi arrivare a certe conclusioni.
  54.  
  55. (tra le cose che linko nella descrizione del video ci sara' pure un video di Rick sul fondazionalismo che spiega in dettaglio quello che io intendo invece in questo video con "ontologia", e piu' nello specifico io presuppongo l'ipotesi di Richard Rorthy, che Rick spiega nel video, come quella complessivamente piu' valida da cui partire. Nota a margine)
  56.  
  57. Quindi, abbiamo epistemologia da una parte, lo studio di cio' che l'uomo conosce, un ambito, e l'ontologia dall'altra, cioe' la Verita'. Cio' che sta fuori, fuori dall'uomo, fuori da un ambito umano. Come rappresentiamo due insiemi, pensando al rapporto definito tra cosmologia e cosmogonia. Allora li rappresentiamo in modo che l'ontologia CONTENGA l'epistemologia. Perche' e' evidente che il sapere umano non e' assoluto. Anche solo il sapere scientifico e' qualcosa che si costruisce nei secoli, una luce che si accresce nel tempo, man mano che si scoprono nuove leggi. Quindi il sapere umano e' contenuto in un insieme che e' l'isieme ontologico, complessivo. Ecco, qui sta gia' l'errore che porta alla teoria di Antimaterialista.
  58.  
  59. Esiste una sola prospettiva, un punto di vista. Cioe' l'essere umano che prova a conoscere il mondo. Tutto cio' che noi sappiamo del mondo fuori, passa attraverso il livello epistemologico. Come una fenditura, un buco, una lente. Significa che per il punto di vista di un essere umano, e quindi l'unico punto di vista *possibile*, l'insieme epistemologico e' la totalita' dell'insieme. Non esiste un fuori, non esiste un oltre. L'epistemologia non e' in realta' uno studio di un ambito, ma lo studio dello studio, un meta-studio. Uno studio che studia se stesso. E' lo studio della struttura. Una struttura pero' che e' complessiva, cioe' nulla trascende la struttura, perche' la struttura stabilisce il limite. Il perimetro. La distinzione tra dentro e fuori. Tutto cio' che e' fuori esiste perche' e' gia' dentro. Tutto cio' che non e' gia' dentro non esiste, perche' non puo' esistere. Se noi possiamo ragionare del livello ontologico lo facciamo evidentemente come esseri umani, quindi cio' che possiamo dire a riguardo passa necessariamente per la "lente" epistemologica. Come fosse appunto un buco in un muro, o un cannocchiale.
  60.  
  61. Se parliamo di studio di uno studio, parliamo di un particolare tipo di ricorsione, cioe' una osservazione che osserva se stessa. O meglio un sistema che si auto-osserva. Questo tipo di ambito io lo conosco come cibernetica di secondo grado. Dove si intende che il primo grado e' l'ossevazione di un ambiente, cioe' cio' che sta fuori, nella distinzione tra sistema e ambiente (oggetto dell'osservazione), che riportata alla dimensione umana significa che il sistema osservante e' l'uomo e cio' che viene osservato e' l'ambiente, cio' che sta fuori. Questo e' il primo livello. Il secondo livello invece e' l'osservazione dell'osservazione, quasi una forma di introspezione. E questo tipo di osservazione viene detto di secondo grado, proprio perche' in in certo senso ritorna su se stesso, per un altro giro.
  62.  
  63. Le osservazioni di secondo grado servono per uscire dalla semantica, in un certo senso. Per uscire dal significato che diamo alle cose, e cercare di capire la struttura di fondo. Quindi non il significato delle cose, ma come diamo significato alle cose. E quindi non il contenuto diretto di una osservazione, ma il modo in cui viene fatta, in cui viene costruita.
  64.  
  65. Quindi chi e' l'agente di questo sistema? Chi e' che osserva, in quanto operazione, cioe' in quanto azione, agire, dell'osservare e distinguere (secondo la Teoria della Forma di Spencer Brown)? L'agente dell'osservazione NON e' il cervello. Perche' il cervello si occupa per lo meno di innumerevoli attivita inconsce che non entrano mai direttamente nella nostra esperienza. Quindi l'agente non e' il cervello, ma la coscienza. La realta', il mondo, cosi' come le teorie scientifiche e filosofiche vengono costruiti nella coscienza. L'epistemologia, cioe' l'ambito della conoscenza umana, riguarda esclusivamente l'ambito della coscienza, dove il linguaggio circoscrive l'intero ambito possibile. Il linguaggio non e' una tra le attivita' umane, ma l'unica possibile, perche' l'articolazione del linguaggio definisce l'articolazione del pensiero, della coscienza. Una coscienza disarticolata, non differenziata, e' una non coscienza. Cioe' e' una coscienza che esiste fuori da se stessa, fuori dalla sua stessa comprensione (ma qui le cose si complicano e non serve andare piu' a fondo).
  66.  
  67. Testo a schermo: L'uomo non e' in grado di osservare la totalita', puo' solo osservare distinguendo.
  68.   Operando ricorsivamente distinzioni sistema/ambiente.
  69.   La prima osservazione e' la distinzione tra se' e l'ambiente. Individualita'.
  70.   L'origine del dualismo.
  71.  
  72. E' da questo luogo remoto che e' la coscienza che si costruisce, o si ricostruisce tutto il resto. E' nella coscienza che formuliamo teorie sulla realta', che esaminiamo ipotesi su meccanica quantistica, e attraverso la coscienza cerchiamo di capire il funzionamento del cervello, e della coscienza stessa. Tutto comincia e ritorna nella coscienza. Tutto cio' che non entra nell'ambito della coscienza e' buio. Non esiste.
  73.  
  74. Quindi diventa evidente che l'ontologia della realta' non puo' altro essere che la coscienza. Perche' e' la coscienza l'ambito piu' "esterno possibile", piu' complessivo. Sono la coscienza, ed il linguaggio, che definiscono il perimetro di tutto cio' che esiste. Eppure noi normalmente pensiamo l'esatto opposto, cioe' che esiste una vasta realta' la fuori, indipendente da noi, mentre noi invece rappresentiamo soltanto un piccolo sistema che vi si muove all'interno. Cosa puo' risolvere questa descrizione opposta, questa contrapposizione? La soluzione e' il punto di vista, il concetto di relativita'.
  75.  
  76. Il punto di vista di un essere umano e' quello della propria coscienza. Quindi necessariamente un punto di vista interno. Una prima persona. Ed e' dall'interno che viene descritto l'esterno conoscibile. La terza persona. Cio' che esiste fuori esiste solo quando viene rappresentato all'interno della coscienza, quindi filtrato attraverso le possibilita' della coscienza. Mentre invece possiamo teorizzare un punto di vista esterno, e quindi descrivere la realta' com'e' fuori da noi stessi. Ma anche questa e' una ipotesi, che in ogni caso viene costruita sempre nella coscienza.
  77.  
  78. Tutto questo discorso per mostrare come si possa arrivare alla stessa conclusione da cui parte AM attraverso un percorso scientifico rigoroso. Come dice AM la realta' e' una percezione mentale. E' un campo mentale. Questa realta' evidentemente non e' percepita dal *cervello*, perche' come ho detto il cervello compie tante altre attivita' che non entrano mai nella coscienza, e quindi nell'esperienza. Quindi chi parla, chi discute di teorie filosofiche non e' un cervello, che si occupa di tante altre cose e funziona secondo un processo radicalmente diverso, ma la coscienza (a questo livello di descrizione). E di nuovo come dice AM, il cervello esiste perche' la coscienza stessa ne da rappresentazione. La coscienza e' l'ambito generale entro cui l'idea di un cervello puo' essere definita e concepita.
  79.  
  80. Testo a schermo: L'idea stessa di un cervello materiale e' necessariamente costruita entro il campo astratto della coscienza.
  81.   Qualsiasi idea di materialita' segue la coscienza.
  82.   Paradossalmente: la coscienza e' origine del cervello, non il contrario.
  83.  
  84. Se sappiamo che esiste un cervello, lo sappiamo perche' l'informazione dell'esistenza del cervello e' stata configurata nella coscienza. Ogni informazione esiste solo e soltanto se quell'informazione arriva nella coscienza. La coscienza costruisce la realta'. La realta' esiste solo e soltanto se l'informazione che la riguarda entra nella coscienza.
  85.  
  86. Cito adesso una frase dal libro di Giulio Tononi, intitolato "Phi, un viaggio dal Cervello all Anima", che poi usero' un altro paio di volte nel corso del video. Giulio Tononi e' un neuroscienziato molto conosciuto che lavora in America:
  87.  
  88. "Se la coscienza e' un'illusione, allora solo l'illusione puo' essere reale, e il resto solo una congettura."
  89.  
  90. Altra parentesi aggiunta successivamente. C'e' un dettaglio che non e' proprio secondario. Consiste nella confusione nel utilizzare il termine "campo mentale", e piu' in genere "mente".
  91.  
  92. Per poter confrontare antimaterialismo e materialismo e' necessario stare su uno stesso piano di riferimento. Altrimenti il conflitto non e' di contenuto e sostanza, ma e' solo un conflitto dovuto a diversi piani di diversi discorsi.
  93.  
  94. La separazione concettuale che c'e' nella tesi antimaterialista, tra mente e realta' esterna, e' portata, invece, nella tesi materialista, come separazione tra coscienza e cervello. Quando uno lavora filosoficamente, quindi in termini deduttivi e logici, lo fa specificamente nella coscienza, che e' articolata in quel modo. L'attivita' celebrale complessiva e' inaccessibile per la coscienza. Ed e' qui che nasce in principio il classico dualismo cartesiano. Cioe' la distinzione mente corpo. Ovvero la mente, intesa come coscienza, e l'attivita' celebrale occlusa, cioe' il corpo.
  95.  
  96. La coscienza, in maniera specifica, risulta come un "sistema chiuso" rispetto all'attivita' celebrale complessiva. Ed e' creando questo ambito chiuso, apparentemente autonomo, indipendente, che si crea il presupposto della tesi antimaterialista. Cioe', avendo creato una distinzione tra coscienza e cervello, cioe' tra dentro e fuori, diventa possibile ribaltare la prospettiva e dire che la prospettiva interna, cioe' la coscienza, costruisca tutto il resto, ovvero la realta'. Quando invece nella tesi materialista e' il cervello stesso che costruisce la coscienza. Sono due versi.
  97.  
  98. Tornero' piu' avanti nel video sulla distinzione sistema/ambiente. Pero' dovrebbe essere evidente che nel momento in cui dividi uno spazio unitario in due parti, allora ottieni anche due versi, due prospettive, due punti di vista opposti ed entrambi legittimi.
  99.  
  100. Spero che con questa nota non abbia complicato tutto il resto. Comunque da qui si continua come al solito.
  101.  
  102. Ora AM usa una serie di esempi per avvalorare l'ipotesi antimaterialista, come quello della diplopia, cioe' lo sdoppiamento della visione, o il daltonismo che pero' a me sembrano... molto deboli. Da una parte sono evidenti anche a un bambino piccolo senza provocare un incartamento solipsista. Dall'altro a mio avviso quell'esempio puo' essere facilmente ribaltato per essere prova dell'esatto contrario. Ma il punto e' che le due prove in realta' si cancellano.
  103.  
  104. Secondo AM il fatto che uno possa incrociare gli occhi e vedere un oggetto sdoppiato dimostra l'evidenza che noi non percepiamo il mondo fuori direttamente. Cioe' non c'e' un rapporto 1 a 1. Che vuol dire la stessa cosa gia' descritta sopra, che qualsiasi sia la percezione, essa e' sempre mentale. La percezione e' "dislocata" rispetto alla realta'. Come fosse un "altrove". E' sempre gia' parte del livello mentale, invece che fisico o reale.
  105.  
  106. Ma consideriamo invece un altro esperimento, quello del punto cieco. L'esperimento rivela che c'e' effettivamente un buco nella percezione visiva. Ovvero una piccola area, che per come sono costruiti gli occhi, non viene percepita. Eppure, immaginiamoci per semplificazione che l'immagine visiva sia come una fotografia. Quando questa fotografia arriva nella coscienza, noi non vediamo alcun "buco". L'immagine appare del tutto completa. Come e' possibile? Quello che succede e' che l'occhio fornisce effettivamente un immagine incompleta, che manca di informazione in un punto. Poi pero' il cervello prende quest'immagine per elaborarla, e prima di passarla alla coscienza, letteralmente, riempile lo spazio mancante. Ma con cosa lo riempie se quell'informazione e' effettivamente mancante perche' non e' percepita dall'occhio, cioe' da un meccanismo, uno strumento? Semplicemente il cervello tira ad indovinare. Cioe' esamina l'area vicina allo spazio mancante e approssimativamente la riempie nello stesso modo. E quando questa fotografia arriva alla coscienza, arriva completa, cioe' con il buco tappato, anche se e' tappato da informazioni inventate. La parte interessante pero' e' che tutto questo accade senza che la coscienza sappia effettivamente nulla. Cioe', e qui e' il punto, mancando l'informazione della presenza di un buco reale nell'immagine, la coscienza da per scontato che l'immagine sia completa. Cioe', di nuovo, mancando l'informazione del fatto che manchi informazione, cio' che risulta e' una completezza.
  107.  
  108. Questo esempio e' interesante perche' mette in luce come la coscienza sia letteralmente ingannata dal funzionamento del cervello. E' l'opposto di un idealismo, di una coscienza superiore, astratta e in perfetto coordinamento con una dimensione spirituale assoluta, una isomorfia di fondo tra mente e realta'. Risulta invece la descrizione di una coscienza imperfetta, subordinata, soggetta a dei limiti fisici, materiali. L'immagine mentale e' una immagine distorta dalla materialita' del proprio processo di elaborazione, e la stessa coscienza viene ingannata, perche' mancando informazione sulla mancanza di informazione, ne da per scontata la completezza. Cioe', non sapendo di non sapere, la coscienza parte dal principio ontologico che vuole l'immagine completa. La coscienza non ha dubbi, perche' la coscienza non percepisce il proprio punto cieco, la propria fallibilita'. La coscienza umana e' costruita per fidarsi ciecamente del cervello che la costruisce. Anche quando il cervello prende delle cantonate incredibili, anche quando il cervello funziona male, per lesioni, malattie.
  109.  
  110. Cito di nuovo dal libro di Giulio Tononi:
  111.  
  112. "Il cervello e' una democrazia - non esiste, nel cervello, una cosa come un principe o un papa, che vede e ascolta qualsiasi cosa, e prende ogni decisione -  nessun trono della coscienza, nessuna sede pontificia. La coscienza ha bisogno della cooperazione di tanti specialisti, ognuno che contribuisce a suo modo. Quindi se una malattia distruggesse le regioni del cervello che sono specializzate nel distinguere i colori, allora diventeresti daltonico - il sole diventerebbe bianco e il cielo grigio; se invece a essere distrutte fossero le regioni  specializzate nel riconoscere i volti, allora non riconosceresti i tuoi figli quando li vedresti; se invece fossero altre regioni specializzate, allora potresti non percepire movimento, o sentire emozioni, o capire il linguaggio, o parlare, pensare logicamente, o distinguere tra giusto e sbagliato. Ma ogni volta perderesti sempre solo una parte della tua coscienza. Non la totalita'.
  113.  
  114. Per perdere la coscienza in se', il danno dovrebbe essere vasto, o perche' la maggior parte delle regioni della corteccia sono morte, o perche' i collegamenti attraverso cui comunicano funzionano male o sono interrotti. A volte anche danni minori possono creare grandi problemi, specialimente vicino al centro, in profondita' nel telencefalo. Quella regione e' come un punto d'incontro, che governa il traffico tra tutti gli altri, e se interrompi quel traffico, allora naturalmente l'edificio della coscienza crollerebbe."
  115.  
  116. Quindi abbiamo ribaltato la prova. Abbiamo una coscienza che e' preda, oltretutto inconsapevole, di limiti fisici, materiali. Di una sua dipendenza limitante dal corpo. Eppure ho anche detto che queste prove invece si cancellano, invece che decretare un vincitore, e quindi non portano a nulla di fatto. Questo perche' anche nella versione ideale della realta', il funzionamento del corpo, e quindi inclusi gli occhi, il cervello, sono funzionamenti materiali, concreti, ma sempre simulati. L'idealismo non nega il funzionamento materiale, fisico degli occhi, inclusi i difetti, quindi. Cosi' come e' simulato il mondo fisico e le sue leggi, cosi' e' simulato il corpo e il suo funzionamento fisico, il cervello, gli occhi. L'ordine naturale, secondo quanto dice AM e' preservato tale e quale. E' solo la sua essenza, la sua realta' ontologica a non essere materiale.
  117.  
  118. AM sostiene che questa teoria sia la conclusione di un processo logico, lineare. Si potrebbe obbiettare invece sia il contrario, cioe' che sia il tentativo comodo di tappare dei buchi. Di costruire una teoria "ad hoc", che viene poi aggiustata per addattarsi a una serie di requisti. Ma questi sono due punti di vista opposti che descrivono la stessa identica cosa. Non c'e' differenza sostanziale. Piu' avanti suggeriro' un modo per distinguere queste due posizioni.
  119.  
  120. In ogni caso, questo video esiste per un motivo. Non mi basta sottolineare qualche aspetto e raggiungere una conclusione superficiale. Pretendo delle risposte.
  121.  
  122. ::::: PARTE 2 :::::
  123. ::::: PARTE 2 :::::
  124.  
  125. Torniamo sulla coscienza, la prova che la coscienza sia soggetta a limiti fisici e di costruzione materiale non elimina il fatto che anche questa stessa consapevolezza avvenga sempre all'interno della coscienza. Quindi anche questa consapevolezza di materialita', e' sempre solo un'idea, un pensiero cosciente, una costruzione e un modello che la coscienza fa di se stessa, ma sempre entro se stessa. Senza poter sapere la dimensione ontologica, reale, di cio' che effettivamente sta fuori.
  126.  
  127. Per il momento c'e' un punto di stallo. Il dato di fatto e' che abbiamo due prospettive, una materialista, una antimaterialista. Entrambe plausibili. Entrambe rimangono valide perche' entrambe rimangono chiuse entro il proprio punto di vista. Siccome siamo essere umani, non ci e' dato di saltare dal lato opposto del sistema, in modo da manifestare il conflitto della contraddizione, e quindi capire quello che e' il punto di vista corretto, oggettivo.
  128.  
  129. Sul piano teorico abbiamo queste due ipotesi opposte. Io di solito non sono uno di quelli che sostiene che la verita' sia "nel mezzo", ma si dovrebbe cominciare a intuire che questa dicotomia tra materialismo e antimaterialismo sia troppo soffocante. Che in realta' le posizioni, probabilmente anche piu' valide, siano molteplici. L'errore di base, se cosi' posso definirlo, di AM e' di tipo puramente logico: se io ho elaborato una teoria della realta' che toglie la realta' dalla realta', come principio. Creando due ambiti distinti. Ovvero credere che niente di quello che noi percepiamo sia effettivamente reale, cioe' e' tutto virtuale, in potenza. Questo vuol dire che noi non siamo in grado di vedere NULLA di quello che e' effettivamente reale. Significa un 100% di cecita' assoluta. L'anti - materialismo, quindi la negazione del materialismo fatta in questo modo non e' il raggiungimento di una illuminazione trascendente, ma il raggiungimento dell oscurita' piu' assoluta (sarebbe agnosticismo radicale). L'opposto del materialismo e' la consapevolezza del buio piu' nero. Perche' passo dalla certezza di cio' che vedo, alla consapevolezza che nulla di quello che vedo e' come lo vedo. E come AM risponde a questo buio pesto? Non con il dubbio, ma con un'affermazione. Con la certezza piu' assoluta. Con la fede nell'isomorfia tra mente e realta', cioe' la fede nella capacita' della mente di capire la sostanza della realta'. Nella cecita' lui ha indovinato la forma dell'invisibile. Che non vuol dire che lui non ci abbia preso... e' soltanto molto improbabile.
  130.  
  131. Video: "Il piu' grande nemico della conoscienza non e' l'ignoranza, e' l'illusione della conoscienza". Mario cita Stephen Hawking
  132.  
  133. Video: Frusciante + Victor su Alien Covenant
  134.  
  135. Testo a schermo: "Il mondo è l'insieme dei sintomi di una malattia che coincide con l'uomo." - Gilles Deleuze
  136.  
  137. Testo a schermo: “[Lovecraft] implicitly makes the argument that not only is there no distinction between the natural and supernatural, but that what we sloppily call “supernatural” is simply another kind of nature, but one that lies beyond human comprehension - not in a relative but in an absolute sense.
  138.   Herein lies the basis of what Lovecraft called “cosmic horror” - the paradoxical realization of the world’s hiddenness as an absolute hiddenness.”
  139.  
  140. A costo di inserire note, su note, su note, su note. Wheels within wheels within wheels. Blue withn blue withith blue. MMh, scusate, citazione da Dune. Frank Herbert.
  141.  
  142. Dicevo, presa coscienza che varie ipotesi metafisiche sono del tutto plausibili. Potremmo noi essere solo parte di una simulazione, di un test. Come in Matrix dove la realta' e' letteralmente una prigione. Un concetto che legittima il voler prendere coscienza per superare quello stato. Non sappiamo effettivamente nulla della realta' fuori di noi, se stiamo vivendo soltanto un' allucinazione. Oppure tante altre ipotesi, completamente diverse tra loro.
  143.  
  144. Il senso del video e' questo. Data la radicale incertezza di questa situazione, e' allora possibile capire qualcosa dall'interno, cioe' dall'ambito in cui sembriamo chiusi? E' possibile creare un qualche tipo di struttura, che ci permetta di fare alcune affermazioni, cioe' di cominciare a organizzare almeno questo spazio interno in modo arrivare a definire come sarebbe possibile muoversi, data la condizione stessa?
  145.  
  146. Se epistemologia e' un meta-studio, cioe' uno studio che studia la propria struttura, se ne deriva necessariamente una sua mancanza di fondamento.  Uno studio che studia se stesso e' necessariamente autopoietico, cioe' puo' solo riprodurre se stesso in base alla sostanza di cio' di cui e' composto in origine. Quindi non puo' esulare da se', non puo' trascendere. E allo stesso modo non si puo' sostenere su una base solida.
  147.  
  148. Questo concetto, cioe' di mancanza di fondamento, e' lo stato ideale, cioe' proprio l'idea fondante, che di nuovo si trova nel principio di indeterminazione di Godel, e che spiegero' nel dettaglio piu' avanti. Ma in genere possiamo dire che questa indeterminazione, questa mancanza, letteralmente di certezze, ANZI, questa mancanza strutturale di informazione, e' essa STESSA il fondamento della condizione umana. Arrivero' alla fine del video a dire cosa c'e', cosa esiste alla base di quella non conoscenza, di quella cecita', di quell'oscurita'. Del buio da cui provengono i nostri demoni. Non mi tirero' indietro dall' ANDARE A VEDERE.
  149.  
  150. Ma in questo caso il punto e' diverso: se diciamo che la condizione umana e' fondata su questa mancanza di fondamento, mancanza di punto fisso, mancanza di un appiglio su cui costruire una filosofia e una struttura. Se dicamo questo, allora come ci si muove da questa situazione? E la mia risposta, che e' questo video, e' che l'unico sistema per navigare questo tipo di condizione e' un sistema che necessariamente dev'essere strutturato dall'interno, e dove le strutture che usiamo per "comprendere" lo spazio in cui siamo, devono essere strutture relative a sistemi essi stessi relativi. Cioe' la struttura su cui basiamo la nostra comprensione del mondo dev'essere una descrizione delle relazioni tra sistemi. Quindi non fondazioni. Non basi. Ma rapporti e relazioni tra forme e sistemi mobili e relativi. Cioe' tra sistemi parziali, descritti dal punto di vista relativo interno.
  151.  
  152. Anche qui, se il concetto detto in questo modo puo' sembrare astratto, vago, quindi retorico. Piu' avanti nel video mi muovero' nella concretezza quando descrivero' il rapporto tra realta' e illusione. Cioe' faro' degli esempi *concreti* su come questi sistemi si strutturano e si muovono.
  153.  
  154. E invece... Saro' schifosamente ridondante ma ho bisogno di continuare per questa digressione. Che invece di essere una deriva del discorso in realta' puo' essere il suo centro. E mi serve che sia in questo punto.
  155.  
  156. Perche' qui non passa il cammello per la cruna di un ago, qui passa l'universo per quel punto. Mi riferisco al tipico dualismo cartesiano, la distinzione mente/corpo, su cui inciampa il grosso della filosofia, senza mai arrivare ad una conclusione. Bisogna mettere un punto definitivo a questa questione, e io penso che sia possibile.
  157.  
  158. Prima di affrontare pero' la distinzione mente/corpo serve fare un passo indietro per capire in generale l'epistemologia di una distinzione. Che e' la distinzione sistema/ambiente. Per farlo prendo l'esempio piu' idiota e banale possibile: Se prendo un martello e me lo sbatto sul pollice io provero' veramente tanto dolore. Se invece prendo lo stesso martello e lo sbatto sul pollice di un'altra persona, allora magari potro' anche empatizzare con questa persona, ma di sicuro non provero' lo stesso dolore di prima. Questo vuol dire necessariamente che esiste un perimetro dell'esperienza. Esiste un ambito che chiude la mia percezione. Cioe' una distinzione tra l'informazione interna, ovvero l'informazione disponibile, distinta dall'informazione fuori. Il concetto di dentro e fuori, di sistema e ambiente, e' rappresentato esattamente dal rapporto, cioe' dalla distinzione, tra informazione disponibile e informazione totale.
  159.  
  160. Se accettiamo il semplice fatto che la mia esperienza, come quella di dolore a un pollice, ha un perimetro, quindi un limite. Allora avremmo gia' accettato questa distinzione di base, che e' una distinzione di accesso all'informazione. Cioe' una configurazione di informazione che si fa sistema rispetto all'ambiente.
  161.  
  162. Attenzione pero' che questa e' una descrizione interna soggettiva. Se noi saltiamo al punto di vista esterno, quello della terza persona, della realta', dell'oggettivita', della descrizione fornita dal Golem scientifico: quella distinzione di origine sparisce. Perche' abbiamo solo un ambiente che si trasforma seguendo le sue leggi fisiche. Non c'e' distinzione interna/esterna. Lo spazio e' indifferenziato, e il sistema, che in questo caso e' solo ambiente, opera in maniera indistinta.
  163.  
  164. Questa potrebbe essere interpretata come una contraddizione, perche' da una parte abbiamo una descrizione che rappresenta una netta distinzione, tra esperienza, cioe' l'ambito interno, e l'informazione fuori, mentre dall'altra parte lo stesso ambiente e' indifferenziato. Ha una forma unica. Cioe' abbiamo due descrizione distinte, diverse dello stesso oggetto.
  165.  
  166. Questa contraddizione pero' e' soltanto apparente, cioe' deriva da un errore di rappresentazione. Un errore epistemologico. La contraddizione si risolve attraverso il "monismo a due aspetti". Che vuol dire, "monismo" significa che abbiamo a che fare con un'unica sostanza, un unico oggetto. Ma la descrizione che facciamo di quell'unico oggetto cambia a seconda del punto di vista da cui lo osserviamo. Attenzione quindi, una contraddizione esiste quando abbiamo due descrizioni contrastanti dello stesso oggetto, cioe' sappiamo che l'oggetto e' uno ma ne descriviamo il funzionamento in due modi diversi. Quindi abbiamo la rappresentazione di due oggetti che contrasta con il fatto che l'oggetto e' uno solo, quindi solo una di queste due descrizioni puo' essere corretta. Mentre invece, nel caso del monismo a due aspetti l'oggetto descritto e' sempre uno, cio' che cambia e' la descrizione. Che pero' e' una descrizione che non cambia in relazione all'oggetto, ma in relazione al punto di vista. Questo salto di punto di vista, dalla prima alla terza persona, e' implicito nella distinzione dell'esempio iniziale, cioe' la distinzione tra esperienza e informazione esterna.
  167.  
  168. Allora, se ci siamo su questo punto, se cioe' si accetta che l'esperienza sia l'accesso all'informazione disponibile, distinta da informazione complessiva fuori. Allora anche la distinzione mente/corpo dovrebbe essere naturalmente accettata.
  169.  
  170. Infatti noi sappiamo che la coscienza rappresenta una minima parte dell'attivita' celebrale complessiva. Cioe' la coscienza ha accesso a una piccola parte di informazione, ad un ambito, che e' distinto dall'informazione totale, rappresentata dall'attivita' celebrale complessiva. Cioe' la coscienza opera una distinzione sistema/ambiente su di se', esattamente come nell'esempio di prima avevamo una distinzione tra la mia esperienza di dolore, distinta dall'informazione complessiva che rimane fuori, e che quindi non e' informazione accessibile, cioe' informazione che non e' parte della mia esperienza.
  171.  
  172. La mente, cioe' la coscienza, e' parte del processo celebrale complessivo, quindi "EMERGE" da quel processo, facendosi sistema. Creando una distinzione tra ambito interno, di informazione disponibile, e quello esterno a cui la coscienza non ha accesso diretto. Verso cui e' cieca (A TESTO [che mi sono dimenticato di mettere a video]: e qui in realta' non si dovrebbe parlare do cecita' ma di "anosognosia", ma evito di approfondire perche' non e' veramente importante per questo discorso).
  173.  
  174. Testo a schermo: "La coscienza non puo' affacciarsi ad osservare il processo celebrale complessivo, puo' solo auto-osservarsi. Quindi puo' solo osservare un ambito circoscritto di quel processo. Come fosse la sua parte terminale.
  175.  
  176. Ma, di nuovo, quella distinzione e' "illusoria", perche' in realta' il processo mentale segue le sue leggi. Non ci sono leggi nuove. Il processo celebrale segue sempre le sue leggi biologiche e fisiche, non c'e' una distinzione dentro/fuori perche' il processo e' sempre un processo fisico, sempre complessivo. Non ci sono distinzioni dentro/fuori, alto/basso, umano/non umano, naturale/artificiale. Ritornero' in seguito su questo punto.
  177.  
  178. La distinzione che abbiamo nella descrizione e' creata dal punto di vista da cui quella descrizione parte. Descrivendo appunto l'informazione disponibile a cui la coscienza ha acesso, distinta dall'informazione del processo celebrale complessivo.
  179.  
  180. La prospettiva interna cambia la descrizione ma non l'oggetto. Monismo a due aspetti. Ed e' per questo che anche una prospettiva estrema delle neuroscienze, come l'eliminativismo, non e' in contraddizione con quanto ho appena detto, ma si trova *dentro* questo stesso modello. Non e' altro che la descrizione data dal punto di vista esterno, oggettivo della scienza. Cioe e' di nuovo cambiata la prospettiva, siamo passati ad una terza persona.
  181.  
  182. Dall'interno invece, come nell'esempio banale iniziale, io ho un perimetro dell'informazione a cui io ho accesso, distinto dall'informazione fuori a cui non ho accesso. Che significa che e' informazione che si fa sistema rispetto all'ambiente. Una distinzione. Distinzione che pero' e' illusioria e scompare, dal punto di vista esterno, perche' il processo mentale segue le leggi fisiche di sempre.
  183.  
  184. La materia di cui e' composto un essere umano viene sempre dall'ambiente. Quando un essere umano nasce non arriva un anima che svolazzando come un uccellino va' a fare il nido nella scatola cranica. Alla nascita un essere umano non viene teletrasportato nella realta'. Cio' di cui e' composto viene sempre da un ambiente circostante. E' sempre stato ambiente, e sempre segue le leggi fisiche alla base. Ma, necessariamente, per quel tratto di tempo in cui quell'uomo e' in vita, la sua coscienza, cioe' per il suo punto di vista interno, avra' accesso soltanto a una piccola parte di informazione. Quindi necessariamente, naturalmente quella coscienza percepira' e rappresentera' se stessa distinta dall'ambiente circostante, cioe' dall' informazione complessiva.
  185.  
  186. Ora, per Dio, ci siamo o no su questo punto. Perche' se non ci siamo allora io tiro giu' il tessuto della realta' e vi vengo a menare uno per uno.
  187.  
  188. Perche' dove non arriva la logica, allora arrivano le mazzate.
  189.  
  190. Ovviamente sto scherzando.
  191.  
  192. Questa e' la collina su cui o si vince o si perde la battaglia. Se non ci capiamo non ha senso continuare.
  193.  
  194. In ogni caso siamo ad un punto di stallo, per cui le ipotesi metafisiche rimangono in uno stato potenziale valido ma non verificabile. Quindi non ci muoviamo da qui.
  195.  
  196. A questo punto, di stallo, mi sembra che Antimaterialista faccia un salto abbastanza avventato per tentare di portare il peso dell'evidenza dalla sua parte. Da una parte tira dentro la meccanica quantistica, e dall'altra le teorie sulla coscienza.  Quindi fin qui ha dimostrato, come io ho confermato, che l'ipotesi metafisica antimaterialista e' una ipotesi possibile, solida. Cioe' si e' trincerato all'interno della coscienza, ed essendo il punto di vista chiuso, quel punto di vista non e' scardinabile. L'ipotesi rimane ontologicamente chiusa. Come una stanza inchiavata dall'interno. Neanche il materialismo e' in grado di negare questo nucleo, ma prova solo a ricontestualizzarlo, a cambiargli di posizione nel sistema di riferimento.
  197.  
  198. Il salto verso la meccanica quantistica si presta a facili critiche. La meccanica quantistica, esattamente come le teorie sulla coscienza, rappresenta il piu' tipico god of the gaps. Il dio delle fenditure, degli interstizi. Degli abissi, ove si intende il vasto oceano, e il concetto di abisso come della parte di quell'oceano che non riceve la luce. Il punto e' che la meccanica quantistica, essendo una teoria tuttora largamente incompleta, si presta a facili manipolazioni. Ma il punto e' anche che, nonostante il vento, la corrente tiri largamente in una direzione specifica, la porta e' comunque molto aperta, ed e' del tutto possibile ricontestualizzare la MQ in vari modi, anche radicali. Per quanto chi studia in questo ambito cerchi in tutti i modi di tappare gli spifferi, comunque quei "gap" ci sono, e sono troppo sostanziali per chiudere veramente la questione.
  199.  
  200. Il problema pero' non e' che AM usa strumentalmente la MQ in un modo improprio per quel che riguarda la teoria scientifica stessa. Il problema e' invece che AM utilizza la MQ impropriamente dal punto di vista della sua costruzione filosofica e metafisica stessa.
  201.  
  202. Potrei esprimere il concetto molto semplicemente, ma preferisco fare un percorso piu' contorto ed elaborato perche' mi serve per portare alla luce delle strutture fondanti che servono poi non tanto a far affiorare le teorie di antimaterialista per confutarle o meno, ma a spingerle ancora piu' a fondo, cosi a fondo da magari tornare in superfice, verso le teorie neuroscientifiche all'avanguardia. Come se la costruzione del mondo fosse veramente endosferica, cioe' scavando verso il basso si ritorni necessariamente sempre verso la superfice.
  203.  
  204. Piccola parentesi metafisica, e piccolo salto indietro. Ho spiegato, parlando del punto cieco, come l'assenza di informazione sulla mancanza di informazione inganni la coscienza a non mettere in dubbio il fatto che l'immagine sia perfettamente completa. Thomas Metzinger, che e' uno tra i neuroscienziati piu' riconosciuti e importanti oggi, utilizza un concetto simile per spiegare l'immortalita'. Anche se io ne daro' una versione immensamente semplificata. Anche questo e' un tipico paradosso del punto di vista, ma non e' solo una nota a margine in questo discorso complesso. Questa nota a margine lo rappresenta tutto perche contiene lo schema di base. Quindi e' qui che ci avviciniamo alla VERITA'. Allora, se la coscienza percepisce solo se stessa, vuol dire che esiste solo nell'assenza dell'assenza. L'assenza dell'assenza equivale a presenza. Significa che il concetto di morte, quindi di assenza di coscienza, non e' un concetto manifestabile dalla coscienza stessa. Quindi non esiste. Possono morire "gli altri" in quanto manifestazioni all'interno della coscienza. Ma non puo' morire la coscienza all'interno di se stessa. Perche' quell'assenza non e' percepibile. Quindi l'unico stato possibile per una coscienza e' quello di presenza. Ironicamente la morte e' possibile solo se continui a vivere. Nel senso che, se passi all'oltremondo, cioe' una dimensione ipotetica oltre la morte, allora la coscienza potrebbe percepire la propria transizione. Eppure lo farebbe grazie al fatto che la coscienza persiste. E quindi persistenza, cioe' immortalita'. La morte e' possibile solo se la coscienza persiste, cioe' solo se la coscienza e' immortale.
  205.  
  206. (Video Metzinger + Saudino)
  207.  
  208. Ora torniamo al livello piu' squisitamente filosofico e metafisico. Prendo una citazione di Heinz Von Foerster:
  209.  
  210. "Poniamo un universo finito, U0, grande o piccolo quanto vogliamo, il quale e' racchiuso all'interno di una barriera adiabatica che separa questo universo finito da un qualsiasi meta-universo nel quale si trova immerso."
  211.  
  212. Che cos'e' la barriera adiabatica? E' semplicemente una barriera termodinamica. L'idea di base e' che l'universo interno e' chiuso rispetto a quello esterno, non passa nulla. Per semplificare il ragionamento e continuare ad un livello generale astratto dico che l'universo contiene informazione, e la barriera determina la chiusura operativa del sistema. Che vuol dire che l'informazione non entra ne esce da quell'universo interno. (Parentesi. Il concetto di barriera adiabatica non vieta *qualsiasi* trasferimento. Esistono le questioni che riguardano espansione e contrazione, o movimento rispetto al sistema piu' grande. Ma per il livello di astrazione su cui io uso il concetto, si parte dal postulato che... l'universo non sia un flipper.)
  213.  
  214. Questo che ho appena descritto e' un modello che definisco "compatibile" con la scienza. Il motivo e' che l'universo descritto, siccome e' chiuso, prevede solo che cio' che succede all'interno segua delle regole gia' stabilite. Cioe' siccome il sistema e' perfettamente chiuso, una volta che e' messo in moto si trasforma ed evolve seguendo le sue regole interne. Questa e' l'esatta descrizione scientifica del nostro universo, se visto dall'interno. Ovvero nessuno sa se il nostro universo sia l'unica cosa che esiste, o se invece questo universo sia contenuto all'interno di un meta-universo molto piu' vasto. L'unico principio che sta a base della scienza e' che il sistema sia perfettamente chiuso, e che quindi non ci possano essere delle intrusioni metafisiche che ne cambino il contenuto. Questo perche' un intrusione da fuori, una interferenza, significherebbe una violazione della chiusura.
  215.  
  216. (video Pigliucci + Dennett + Krauss)
  217.  
  218. Quindi viene ammesso che la scienza operi entro un ambito limitato. Che e' l'universo osservabile. Non e' escluso che esistano universi esterni. Mettiamo per ipotesi che esista effettivamente un dio alieno, che abbia costruito il nostro universo come una simulazione sul suo computer. Se questa ipotesi preserva la chiusura del sistema, cioe' che una volta avviata questa simulazione segua solo le sue regole interne, senza interferenze, questa ipotesi allora equivale al nostro universo cosi' come e' descritto dalla scienza. Ma ancor di piu', e qui sta l'aspetto piu' importante, per noi che stiamo all'interno e' del tutto irrilevante ipotizzare quello che e' fuori. In ogni caso il sistema in cui viviamo segue le sue leggi, se il sistema e' chiuso vuol dire che l'unica esistenza possibile, e quindi l'unica ontologia possibile, e' quella all'interno del sistema.
  219.  
  220. Attenzione, non e' importante che l'ipotesi metafisica non sia falsificabile e quindi non valida. Il punto e' che l'ipotesi metafisica e' letteralmente irrilevante perche' non produce alcun cambiamento. Non produce alcuna conoscenza. Le regole in vigore all'interno del sistema non cambiano secondo cio' che noi ipotizziamo sia fuori, perche' il sistema e' chiuso e perche' noi siamo dentro. Possiamo metterci a speculare con le teorie piu' assurde su cio' che realmente sta fuori, ma la questione non ha conseguenze perche' sia se sbagliassimo, sia se ci avessimo miracolosamente indovinato, la nostra vita all'interno rimarebbe la stessa.
  221.  
  222. Testo a video: La non falsificabilita' e' pertinente al discorso nella misura in cui non produce alcuna conseguenza.
  223.   Il punto e' che non e' importante se una tesi sia vera o falsa, ma se questa possa portare un cambiamento nel sistema.
  224.  
  225. Ma l'idea di Antimaterialista non corrisponde a questo schema. Infatti lo schema di realta' di Antimaterialista include due violazioni di base. La prima riguarda in parte il sistema di cui sopra. Quindi esiste un dio che "mette in atto" la costruzione della realta'. stabilisce alcune regole, quindi immette informazione. Secondo AM segue un "ordine naturale", un ordine fenomenico che stabilisce delle regole oggettive. Gli esseri umani non sono semplici sistemi inseriti nella realta', ma sono invece ESTERNI ad essa. Non sono cervelli perche' AM non crede nella materialita' del cervello. Quindi sono campi mentali, o anime. Che si collocano al di fuori del sistema, anche se percepiscono come se fossero immersi nel sistema.
  226.  
  227. Lo schema e' letteralmente identico a quello di un videogioco online con un server globale. Due violazioni alla chiusura: la prima da parte del programmatore che costruisce la simulazione, ma che e' esterna al funzionamento. La seconda e' che nel momento in cui la simulazione e' messa in atto, riceve un input esterno, che viene dal videogiocatore. La simulazione segue un "ordine naturale", fenomenico, ovvero delle proprie leggi interne che determinano quello che e' possibile o non e' possibile fare. Ma e' poi il videogiocatore che autonomamente agisce, all'interno della sua limitata e regolata liberta' di azione.
  228.  
  229. Questa e' una seconda violazione alla chiusura del sistema, perche' il videogiocatore esiste all'esterno della simulazione. E' un "agente". Compie delle scelte, dando un input, e quelle scelte influenzano il sistema e lo trasformano.
  230.  
  231. Il modello e', di fatto, identico a quello in cui credono la stragrande maggioranza delle persone. Ovvero un po' tutti pensano che il mondo sia governato da leggi fisiche fisse. Cosi' come un po' tutti pensano che il cervello abbia una componente "trascendente", che viola la chiusura del sistema, un'anima che gli conferisce la capacita' di decidere. Cioe' di imprimere al mondo un corso nuovo a seconda delle proprie scelte.
  232.  
  233. Questo nucleo, questo concetto di essere umano, di coscienza, di anima che si pone all'esterno del sistema, e' la culla di un problema controverso che ritorna costantemente anche nel dibattito pubblico comune. Cioe' la confusione radicale e continua tra naturale e artificiale. Pensate ai problemi etici, la manipolazione del DNA, gli OGM, ma anche e soprattutto le questioni sulla sessualita' dove molto spesso si usa la frase "E' contro natura". Cioe' questa confusione sulla dicotomia naturale/artificiale ha ramificazioni ovunque. E c'e' un enorme confusione tra cosa voglia dire naturale e cosa voglia dire artificiale, dove disegnamo il confine che li distingue. Sono dei concetti che assumono significati completamente diversi per ogni testa. e quindi come fai a discutere quando non esiste una mappa comune, dei significati condivisi coerenti?
  234.  
  235. Invece abbiamo una mappa coerente, ed e' talmente coerente da essere semplice. Basta guardare alle cose con una mente un minimo libera dalle tenebre del pregiudizio. La distinzione naturale/artificiale e' costruita su una distinzione equivalente che e' la distinzione natura/uomo. E' l'idea fondante del concetto di uomo che ne definisce l'artificialita'. L'uomo nasce artificiale e in opposizione alla natura. Perche' dico questo? Perche' e' chiaro che normalmente si penserebbe che l'uomo esista immerso nella natura, all'interno e parte del sistema naturale. quindi anche l'attivita' del'uomo esisterebbe all'interno dello stesso ambito. Quindi anche la scienza, la tecnologia. Invece non e' questa la descrizione che normalmente ne facciamo. Nel momento in cui l'uomo percepisce se stesso, percepisce se stesso distinguendosi da un ambiente, cioe' distinguendosi da tutto cio' che sta fuori, dal reale, dall'universo. L'uomo emerge rispetto un ambiente. L'uomo e' parte di un ambiente che opera una distinzione sistema/ambiente su se stesso. Quindi distingue se stesso da un ambiente. Operando questa distinzione si crea un dentro e un fuori, cioe' una identita' interna che distingue e riconosce se stessa come "altro" rispetto all'ambiente circostante. Ci sono *io*, e il mondo fuori da me. Io che ero immerso in quell'ambiente, ero parte di quell'ambiente. Osservando me stesso e distinguendomi dall'ambiente determino un verso, un punto di vista. La prima persona distinta da una terza persona. La distinzione tra soggettivo e oggettivo. Dentro e fuori. Che in termini Kabalistici metaforici corrisponde alla creazione del concetto di "egoismo". Nel momento in cui percepisco me stesso distinto dall'ambiente, allora divento autonomo e i miei desideri prendono forma in *opposizione* all'ambiente stesso. Sono un ambiente che si e' fatto uomo, e facendosi uomo non faccio piu' gli interessi del sistema complessivo, ma i miei. Perche' me stesso e' il limite della mia percezione.
  236.  
  237. Se riuscissimo a risolvere quello che in Filosofia della Mente e' conosciuto come "hard problem" (non conosco il termine esatto italiano, ma io lo tradurrei con una cosa tipo "problema ostico"), che semplificando e' la distinzione mente/corpo. invece di avere due insiemi, due punti di vista, ne otterremmo uno, la mente si reimmerge nel corpo, e quindi sparisce nel processo. Viene riassorbita.
  238. Che e' una idea metaforica, l'uomo e' bandito dall'Eden, dall'intimita' con dio (The vorrh). Dall'essere parte con il processo di origine. L'uomo diventa artificiale, quindi separato rispetto alla natura, "lontano dalla sua propria casa", lontano da Dio. Quindi negli inferi della materia, dove per materia non si intende la natura, ma il mondo percepito, la stessa dimensione di separazione. Un po' come l'albero dell'Eden rappresentava la conoscenza, per conoscere l'uomo si deve allontanare dalla Verita', perche l'uomo conosce attraverso l'atto di indicare e distinguere, quindi distinguendosi dal processo di origine. La distinzione in sistemi e il loro funzionamento e' un artificio dell'epistemologia umana (Sean Carroll). L'idea di inferno e dannazione deriva dalla percezione che ci forza ad essere su un livello individuale, e quindi a soffrire della separazione (che come si vedra' alla fine e' una separazione dall'informazione, cioe' il nucleo della coscienza). ASPETTAH! Tutta questa descrizione romantica "aderisce" allo stesso impianto formale. Cambia il linguaggio ma l'oggetto della descrizione e' lo stesso.
  239.  
  240. Se trovate questo processo confuso basta pensare che se non esiste una distinzione, allora e' chiaro che non puo' esserci autonomia. Noi invece intuitivamente crediamo nel concetto di uomo come sistema autonomo, capace di decidere. Cioe' autonomo rispetto alla natura. Quindi artificioso, artificiale. Questa artificialita' sta alla radice del concetto stesso di essere umano. E accompagna la storia dell'uomo da sempre. L'uomo e' sempre stato artificiale. E se invece vediamo l'uomo come parte del processo naturale, cioe' se ricomponiamo la frattura all'origine, allora l'uomo torna ad essere un processo.
  241.  
  242. Testo a schermo: "Io cerco il vuoto, che è la fine di ogni arte, di ogni storia, di ogni mondo." - Carmelo Bene
  243.  
  244. Un processo nel processo del sistema naturale, e quindi si ritorna ad uno spazio non divisibile, unico, che corrisponde quasi a un concetto spirituale e trascendente, un Adam Kadmon, cioe' il concetto di realta' come un fenomeno unico e indivisibile. Un assoluto.
  245.  
  246. Ma, ritornando di nuovo, questo non e' cio' che normalmente si pensa. Quello che normalmente si pensa e' che la coscienza abbia qualcosa, una qualita'  speciale, un carattere trascendente, che rende la stessa coscienza autonoma rispetto alla natura. E quindi distinta, non naturale, artificiale. Per quel che riguarda il sistema formale, la coscienza si dice "esterna" al sistema. Perche' se fosse interna sarebbe parte del processo, si dissolverebbe nel processo. Mentre per essere agente, deve essere autonoma, quindi capace di inserire informazioni nuove, che vengono dall'esterno.
  247.  
  248. Prendiamo tre ipotesi:
  249. - La prima e' il determinismo. Cioe' una catena causale. Sono leggi fisse, immutabili, che anche quanto sono mutabili lo sono seguendo regole fissate a monte, e che ne descrivono l'evoluzione.
  250. - La seconda ipotesi e' piu' antropocentrica: e' l'uomo che decide. Cioe' un agente. Non abbiamo piu' una catena causale lineare. Ma una struttura a bivi. Dove ogni bivio rappresenta la scelta autonoma e libera di un essere umano. Che quindi, scegliendo, conferisce al mondo un nuovo corso. Inserisce nuova informazione, appunto violando la chiusura del sistema. In quanto l'agente e' esterno al sistema stesso, e la mia scelta non e' governata dall'ambiente in cui mi trovo, come se fossimo nella prima ipotesi, ma e' una scelta autonoma. Quindi nuova, che conferisce al mondo un nuovo stato.
  251. - La terza ipotesi e' quella della casualita', della MQ per esempio. Ma attenzione che non e' l'uomo a decidere. Non e' un atto volontario. Prendiamo anche la versione di MQ piu' fantasiosa, cioe' quella che vuole che sia la coscienza umana necessaria a determinare la posizione delle particelle. Anche in questo caso non cambia poi molto. Non e' mai successo nella storia, penso, che uno scienziato abbia detto, siccome una particella appare in una determinata posizione in seguito a una misurazione, e siccome quella misurazione richiede che una coscienza umana vada a verificare che la misurazione e' avvenuta. Allora io DECIDO di voler trovare QUELLA particella in QUELLA esatta posizione. Cioe', anche se la MQ fosse, in maniera improbabile, dipendente dalla coscienza umana, questo non vuol dire in alcun modo che sia soggetta alla *volonta'* umana. Avere un modello probabilistico non vuol dire avere un modello dove l'uomo decide in base alla sua volonta' dove la particella appare.
  252.  
  253. La cosa interessante pero' non e' questa considerazione ovvia. La cosa interessante e' che questa terza ipotesi e' VERIFICABILE. Cioe', fosse vero che la coscienza influenzi la posizione delle particelle, allora questa interferenza dovrebbe essere misurabile scientificamente. Perche' produce anche una minima deviazione probabilistica dal modello. Se esiste un tizio che e' capace di influenzare il movimento delle particelle, allora questa deviazione puo' essere quantificabile. E quindi possiamo verificare scientificamente se questa ipotesi e' giusta o sbagliata.
  254.  
  255. E questa e' una chiave importante. Cosa e' successo? Perche' un'idea metafisica e' ricaduta in un ambito scientifico? Il punto e' che come detto sopra, fintanto che un'ipotesi metafisica rimane fuori dalla chiusura del sistema quella ipotesi rimane valida. Ma nel momento in cui una ipotesi metafisica agisce sul contenuto del sistema, allora la chiusura viene violata. Che vuol dire che quell'ipotesi metafisica e' entrata in ambito scientifico. E la scienza rimane silente solo fin quando la metafisica rimane fuori dal suo raggio d'azione. Una volta dentro, l'ambito metafisico si trasforma in scientifico. Le idee possono essere verificate.
  256.  
  257. Nel momento in cui dici, io CREDO che la Realta' sia invece una simulazione mentale, e che questa consapevolezza mi porti dei vantaggi concreti per la mia vita, perche' questa consapevolezza mi porta ad agire sullo strato reale della realta', e quindi di trasformarla. Questa affermazione passa da una tesi metafisica ad una ipotesi scientifica che puo' essere verificata. Non e' piu' astrazione. Non e' piu' ipotesi su cio' che c'e' la fuori. Riguarda l'interno, e riguardando l'interno riguarda una violazione della chiusura del sistema, e quindi una violazione delle sue regole. Quindi scienza.
  258.  
  259. E guardate pero' che questa e' un'arma a doppio taglio. Noi potremmo verificare domani che la scienza abbia totalmente fallito. Cioe' potrebbe succedere un evento clamoroso che viola le leggi della fisica, e noi tutti dovremmo accettarne solo le conseguenze. Il fallimento della scienza. Succede per esempio nella serie TV The Leftovers, che esamina appunto quello che succede nel momento in cui la scienza clamorosamente fallisce. anche se la serie si occupa piu' dell'aspetto sociale, che di quello teorico.
  260.  
  261. Il punto e' che questo evento non e' mai avvenuto nella storia. Non e' mai successo, nemmeno una volta che sia accaduto qualcosa di complessivamente inspiegabile. Puo' succedere anche domani, ma finche non si realizza diamo tutti per scontato che il mondo sia costante e che segua il modello fisico che conosciamo. Che ci porta all'ultimo punto.
  262.  
  263. Quello che io ho notato e' che AM utilizza spesso degli straw men. Per esempio costruisce un dialogo tra un antimaterialista e uno scientista. Lo scientismo e' una connotazione negativa di una posizione scientifica. Che vuol dire che AM dialoga con una ipotesi rivale che e' gia' stata indebolita su delle tesi irrazionali. AM non dialoga con uno scienziato, magari un minimo intelligente e capace di muoversi anche in ambito filosofico, dato che non saranno moltissimi, ma ci sono. Invece dialoga con uno scientista, ovvero gia' una posizione facilmente attaccabile dato che parte da alcune tesi che invece di essere scientifiche, parodizzano la scienza.
  264.  
  265. E non e' speculare. Dall'altra parte i "complottisti" si schierano come se fosse una guerra tra due tribu. Il sapere della comunita' scientifica che tutto controlla, contro un sapere antagonista e clandestino. Ma non e' speculare perche' questi complottisti non hanno mai una tesi unitaria da contrapporre, ma si dividono tra innumerevoli tesi contradditorie tra loro. Una per ogni testa. Nonostante questo ritrovano la propria identita' e costruiscono la propria unita' solo in funzione della contrapposizione all'altro gruppo. Non si "pestano i piedi tra loro", uniti contro il nemico, per combattere il barabaro fuori. Dentro e fuori. Visione duale, contrapposta.
  266.  
  267. Quindi, invece di aggrapparsi a una posizione scientista, che poi non si capisce neanche bene come difinire, provo a impugnarne una meglio posizionata. Cioe' qualcuno che lavora direttamente in ambito scientifico ma che si sa anche muovere bene in ambito filosofico e accetta anche di affrontare delle considerazioni puramente metafisiche. In questo caso provo a usare Sean Carroll. E' molto ben conosciuto, ha una ottima reputazione in ambito scientifico, e' un cosmologo principalemente, e anche un ottimo divulgatore. Inoltre e' sintetico, quindi e' perfetto per prendere dei pezzetti da appiccicare qui in modo da portare avanti il discorso in maniera completa.
  268.  
  269. ::::: PARTE 3 :::::
  270. ::::: PARTE 3 :::::
  271.  
  272. Io mi trovo a citare molto spesso una sua pagina di blog scritta tempo fa che si intitola: "Cio' in cui credo ma che non posso provare".
  273. Questo articolo tratta varie questioni, come per esempio la differenza tra una prova matematica e una prova scientifica. Ma in questo caso mi interessa il discorso piu' propriamente metafisico. Il concetto e' semplice. Antimaterialista dichiara che il suo straw man "scientista" e' un materialista convinto. Cioe' crede profondamente nella realta' materiale cosi' come la conosciamo. Senza ombra, (virgola) di dubbio.
  274.  
  275. Ora invece vediamo qual'e' la posizione di uno scienziato come Sean Carroll, tenendo sempre in considerazione il primo principio che avevo descritto all'inizio video: cioe' si prendono in esame non le tesi piu' deboli ed attaccabili, ma le posizioni forti. Sean Carroll offre quella che io considero la posizione scientifica piu' universale e radicalmente forte. Leggo.
  276.  
  277. "Non esiste alcun confine netto, nessuna linea chiara che attraversiamo e per cui una teoria passa dall'essere "solo una teoria" ad essere invece "provata con certezza". Piuttosto, lo scetticismo che riguarda questa supposta teoria si trasforma da  una "cautela prudente" ad essere considerabile come "del tutto assurdo".
  278.  
  279. Cioe' quel che vuol dire e' che una teoria scientifica non e' mai effettivamente certa. Non esiste mai un
  280.  
  281. "Fu allora che vidi il Pendolo. La sfera, mobile all'estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà."
  282. "perché lassù, da dove esso pendeva, e lungo l'infinito prolungamento ideale del filo, in alto verso le più lontane galassie, stava, immobile per l'eternità, il Punto Fermo. La terra ruotava, ma il luogo ove il filo era ancorato era l'unico punto fisso dell'universo. Dunque non era tanto alla terra che si rivolgeva il mio sguardo, ma lassù, dove si celebrava il mistero dell'immobilità assoluta. Il Pendolo mi stava dicendo che, tutto muovendo, il globo, il sistema solare, le nebulose, i buchi neri e i figli tutti della grande emanazione cosmica, dai primi eoni alla materia più vischiosa, un solo punto rimaneva, perno, chiavarda, aggancio ideale, lasciando che l'universo muovesse intorno a sé."
  283.  
  284. Non esiste mai un punto fisso che provi una teoria scientifica in maniera definitiva, e che da quel momento in poi diventi indiscutibile. Piuttosto e' un accrescimento progressivo di peso, di importanza, che spinge gradualmente quella teoria ad essere accettata con un certo grado di sicurezza. Ma la teoria rimane mobile, idealmente. Tenendo pero' conto che per spostare di nuovo una teoria che ha accumulato un peso considerevole, bisognera' esercitare una forza addirittura superiore. Una forza empirica. In poche parole, se tu vuoi dimostrare che qualche teoria fondamentale della fisica e' formulata in maniera errata o fuorviante, ti servira' un sistema di riferimento empirico ancor piu' solido e complessivo e completo. Quindi, per quanto poco probabile, la porta rimane aperta.
  285.  
  286. Quando AM impugna la prospettiva scientifica "scientista" lo fa per criticare una fede nella materialita' della realta'. Ma la scienza invece *non* procede per dogmi, anche se sono empirici. La scienza rimane invece mutabile. Quindi, punto uno, lo "scientismo" e' una posizione estremizzata, una caricatura della scienza, che AM utilizza come straw man. Ora vediamo il punto due, cioe' quella che e' invece una posizione scientifica filosofica piu' "propria" all'argomento che sto affrontando. Leggo di nuovo:
  287.  
  288. "Ancorpiu', anche quando crediamo che la conclusione a cui siamo giunti sia oltre ogni ragionevole dubbio, comunque continuiamo a pensare che si tratti di una approssimazione, che probabilmente (o certamente) verra' rivista a un certo punto."
  289.  
  290. Cioe' la scienza ci fornisce una approssimazione del mondo. Una mappa. Il progresso scientifico rappresenta l'aumento del grado di precisione di quella mappa. E l'ideale scientifico ultimo e' arrivare a una mappa talmente precisa che corrisponde perfettamente al "territorio".
  291.  
  292. La scienza fornisce una approssimazione della descrizione del mondo, fatta di principi che rimangono mobili in potenza. Quindi non dogmi. Continuo a leggere.
  293.  
  294. "Il Wittgenstein giovane non avrebbe ammesso a Bertrand Russell che non ci fosse alcun rinoceronte nella stanza, perche' non poteva essere assolutamente certo che i propri sensi non lo ingannassero. Ma il Wittgenstein piu' adulto capi' che una posizione cosi' pura e radicale rende il concetto di "sapere" (o "credere") del tutto inutile."
  295.  
  296. Qui si passa a delle considerazioni piu' filosofiche ma seguendo quello che e' stato detto sulle conoscenze scientifiche. Non puoi dare per scontato che NON ci sia un rinoceronte nella stanza. Perche' i tuoi sensi possono ingannarti. Pero' normalmente CREDI, cioe' SCOMMETTI sul fatto che non ci sia alcun rinoceronte. Continuo a leggere:
  297.  
  298. "La ricerca di certezza nel sapere empirico, cioe' nell'ambito del sapere empirico, e' una chimera. Potresti sempre essere un cervello dentro un barattolo, o tormentato da un demone malvagio, o semplicemente un programma di intelligenza artificiale che sta girando sul computer di qualcun'altro - a cui vengono somministrati "dati sensibili" sempre piu' ingannevoli che ti portano a conclusioni sbagliate riguardo la vera natura della realta'. Oppure, con una svolta piu' moderna, potresti essere un Cervello di Boltzmann - un fluttuazione termica, generatasi spontaneamente da un bagno termico e disponendo di convincenti (ma del tutto errati) ricordi del passato. Ma - e questo e' il punto - non avrebbe senso agire se una qualsiasi di queste ipotesi fosse effettivamente vera."
  299.  
  300. Quella conclusione li', cioe' la dichiarazione conclusiva che vuole che "non avrebbe senso agire se una qualsiasi di queste ipotesi fosse effettivamente vera", dovrebbe essere intuitiva. Cioe' chi ascolta dovrebbe aver capito il punto senza ulteriore analisi. Ma invece chiediamoci PERCHE'. Non basiamoci sull'intuito, basiamoci sull'informazione piu' pura, sul sistema formale, dato che in questo video ne ho fornito uno che lavora in modo semplice.
  301.  
  302. Allora, AM sostiene che e' importante immaginarsi l'esistenza e il funzionamento del meta-universo. La Kabbalah che un po' io ho studiato e' affascinante perche' non solo pure sostiene che il mondo materiale sia soltanto una simulazione, non solo immagina un dio che costruisce e mette in moto il sistema, ma la Kabbalah si spinge oltre perche' descrive dettagliatamente il funzionamento metafisico di questo meta-universo complessivo, cioe' il funzionamento di cio' che sta fuori. Che come costruzione umana e' incredibilmente interessante. Ci possiamo immaginare infinite possibilita' su cio' che esiste fuori dall'universo visibile. Possiamo immaginare di reincarnarci continuamente in nuove vite. Philip Dick, che e' l'autore principe della metafisica applicata al reale, in una storia descrive una realta' che continuamente si trasforma, ma per cui le persone che vivono all'interno non si rendono conto di nulla, perche' se tutto si trasforma, anche radicalmente, i propri ricordi si adattano velocemente e si riconfigurano in maniera coordinata a tutto il sistema. Quindi queste persone non avendo una informazione storica, cioe' una traccia della trasformazione avvenuta, possono solo aver coscenza del livello sincronico della realta'. I loro ricordi stessi si trasformano insieme alla realta'. Quindi per loro, nella loro prima persona soggettiva, non avviene mai alcuna mutazione del sistema. Il sistema appare sempre stabile, anche se noi lettori in funzione di un punto di vista esterno sappiamo che quella stabilita' e' solo una illusione.
  303.  
  304. Testo a schermo: Westworld: nella serie TV gli androidi vengono continuamente riciclati in altri ruoli. I loro ricordi sostituiti.
  305.   Ma senza memoria della propria storia, la loro coscienza puo' solo credere di aver vissuto una sola volta.
  306.  
  307. Cio' che e' importante non e' notare la capriola mentale, il virtuosismo di immaginazione di Dick, ma capire che la descrizione di quel mondo si applica ipoteticamente 1 a 1. Cioe' quello che Dick descrive potrebbe essere ESATTAMENTE la realta' in cui viviamo. E' un'ipotesi metafisica, compatibile con la scienza che abbiamo al 100%. Possiamo anche immaginare che se la realta' e' una simulazione allora questa simulazione puo' essere messa in pausa e poi ripresa. Perche' "da dentro" noi non avremmo i dati che ci forniscono la conoscenza di quello stacco. Cosi' come la coscienza quando si spegne perche' dormiamo (semplificando), noi percepiremmo solo una continuita', senza pause, senza salti.
  308.  
  309. Oltretutto la tesi di AM compensa un po' una carenza epistemologica di Matrix, il film. Quando Neo si risveglia dalla matrice, il suo corpo e' sempre lo stesso. Abbiamo Keanu Reeves nella matrice e anche fuori. Ha lo stesso corpo e la stessa mente. Potremmo dire che questo corpo si muove tra due ambienti radicalmente diversi. E anche questo e' comunque un approccio conservativo, perche' anche nel mondo delle macchine vale sempre la legge di gravita', si suppone di essere sul pianeta terra che gira attorno al sole e cosi' via. Quello che intendo dire e' che nel momento in cui la realta' e' simulata al 100% allora non necessariamente mantiene un legame ideale con l'esterno.
  310.  
  311. Testo a schermo: ISOMORFIA
  312.  
  313. Nulla impediva a Neo di risvegliarsi nel corpo di Morpheus, invece. O in una realta' con aspetto e leggi fisiche radicalmente diversi.
  314.  
  315. Ricordo una conferenza di TED, che linko nella descrizione, estremamente importante perche spiega bene quello che e' il carattere distintivo della scienza rispetto al resto. E non e' il metodo sperimentale. Semplificando il concetto del video, la caratteristica di una buona teoria scientifica e' la sua precisione. La precisione e' importante perche' o le cose funzionano esattamente come la teoria descrive, oppure la teoria deve essere abbandonata. Non e' possibile continuamente riadattarla per mantenerla valida, o funziona o non funziona. Una teoria metafisica ha invece la caratteristica opposta, ci possiamo immaginare infinite variazioni. Ed e' questo quello che intendevo quando dicevo che nella cecita' piu' assoluta AM ha la pretesa di cogliere l'essenza della realta'. Quella sua descrizione della matrice divina ha la caratteristica di essere... vaga. E quindi facilmente riesce a soddisfare una serie di requisiti necessari. Anche per questo ho citato la Kabbalah perche' da una parte preserva tanti degli stessi principi, ma dall'altra descrive precisamente il lavoro dei circuiti della matrice. Cosa che la rende, se non credibile, per lo meno interessante.
  316.  
  317. Nella tesi di AM la proiezione della realta' e' coordinata per tutte le menti che vi partecipano, questo per evitare una visione soggettiva solipsista. Seguendo quanto detto, cioe' la necessita' di precisione in una teoria scientifica, la forza della teoria di AM invece e' inversamente proporzionale alla sua validita'. Perche' si fonda su una virtualita' di fondo, e quindi a un'esplosione di potenzialita'.
  318.  
  319. Quale e' la dimostrazione che determina che l'ipotesi sia AM sia quella giusta. Chi ti dice che le altre "anime" non siano invece loro stesse solo simulazioni. Chi ti dice che il dio che proietta la realta' invece non decida di proiettare realta' diverse per ogni mente o anima, o inserire delle alterazioni alle leggi di base dove gli pare. Oppure, chi ti dice che soltanto una parte di queste menti siano effettivamente attive, mentre altre non possano essere virtuali?
  320.  
  321. Il punto e' che si possono immaginare infinite variazioni, tutte ugualmente legittime e solide, anche mantenendo una stessa impronta. Come fai ad indovinare quella giusta. Invece AM immagina come se ci fosse una convergenza metafisica e filosofica. Letteralmente un imbuto logico. Mmbuti, numerosi mmbuti. Per il quale, seguendo semplicemente la logica, noi pian piano scartiamo ogni ipotesi tramite il lavorio filosofico per arrivare ad averne una sola. L'unica che sia effettivamente solida e impermeabile all'essere messa in dubbio. Che ha resistito all'analisi introspettiva filosofica. E che quindi corrisponde alla Verita' ontologica. UMINEKO (che mi sono dimenticato)
  322.  
  323. Eppure se guardiamo a tutti i *secoli* di lavoro filosofico, la filosofia non ha mai portato ad una conclusione univoca. Lo fa la scienza, che costruisce quel tipo di imbuto. Ma la filosofia ha solo moltiplicato possibilita', non le ha ridotte, non ci ha mai portato piu' vicini alla verita'. La filosofia moltiplica le domande.
  324.  
  325. "La filosofia si accapiglia intorno a un particolare tipo di 'Visione d'Insieme', uno in cui riconosce la natura teorica delle proprie tesi, ma che rimane ben fuori dall'arbitrato scientifico. La filosofia e' quindi forse meglio definita come il tentativo di comprendere come le cose in genere sono organizzate, tenendo presente l'assenza di prove chiare.
  326.  
  327. Questo spiega perche' la presenza di filosofi in ambito scientifico generalmente stia ad indicare una "controversia", mentre la loro assenza indichi un "consenso". Non e' tanto l'avere un ambito comune che li unisce, quanto il relativo disorientamento."
  328. (R. Scott BAKKER, "On Alien Philosophy")
  329.  
  330. Quindi torno alla questione posta sopra dalla conclusione di Sean Carroll. Cioe' non la convinzione dogmatica che il mondo sia materiale esattamente come lo conosciamo che non e' propria della scienza, ma l'incapacita' ad agire altrimenti. Se prendiamo l'insieme delle ipotesi metafisiche, che sono tutte contradditorie tra loro, ma sempre valide e possibili se prese singolarmente, la parte importante di questo insieme di teorie metafisiche e' capire perche' costutiuscono un insieme, appunto. Capire cio' che le accomuna. Qual e' il principio di base che le rende TUTTE possibili? Il principio di base e' la chiusura del sistema, la barriera narrativa, il fatto che possiamo interagire solo con informazioni gia' interne al sistema. Perche' il sistema stesso e' chiuso rispetto al proprio funzionamento.
  331.  
  332. Se prendiamo lo schema inziale, in realta' per le leggi stabilite su puo' capire che anche se idealmente abbiamo un insieme/universo contenuto in uno piu' grande, a causa della chiusura operativa del sistema interno i due sistemi sono di fatto separati. Cioe' sono due sistemi che non si intersecano (sempre per la chiusura adiabatica). Come se ritagliassimo il sistema interno e lo spostassimo fuori. Perche' il sistema interno e' di fatto, operativamente, autonomo. Diventa evidente che le informazioni, su base metafisica, che noi ipotizziamo prendere parte al gioco del sistema primo, non hanno alcuna rilevanza all'interno del sistema secondo. Perche'? Perche'? Perche' qui sta il punto importante.
  333.  
  334. Se noi ipotizziamo informazioni che sono parte del primo sistema, l'ipotesi di quelle informazioni esiste gia' in potenza dentro il sistema secondo. Cioe' non arrivano mai delle informazioni dal sistema primo verso il sistema secondo. L'ipotesi metafisica costruisce delle ipotesi, cioe' delle informazioni, e le colloca virtualmente nel sistema primo. Ma questo tipo di movimento e' vietato. e' vietato dalla chiusura del sistema che stabilisce che non ci puo' essere trasferimento di informazioni da un sistema all'altro. E' evidente quindi che questo tipo di ipotesi non producano conseguenze perche' le informazioni non sono valide. Sono state mal poste, mal interpretate. Cioe' abbiamo fatto un esercizio mentale che non porta alcuna conseguenza perche' quell'esercizio compie un tipo di operazione non valida. O meglio ha pensato fosse possibile disporre le informazioni in un certo modo, non rendendosi conto che questa configurazione e' vietata dalla struttura stessa del sistema. Il risultato e' che queste informazioni non possono essere utilizzate perche' provengono da un luogo, un ambito, che e' per noi irraggiungibile a causa della chiusura del sistema.
  335.  
  336. Se una realta' e' fittizia, ma e' proiettata identica per tutti, ALLORA quella realta' e' al 100% oggettiva. Proprio perche' nessuno la puo' alterare soggettivamente. Quale sarebbe in questo caso la differenza con una descrizione puramente scientifica. L'unico aspetto non scientifico e' il postulato di base, cioe' che la realta' e' fittizia. Ma nella scienza non e' che partiamo da un postulato opposto. Semplicemente evitiamo di riccorere a dei dogmi. Quindi ci basta la descrizione interna senza dover guardare oltre.
  337.  
  338. Materiale e immateriale diventano esattamente la stessa cosa, perche' descrivono lo stesso sistema interno. La differenza consiste in descrizioni che sono diverse solo dal punto di vista esterno. Ma a cui noi non abbiamo accesso perche' il sistema interno e' chiuso. Addirittura e' virtuale quindi opera al 100% autonomamente.
  339.  
  340. Attenzione pero'. La tesi di AM non e' costruita come quella che ho appena esaminato. Quella che ho appena esaminato e' la tesi generale scientifica, che si occupa e descrive l'interno del sistema, disinteressandosi dell'esistenza reale o ipotetica del meta-universo. La tesi di AM poneva di base una violazione alla chiusura del sistema, perche' le anime che ricevono la proiezione della simulazione non sono interne al sistema, alla simulazione. Ma sono agenti esterni. Ancor meglio, e' proprio perche' sono all'esterno che diventano agenti, cioe' in grado di imprimere un cambiamento all'ambiente stesso. Il cambiamento avviene perche' siccome gli agenti sono esterni, allora possono inserire nel sistema informazione che non faceva gia' parte del sistema. Quindi questi agenti possono perturbare l'ambiente interno del sistema. Possono interferire. Possono produrre un cambiamento. La tesi di AM segue da questo punto. Lui sostiene che se si e' consci della virtualita' della realta' del sistema. Cioe' del fatto che il sistema stesso e' una proiezione, allora questa consapevolezza crea la possibilita' di trasformare il sistema in maniera ancora piu' profonda, cioe' ottenendo una certa flessibilita' dell'ordine naturale delle regole che governano il sistema. Ovvero, secondo quello che lui dice, e' possibile ottenere delle condizioni piu' favorevoli attraverso la recitazione di alcuni "mantra", e attraverso delle tecniche di concentrazione, o di meditazione.
  341.  
  342. Questa posizione io la posso definire in termini tecnici come: "piscare fuori dal vaso". E adesso spiego il motivo.
  343.  
  344. Ora, questo aspetto e' del tutto coerente con la sua costruzione teorica. Appunto perche' le informazioni degli agenti, dell'agente, arrivano da fuori. Il problema e' di natura diversa. E cioe', nel momento in cui tu alteri il sistema in maniera non banale, cioe' introduci informazione di natura metafisica, di natura esterna al sistema, allora nel momento in cui questa informazione entra nel sistema, questa informazione entra nell'ambito della scienza. Che vuol dire che tutta questa costruzione metafisica che ho appena descritto puo' essere testata. Cioe' possiamo andare a vedere concretamente se e' vera o falsa.
  345.  
  346. Perche'. Voglio sottolineare il punto. Nella precedente descrizione i due sistemi erano separati. E quindi ipoteticamente tutto cio' che riguardava il meta-universo era irrilevante. Proprio perche' gli insiemi non si intersecano. Ma nella tesi di AM le informazioni si muovono da fuori a dentro, dall'agente al sistema. E nel momento in cui questo succede significa che gli insiemi si intersecano, e se gli insiemi si intersecano allora l'informazione metafisica entra in ambito scientifico, cioe' l'interno del sistema. E superando quel limite, quella barriera, l'informazione metafisica si espone all'indagine scientifica. Che oltretutto non vuol dire che l'indagine scientifica uccide l'ipotesi metafisica senza pieta' nel momento in cui e' uscita dal rifugio in cui si nascondeva.
  347.  
  348. Testo a schermo: - Se il sistema e' chiuso, allora l'ipotesi metafisica e' ammessa ma anche non verificabile.
  349.   - Se il sistema e' aperto, allora Universo e Meta-Universo si intersecano, e l'ipotesi metafisica si trasforma in verificabile.
  350.   Entra nel campo d'osservazione dello sguardo di Mordor della scienza.
  351.  
  352. Proprio perche' abbiamo a che fare con la scienza, e quindi l'assenza di dogmi. Potrebbe benissimo essere il contrario, cioe' che si verifichi che l'ipotesi metafisica sia corretta.
  353.  
  354. Per fare un esempio idiota. Mettiamo AM abbia un mantra che faciliti il passare gli esami universitari con un buon voto. Questa ipotesi """"metafisica"""" e' testabile. Possiamo prendere due gruppi nutriti di persone, uno di questi che fa uso di mantra (*droghe) e l'altro no. E vedere se pian piano non viene fuori qualche evidenza statistica. Se tu ipotizzi un cambiamento sulla realta', quel cambiamento e' testabile. cosi' come se tu ipotizzi che la volonta' umana determini la posizione delle particelle provocando il collasso d'onda, allora l'effetto della volonta' umana diventa misurabile. Poi e' ovvio, anche se venisse fuori un'evidenza statistica dall'esempio di prima rimarremmo ancora lontani da una conclusione certa. Potrebbe tranquillamente essere che i migliori voti del gruppo che usa mantra non siano dovuti a una trasformazione della realta', ma semplicemente al fatto che ripetendosi continuamente un certo obbiettivo siano piu' facilmente concentrati a portarlo avanti. Cioe', e' molto probabile che l'uso di mantra piu' che avere un potere di trasformazione della realta' abbia un potere di suggestione. Come e' ovvio.
  355.  
  356. Testo a schermo: Perche' possiamo parlare di suggestione?
  357.  
  358. Testo a schermo: Perche' non viene mai ottenuto un effetto rilevabile sul mondo esterno.
  359.  
  360. Testo a schermo: L'unico processo coinvolto e' interno al processo mentale stesso.
  361.   Suggestione di se' = un processo che ricorsivamente si infulenza
  362.   (senza esserne consapevole, senza osservare).
  363.  
  364. Ma perche' anche questo ultimo punto e' importante? Perche' ci offre una prospettiva leggermente diversa, ma quasi speculare. Il potere di suggestione e' un potere che agisce sulla percezione. E noi stiamo ragionando, dall'inizio del video, del rapporto tra ontologia ed epistemologia. Cioe' dal rapporto tra realta' e percezione della realta'.
  365.  
  366. La mia conclusione, costruita sulla tesi di AM, e' che, se abbiamo una struttura come quella scientifica descritta, dove il sistema e' perfettamente chiuso, allora la scienza deve ammettere l'ipotesi metafisica, ma quest'ipotesi e' irrilevante perche' i due sistemi non si intersecano. Conta solo il sistema di cui tu sei abitante. Se invece prendiamo la struttura descritta da AM, abbiamo una intersezione, cioe' diciamo che le menti hanno il potere di alterare la realta'. Ma se questo succede, allora quella differenza di stato diventa misurabile. Non e' piu' un ipotesi metafisica che si nasconde nell'ultramondo remoto e irraggiungibile, al di fuori del raggio d'azione della scienza. Ma diventa presente, ed essendo presente si presta ad essere illuminata dall'indagine scientifica.
  367.  
  368. La cosa importante di questo discorso e' aver costruito un sistema di riferimento attraverso cui esaminare una serie di ipotesi. Che vuol dire che non si parte da un pregiudizio o una tesi da provare, ma solo dal definire un sistema valido di indagine, e poi "andare a vedere" il risultato. Senza partigianerie.
  369.  
  370. Testo a schermo: (Cosi' come non si puo' provare l'esistenza del meta-universo, ne' andare a verificare la sua sostanza, cosi' non si puo' neanche provare la sua inesistenza. In entrambi i casi non abbiamo informazioni disponibili per farlo.)
  371.  
  372. A video: AM: "Una cosa senza prove empiriche e' da ritenere falsa".
  373.  
  374. Testo a schermo: Ma nessuno infatti sosterrebbe una assurdita' simile.
  375.   Si dice semplicemente che un'idea che non puo' essere verificata e' "indecidibile" = non abbiamo abbastanza informazioni per poter decidere.
  376.  
  377. Testo a schermo: Ad uno stadio successivo interviene un'epistemologia pragmatica: fino al momento in cui un argomento rimane fuori dalla mia dimensione, e' inutile che mi esprima. Perche' non ho informazioni per farlo.
  378.   Non posso esprimermi = non esiste (fino al momento in cui esiste)
  379.   Oggi, l'argomento non esiste. Dove per "non esiste" non si intende una posizione tra Vero e Falso, ma una posizione che viene ancor prima: questo argomento e' fuori dalla mia realta', fuori dalle regole (interne) che costituiscono il mio essere.
  380.  
  381. Testo a schermo: RELIGIONE E METAFISICA:
  382.   Se l'Universo e' chiuso operativamente rispetto al Meta-Universo, allora necessariamente bisognera' CREDERE a una teoria sul Meta-Universo. Perche' Sistema Chiuso significa sistema autonomo. Quindi senza informazioni sul fuori. Senza prove del fuori.
  383.   Tanto la Religione quanto la Metafisica non possono portare alcuna prova e devono necessariamente fondarsi sulla FEDE.
  384. Testo a schermo: Fede = credere in assenza di informazione.
  385.   Fare virtu' della cecita'.
  386. Testo a schermo: Arroganza epistemologica, se vuoi.
  387.  
  388. Nota a posteriori e riepilogo.
  389.  
  390. Testo a schermo: ANCORA !?!
  391.  
  392. Se partiamo da una costruzione del sistema della realta' di tipo scientifico, allora necessariamente questo sistema di cui siamo "abitanti" e' un sistema autonomo. Perche' autonomo? Perche' se non lo fosse, allora ammetteremmo la possibilita' di avere della magia, cioe' delle interferenze metafisiche che continuamente punzecchiano la nostra realta' e la modifficano arbitrariamente.
  393. Che cos'e' la scienza? E' una rimozione dell'arbitrato. Cioe' e' una descrizione in terza persona, ovvero oggettiva. Cioe' secondo la teoria dei sistemi, e' una descrizione che proviene "da fuori", proprio per rimuovere l'arbitrato, che e' invece soggettivo, interno e parziale.
  394. Questo e' il mio linguaggio per arrivare a dire che il sistema e' chiuso. Sistema chiuso significa che ha un funzionamento autonomo. Operativamente chiuso.
  395. Quindi dovremmo essere d'accordo a dire che la descrizione della realta' di tipo scientifico viene tradotta in questo tipo di rappresentazione come "sistema chiuso".
  396.  
  397. Perche' pero' parlo in maniera specifica di sistema chiuso, cioe' autonomo. Non a caso. Ma perche' faccio un piccolo salto da quella che e' la descrizione precisamente scientifica a un discorso piu' filosofico e metafisico: la scienza non e' in grado di esprimersi sulla possibilita' che ci sia "dell'altro" al di la' del nostro universo e della nostra realta'. L'unico requisito necessario per la scienza e' che questo "altro" non abbia un effetto sulla nostra realta'. Che e' esattamente un concetto che si riassume con il dire che: il sistema e' operativamente chiuso, con un funzionamento autonomo.
  398.  
  399. Noi esseri umani, in quanto abitanti di questo sistema della realta' operativamente chiuso, non siamo altro che "sistemi", a nostra volta, che prendono le informazioni disponibili all'interno di questo sistema, e in base a queste informazioni, costruiamo le nostre teorie su come questa realta' funzioni. Fin qui ci siamo.
  400.  
  401. Ora, tenendo presente questa costruzione, passiamo alla diatriba annosa tra materialismo e antimaterialismo. Una risposta a questa questione sarebbe necessariamente un'affermazione di tipo ONTOLOGICO. Perche' decidere tra materialismo e antimaterialismo non corrisponde a una descrizione relativa al punto di vista interno al sistema, come ho appena descritto. Ma riguarda invece il fondamento della realta', quindi necessariamente quella che e' la dimensione ESTERNA del sistema chiuso. Cioe' il meta-universo, la dimensione piu' esterna possibile.
  402.  
  403. Anche nel caso in cui non ci sia assolutamente NULLA fuori dal nostro universo, comunque, paradossalmente, dobbiamo *sapere* che non ci sia nulla, per poter fare un'affermazione ontologica. Questo paradosso gia' ci dovrebbe suggerire quella che e' la risposta definitiva.
  404.  
  405. Per poter rispondere a quella diatriba, noi dobbiamo fare un'affermazione. Per poter fare un'affermazione noi dobbiamo avere delle informazioni, su cui basare l'affermazione stessa. Ma un'affermazione ontologica riguarda informazioni che sono "residenti" nel meta-universo, mentre noi come esseri umani abbiamo solo accesso alle informazioni interne al nostro universo. Che ci permettono di fare una descrizione scientifica del nostro sistema, descrizione che e' relativa al funzionamento interno autonomo.
  406.  
  407. Testo a schermo: Nota: questo e' lo sviluppo del principio di falsificabilita', nel caso specifico in cui l'ipotesi sia che il meta-universo non esista.
  408. Testo a schermo: Se il meta-universo NON ESISTE, allora l'informazione contenuta nel meta-universo essa stessa non esiste.
  409. Per questo motivo, essendo l'informazione non disponibile, non possiamo verificare alcuna non-esistenza. L'informazione sulla non-esistenza, non potendo esistere di fatto, puo' essere solo visibile in forma astratta: come ipotesi e immaginazione.
  410. Testo a schermo: E' quindi ERRATO dire che il meta-universo non esiste. Perche' non abbiamo informazioni per farlo.
  411. Testo a schermo: Ma e' invece possibile, correttamente, arrivare a dire che il nostro universo funzioni in forma autonoma. Se il funzionamento del sistema e' autonomo significa che non serve altro.
  412.   La descrizione si dice sufficiente.
  413.  
  414. Quindi, come esseri umani, non possiamo fare affermazioni di tipo ONTOLOGICO perche' a causa della chiusura del sistema abbiamo un orizzonte che divide l'informazione interna al sistema dall'informazione esterna, a cui invece non abbiamo alcun accesso. Possiamo fare delle affermazioni relative al nostro punto di vista, ma non affermazioni ontologiche. Possiamo fare delle ipotesi ontologiche, cioe' immaginando l'informazione fuori, del meta universo. Ma in quanto questa informazione e' immaginata, significa che il materiale dell'informazione e' sempre materiale INTERNO al nostro sistema. L'immaginazione umana non si crea dal nulla, e' fatta di MATERIA del sistema, quindi di  un tipo di informazione che era gia' disponibile all'interno del sistema.
  415.  
  416. L'immaginazione umana conferisce l'illusione di poter andare fuori, di affacciarsi alla finestra del meta universo. Ma e' appunto un'illusione, perche' il nostro sguardo non e' mai verso il fuori, ma sempre torna dentro. Si richiude, o al massimo, quella che noi pensiamo essere una finestra sul fuori si comporta invece come uno specchio. L'informazione ipotetica e' sempre informazione interna.
  417.  
  418. Quindi, a causa di questa barriera, noi non possiamo mai vedere veramente niente. Che significa che per la costruzione del sistema, noi non possiamo fare affermazioni ontologiche. Non abbiamo informazioni per farle.
  419.  
  420. Che vuol dire: materialismo e antimaterialismo sono ipotesi che si cancellano a vicenda. Sono entrambe nettamente sbagliate. In quanto esseri umani, la costruzione del sistema ci obbliga a un punto di vista relativo interno. E relativo significa che non abbiamo informazioni per poter fare ALCUNA affermazione di tipo ontologico.
  421.  
  422. Possiamo pero' ambire a descrivere il mondo che ci circonda.
  423.  
  424. In modo romantico si potrebbe dire che il sistema e' costruito in modo ingegnoso, geniale. Perche' la chiusura del sistema funziona come una barriera artificiale che ci obbliga ad occuparci di cio' che ci circonda. Di... stare al gioco. La struttura del sistema e' come un nastro di Moebius, dove noi camminiamo per riuscire ad andare altrove, ma sempre torniamo allo stesso punto.
  425.  
  426. ::::: PARTE 4 :::::
  427. ::::: PARTE 4 :::::
  428.  
  429. Veloce riepilogo.
  430.  
  431. Testo a schermo: Hai veramente rotto il cazzo con questi riepiloghi.
  432.   BASTA!
  433.  
  434. Ho tentato di mostrare come il principio di base da cui parte AM e' del tutto legittimo e solido. Non e' possibile attaccarlo ne dal punto di vista filosofico, ne dal punto di vista scientifico. Ma siccome i due insiemi sono separati e non si intersecano significa che quella ipotesi metafisica e' solo una tra innumerevoli ipotesi altrettanto solide e plausibili. Queste ipotesi sono contradditorie tra loro quindi e' evidente che dal punto di vista ontologico, della verita', solo una puo' essere considerata "Vera". Pero', siccome il sistema e' chiuso, gli esseri umani non hanno la possibilita' di uscire dal punto di vista in cui sono chiusi, manifestare la contraddizione, e quindi andare a verificare la realta' fuori. E sempre siccome i due insiemi non si intersecano, qualsiasi ipotesi che riguarda il meta-universo e' costituita da informazione ipotetica, che viene dislocata in uno spazio non suo, e che quindi viola la chiusura, e quindi non porta ad alcun cambiamento. Perche' e' informazione virtuale. E quindi non porta ad alcun uso pragmatico. Quello che Sean Carroll descrive come "non avrebbe senso agire se una qualsiasi di queste ipotesi fosse effettivamente vera."
  435. Il secondo passo (che nel discorso e' stato l'ultimo affrontato) e' stato quello di capire che anche la chiusura del sistema e' una delle possibilita' in esame. Non una certezza. Nell'ipotesi di AM il sistema e' aperto. Anche questa possibilita' e' del tutto plausibile. Il risultato pero' e' che nel momento in cui il sistema e' aperto allora gli insiemi si intersecano, e quindi diventa possibile verificare direttamente l'informazione metafisica. Mentre nel primo caso avevamo innumerevoli ipotesi tutte valide seppur contradditorie, proprio perche' non si poteva "andare a vedere", nel caso del sistema aperto l'apertura del sistema rende automatica la possibilita' di verifica. Si realizza cioe' un vero scontro diretto tra scienza e metafisica. Puo' vincere la scienza come puo' vincere la metafisica (vedi di nuovo The Leftovers).
  436.  
  437. Testo a schermo: Il sistema scientifico ha come suo principio, come gia' visto, di essere "autonomo". Quindi nel momento in cui il sistema diventa un sistema aperto, il sistema scientifico si "espande" per aderire al nuovo limite esterno. Che e' un altro modo per dire che l'informazione metafisica entra in ambito scientifico.
  438.  
  439. Il terzo passo riguarda l'utilizzo di alcune questioni scientifiche che rimangono aperte, come il problema della coscienza e della meccanica quantistica (presi distintamente), in modo da poter dire che la teoria idealista fornisce un modo di chiudere quelle questioni che sia piu' completo ed "elegante".
  440.  
  441. Video Clapis
  442.  
  443. Secondo AM e' piu' facile spiegare i paradossi quantistici con l'idealismo, per esempio, piuttosto che altre varie ipotesi scientifiche che rimangono incomplete. In un certo senso e' vero. I paradossi quantistici sono piu' facili da spiegare con l'idealismo, ma anche i fantasmi, gli alieni, e tutto il resto. Perche' se la mente arriva ovunque, e quindi tutto e' arbitrario, allora arriviamo ad una sorta di onnipotenza epistemologica. A un super virtuale dove tutto e' possibile. Pero' si capisce anche che questa "potenza teorica" deriva dal fatto che in sostanza non si e' spiegato proprio nulla. Abbiamo semplicemente dato libero spazio alla mente.
  444.  
  445. Testo a schermo: Se invece la realta' non e' arbitraria, ma segue un ordine. Allora non esistono ne alieni ne fantasmi, se non spiegabili in termini scientifici, cioe' essi stessi soggetti alle leggi che governano oggettivamente una realta'.
  446.   Se c'e' un ordine, si ritorna nei termini del sistema autonomo.
  447.   Si puo' considerare che il sistema sia aperto oppure chiuso, l'importante e non confonderli insieme.
  448.  
  449. Ma non e' questo l'approccio interessante a questa questione, quindi mi serve ricontestualizzare completamente quest'ultimo insieme. Mettiamo dentro anche la Teoria Olografica, che e' un altra che AM usa in modo simile per dar forza alla sua tesi.
  450.  
  451. Pur io non conoscendo in cosa consiste nel dettaglio questa teoria, il punto e' che l'intero insieme che AM usa, quindi la teoria sulla coscienza, la meccanica quantistica, e la teoria olografica, sono tutte e tre eliminabili a priori. Cioe' senza andare a vedere il merito della materia. Com'e' possibile? La risposta e' che abbiamo di nuovo un problema di chiusura del sistema. In questo caso pero' non del sistema complessivo della matrice, ma dello stesso campo mentale.
  452.  
  453. Testo a schermo: Lo stesso principio che rende l'idealismo inattaccabile nella sua purezza concettuale, rende allo stesso tempo queste tesi su MQ, Coscienza e Teoria Olografica del tutto prive di senso logico.
  454.  
  455. Testo a schermo: Prendiamo la teoria olografica, e poniamo come base il principio dell'idealismo, come vuole Antimaterialista. Quindi osserviamo queste possibilita' in luce proprio dell'idealismo stesso, che le dovrebbe rafforzare.
  456.  
  457. Prendiamo la teoria olografica, che ipotizza che la realta' sia configurata come un sistema di informazione. Cioe' una sua virtualita' intrinseca. Il problema e' come AM ha configurato la tesi di base, cioe' una realta' esclusivamente mentale, quindi totalmente staccata da un piano materiale. Piano materiale che risulta soltanto come percezione. Allora e' evidente che ANCHE la forma di base di un sistema olografico sarebbe un dato "fisico" che esisterebbe solo virtualmente all'interno del campo mentale. Cioe', all'interno della simulazione non puo' esistere alcuna prova del tessuto della realta'. Perche' questa realta' e' proiettata, e la proiezione non contiene il suo stesso mezzo.
  458.  
  459. Un ologramma non puo' verificare il suo essere olografico dall'interno. Immaginiamo di star proiettando un film vecchio stile su uno schermo. Sappiamo che la sostanza materiale di questo film consiste nell'essere pellicola. Ora immaginiamo che i personaggi del film diventino coscienti, e provino a capire la realta' materiale di cui fanno parte. Diventa evidente che all'interno della costruzione narrativa che loro vivono non c'e' alcuna traccia del proprio essere "pellicola". Non c'e' traccia di cellulosa all'interno della costruzione narrativa. Cioe' la sostanza della proiezione non traspare nel contenuto proiettato. Anche in questo caso esiste una "chiusura operativa del sistema", che non permette di percepire un "esterno". Un personaggio che guardasse in camera non vedrebbe la platea, che sta fuori dal suo sistema chiuso. C'e' una barriera, una quarta parete che e' trasparente solo in una direzione. Noi spettatori possiamo guardare dentro, ma non possiamo a nostra volta essere visti da dentro.
  460.  
  461. Cosi' come lo stesso AM dimostra che anche l'idea materiale di un cervello non e' altro che una idea che si manifesta entro un campo mentale. Cosi' anche il dato della teoria olografica si manifesta entro un campo mentale. Quindi la realta' non puo' essere olografica, ma solo mentale. Il dato scientifico sperimentale che indicasse una natura olografica sarebbe esso stesso parte della simulazione olografica stessa. Quindi avremmo una simulazione di una simulazione. E cioe' che la prova scientifica di un universo olografico sarebbe una non-prova per quanto riguarda l'idealismo di AM.
  462.  
  463. Testo a schermo: Cosi' come l'idealismo sostiene che il mondo materiale sia solo una simulazione, allora anche il dato interno alla simulazione che testimonia che il mondo sia una simulazione e' a sua volta fittizio e simulato.
  464.  
  465. Testo a schermo: L'assurdita' e' pensare che ci possa essere una traccia materiale ed empirica di un tessuto mentale.
  466.   (Teoria Olografica)
  467.  
  468. Testo a schermo: O stai in ambito metafisico, o stai in ambito fisico.
  469.   Mai incrociare i flussi.
  470.  
  471. Sintetizzando di nuovo, siccome i due insiemi non si intersecano, l'ipotesi della natura olografica della realta' e' una delle ipotesi metafisiche non verificabili dall'interno che si aggiunge alle tante altre. Come gia' detto.
  472.  
  473. Testo a schermo: Non e' mai necessaria un'isomorfia tra sistema simulato e sistema simulante, il contenuto della simulazione puo' essere completamente distinto e autonomo rispetto alla sua sorgente.
  474.  
  475. E quindi AM non puo' utilizzare questa ipotesi come *prova* dell'idealismo, perche' la forza dell'idealismo e' di non essere testabile, di non lasciare una traccia empirica. Stesso discorso per estensione riguardo la meccanica quantistica, qualsiasi sia il tessuto della realta', nell'ipotesi che questa realta' sia virtuale, questo tessuto non si manifesta all'interno. Gli strumenti attraverso cui misuriamo la posizione delle particelle sono essi stessi simulati nell'ipotesi AM, quindi per principio non possono dimostrare che la realta' e' un campo mentale, sempre perche' un campo mentale non rivela la sua sostanza se visto dall'interno. Il contenuto di una simulazione e' una cosa, visibile dall'interno. La sostanza della simulazione, il suo veicolo, non e' visibile. Se tu sei chiuso in una simulazione al computer non puoi aprire un buco in una parete che vedi e scoprire che ci scorrono dentro dei numeri. Perche' il contenuto del muro stesso e' esso stesso parte della simulazione. Cioe', il 100% del contenuto esperibile della simulazione e' simulato, quindi virtuale, costruito, finto. Non contiene alcuna traccia di una verita' ontologica esterna, ovvero della sua reale struttura. Dall'interno la sua struttura reale e' inconoscibile. Esiste una barriera operativa, una cupola (DOME), che divide nettamente l'informazione interna da quella esterna. Il significante dal significato.
  476.  
  477. Andiamo per derive post moderniste: immagina di essere un personaggio di un libro. E' possibile per quel personaggio capire, vedere di essere all'interno di un libro? Puo' scavare un buco e capire che la sostanza della sua realta' non e' come appare, ma e' fatta di carta e inchiostro? E' chiaro che questa possibilita' non e' verificabile. David Foster Wallace nel libro "La scopa del sistema" ha un personaggio che si chiama Lenore Beadsman. Questo personaggio pensa di essere un personaggio di finzione. Lenore non puo' essere consapevole di essere un personaggio di finzione, ma puo' immaginarsi di esserlo. Come noi adesso possiamo immaginare di esserlo, come fa Antimaterialista, in un certo senso. Come Philip Dick anche credeva.
  478.  
  479. Tolkien, il tizio del Signore degli Anelli, in alcune lettere mi pare, parla di processo di sub-creazione. E mi par di ricordare tutta l'idea mitologica degli elfi fosse una grande metafora di questo concetto piu' ampio. Cioe' il desiderio umano di afferrare il divino, e quindi di creare. Anche se nel piccolo. Dei personaggi, un universo, una storia. E qui, metaforicamente, vediamo che le proprieta' del sistema vengono preservate. Come per il principio "As above, so below". Microcosmo e macrocosmo ermetico. E come si pone la "trascendenza" in questo contesto modello? Nella stessa maniera, con le stesse proprieta'. Sono due casi:
  480.  
  481. - Nel primo viene violata la chiusura del sistema. La vera trascendenza, cioe' ricevere informazioni dall'esterno e sull'esterno
  482. - Nel secondo caso invece c'e' un travisamento. Sono informazioni che tu *credi* provenire dall'esterno ed essere clamorosamente illuminanti, quando invece provengono dall'interno e ti stanno tradendo. Cioe' esaltano, glorificano la tua assenza di conoscenza. Danzano e ti sbeffeggiano dall'interno del cono d'ombra del tuo punto cieco.
  483.  
  484. Oppure l'esempio classico di internet. Chi ti dice che le persone con cui interagisci o di cui leggi le periperzie non siano invece delle macchine di Turnig che ti stanno prendendo per il culo?
  485.  
  486. E per non tirare dentro la questione del caso in cui la coscienza viene manipolata senza che se ne renda lontanamente conto. Che renderebbe, penso, un idealista convinto una facile preda di chi invece ne conosce i processi sotterranei, del cono d'ombra. Ma questo e' un discorso enorme sulla modernita'. Dell'abisso sempre piu' ampio che si sta aprendo tra conoscenza ed esperienza, e che e' ovvio non posso trattare qui.
  487.  
  488. Tutto questo percorso puo' risultare molto contorto, ma e' importante capire come in realta' e' sempre lo stesso schema che ritorna continuamente. E per quanto complesso basta capirlo una volta per poi riuscire ad applicarlo nei diversi contesti. avendo fatto questo tipo di percorso, adesso invece andiamo ancora piu' a fondo, nella tana del bianconiglio. Cioe' spingiamo la metafisica al suo vero estremo.
  489.  
  490. Abbiamo visto che nella tesi di AM il sistema e' aperto, ma in questo caso la nostra indagine metafisica finisce. Se il sistema e' aperto allora sara' compito della scienza testare la validita' della teoria. Non serve piu' tentare di risolvere il sistema ragionandoci su.
  491.  
  492. Torniamo invece al sistema chiuso, che e' quello dove il dubbio regna incontrastato. E vediamo pero' cosa succede come... effetto collaterale della chiusura del sistema. Questo e' anche un punto del video dove uno si comincia a chiedere: "E Quindi?" Cioe', ho costruito un sistema di riferimento abbastanza semplice per affontare alcune questioni metafisiche e l'ho applicato alle tesi di antimaterialista per arrivare ad alcune riposte. "E quindi?" E' possibile riformulare quelle idee in una forma piu' forte? Secondo quanto si e' visto, quali sono allora le conclusioni generali su epistemologia e ontologia? Qual e' quindi la realta' di questo mondo? Come ci comportiamo? Il senso e' di nuovo che non mi interessa semplicemente aver presentato un tema e alcune conclusioni, mi interessa andare piu' a fondo, guardare quello che ci puo' essere , sempre tenendo presente quelle conclusioni. Mi lascio indietro le tesi di Antimaterialista per vedere se c'e' altro.
  493.  
  494. Per farlo mi serve spiegare un breve passaggio di metafisica. Cioe' la distinzione tra illusione e verita', che e' una distinzione che comunque e' stata implicitamente tema del video. Nella maniera in cui io strutturo la questione, la distinzione illusione/verita' si basa su due momenti temporali, perche' la distinzione stessa si basa su una transizione, su un processo. Infatti possiamo solo parlare di verita' nel momento in cui usciamo dall'illusione. Per esempio mentre una persona sogna, la sua coscienza si manifesta all'interno di un sistema chiuso, che e' il sogno, e la coscienza e' automaticamente (quando tutto va bene) persuasa che quel sogno sia realta'. Quindi, posizione n. 1 sogno = verita', secondo la percezione della coscienza in questo momento temporale. Cioe' finche la coscienza rimane intrappolata entro il sistema chiuso del sogno. Poi nel momento del risveglio e' quasi immediata la presa di consapevolezza della realta' illusioria del sogno, senza ombra di dubbio. Cioe' nel momento in cui la coscienza transita dalla chiusura operativa del sogno, all'insieme esterno dell'esperienza reale, avviene automaticamente anche la transizione tra illusione/verita'. Che significa, uno stato illusorio e' definibile tale soltanto quando transitiamo verso un sistema piu' grande. Che significa che la distinzione illusione/verita' e' sempre relativa all'informazione contenuta nel sistema. Cioe' nel momento in cui siamo bloccati all'interno di un sistema operativamente chiuso, noi abbiamo accesso solo alle informazioni interne al sistema. Possiamo in teoria dubitare del sistema, come abbiamo visto per le varie ipotesi metafisiche, cioe' possiamo ipotizzare la natura delle informazioni fuori dal sistema. Ma siccome gli insiemi non si intersecano, non abbiamo possibilita' di verifica. Significa che fintanto che siamo all'interno del sistema chiuso, la sua possibile illusorieta' equivale comunque alla verita'. Proprio perche' e' impossibile superare l'illusiorieta' stessa. Prendiamo i sogni lucidi. In questo caso la chiusura del sistema vacilla. Cioe' la nostra coscienza riesce a sbirciare fuori ed ottenere delle informazioni che normalmente sarebbero inaccessibili. Significa che il sogno lucido si verifica proprio quando la chiusura operativa non funziona come dovrebbe, e il sistema fa filtrare delle informazioni da fuori. Avendo accesso a queste informazioni, la coscienza capisce di esistere in una dimensione illusoria. Proprio perche' ha coscienza del fuori.
  495.  
  496. Questa appena descritta e' gia una struttura usabile praticamente. E' evidente che nessuna entita' pensante e' in grado di definire univocamente cosa e' la Verita'. L'unico concetto utile e' la verita' rispetto a un sistema. E si parla di distinzione illusione/verita' come di un sistema di insiemi gerarchico. Nella distinzione sogno/realta', abbiamo il sogno come sottoinsieme, operativamente chiuso, dell'insieme piu' vasto (il meta-universo) della realta'. Se poi come nel film Matrix noi ci risvegliassimo anche dalla "realta'" corrente, in un altra. Allora avremmo tre insiemi, sempre organizzati gerarchicamente: il sogno, la realta' simulata, e la realta' del dominio delle macchine (nel film). Cosa definisce concretamente questa gerarchia di tre insiemi concentrici? Semplicemente la quantita' di informazione che muovendosi verso l'esterno e' sempre crescente (U1 < U2 < U3). E di nuovo, questa andatura gerarchica di quantita' di informazioni serve a collocare meglio l'idea di verita'. Cioe' la verita' e' sempre un concetto relativo al sistema di riferimento. O anche: relativo ad un punto di vista e all'informazione disponibile. Ogni verita' e' relativa alla totalita' del sistema corrente, ogni illusione e' relativa alla parzialita' del sistema da cui si proviene, in luce dell'informazione del sistema piu' grande.
  497.  
  498. Prendiamo ora tre ipotesi distinte. La prima vuole che il nostro universo visibile e materiale si sia generato dal nulla. E che quindi il meta-universo che contiene il nostro e' semplicemente vuoto. Non esiste. La seconda ipotesi invece vuole che il nostro universo sia una creazione di un essere divino, e che quindi questo universo esista astrattamente nella mente di quel dio. La terza ipotesi vuole che fuori dal nostro universo esista una specie aliena molto piu' avanzata e che tutto il nostro universo non sia altro che una simulazione al computer costruita da questo essere alieno. Attenzione anche al fatto che la prima ipotesi e' molto allettante per la scienza, ma non e' scienza. Si parte da un principio dogmatico. E' l'ipotesi verso la quale si focalizzano molti sforzi della cosmologia ufficiale, ma e' comunque da verificare.
  499.  
  500. Come visto nel procedimento gia' spiegato varie volte, ognuna di queste tre ipotesi e' valida, sono tutte e tre contradditorie tra loro, ma non possiamo verificare quella che e' giusta, a causa della chiusura del sistema (cioe' non possiamo afacciarci per sbirciare fuori, non possiamo uscire dal cono del punto di vista). Il passo nuovo e' considerare questo contesto nella nuova luce del rapporto tra illusione e verita'. Abbiamo detto che se il sistema e' chiuso, e se la verita' e' determinata dalla conoscenza della totalita' delle informazioni nel sistema di riferimento, allora otteniamo un risultato abbastanza interessante. Non solo tutte e tre le ipotesi hanno lo stesso grado di possibilita', ma se il sistema interno di tutte e tre le tesi segue le stesse leggi fisiche che conosciamo, allora tutti e tre questi universi sono "equivalenti" dal punto di vista interno. Sono uguali, nel senso che la descrizione delle leggi interne e' esattamente la stessa. Le informazioni che girano all'interno del sistema sono le stesse. Un po' come dire che abbiamo la stessa impronta anche se ipoteticamente l'oggetto che ha creato quell'impronta e' fatto di un materiale completamente diverso, rispetto ai vari casi. Quindi la "verita'" di ognuno di questi sistemi interni, cioe' la totalita della descrizione della informazione, e' sempre la stessa per ognuno dei tre. Nonostante quindi le ipotesi "cosmogone", di origine, siano radicalmente diverse, la sostanza sia diversa, la descrizione interna del sistema che producono e' sempre la stessa. Materiale e immateriale, qui diventano equivalenti, perche' la descrizione interna rimane costante. Sia il materiale che l'immateriale, nella descrizione interna hanno la stessa descrizione. E come facciamo noi a distinguere due cose se non in base alla descrizione, quindi alla distinzione che noi operiamo? Non essendoci una differenza di descrizione, quindi non essendoci distinzione, non ci sono due cose, c'e' ne una. Abbiamo un solo universo.
  501.  
  502. Il salto intuitivo che sto cercando di suggerire dovrebbe essere abbastanza evidente a questo punto. Se la distinzione illusione/verita' per essere possibile necessita di un processo di transizione da un sistema -> ad un sistema piu' grande, e se la verita', che e' rappresentata dalla totalita' delle informazioni sul sistema corrente, e' sempre relativa, cioe' in rapporto al sistema corrente. Allora vien fuori che la chiusura operativa del nostro universo rende quella transizione da illusione a verita' del tutto impossibile.
  503.  
  504. Testo a schermo: Quindi se non e' possibile una transizione che che invalida la verita' corrente interna al sistema in luce di una verita' superiore, questa verita' corrente diventa assoluta. Nessuna verita' superiore e' possibile.
  505.  
  506. Immagina una persona in coma irreversibile che perde l'accesso alla sua vita precedente e che si ritrova come un Thomas Covenant a vivere in un mondo creato dalla sua stessa mente. Senza informazioni sull'esterno e dall'esterno, la Verita' piu' assoluta corrisponde all'illusione di cio' che appare. Perche' non potra mai esserci qualcuno che gli va a dire che il mondo che sta vivendo e' illusorio. Cioe' il coma irreversibile di questo esempio trasforma il sistema chiuso temporaneo del sogno, in sistema chiuso permanente. Quindi Verita'.
  507.  
  508. Il concetto di illusione decade, perche' il concetto di illusione necessita' di una parzialita' al cospetto di un sistema piu' ampio. Cioe', e' il fatto stesso della chiusura del sistema che chiude la Verita' a quel sistema, proprio perche' non e' possibile transitare verso un sistema piu' grande. Che significa che la nostra illusione ipotetica viene chiusa dentro e si trasforma nella verita' piu' assoluta. Formalmente perche' non ci sono disponibili, ne ora ne mai, informazioni che possono invalidare le informazioni correnti. Il sistema e' chiuso.
  509.  
  510. In modo ancora piu' semplice e formale si puo' modellare il principio di indeterminazione di Godel sulla teoria dell'informazione. E a mio avviso questa e' la descrizione piu' semplice e intuitiva possibile di quel principio, mantenendone la vera caratteristica fondante che e' spesso centrale in questo video e in questo discorso. Immaginiamo che un sistema contenga informazione e noi volessimo una descrizione "completa" di questo sistema. Se il sistema chiuso ha 5 variabili, quindi 5 informazioni astratte, per ottenere io una descrizione completa devo avere una mappa che riproduce la totalita' delle 5 variabili. Se io sono all'interno del sistema, allora mi ritrovo in una situazione dove ci sono le 5 variabili originali, piu' le 5 che ne costituiscono la descrizione. Ma questo vuol dire che ora il sistema non contiene piu' SOLO le 5 variabili iniziali, ma anche le altre 5 variabili copia. quindi 10 variabili. e se io voglio la descrizione completa del sistema, allora la descrizione deve includere la totalita' delle informazioni, quindi tutte e 10. Ma a questo punto avrei le 10 precedenti, piu' le nuove 10 copia. E cosi' via, esattamente come nel principio di indeterminazione applicato al sistema matematico, anche qui la descrizione complessiva finirebbe per accrescersi ricorsivamente e senza fine. Eppure le descrizioni complete di un sistema sono molto semplici. prendiamo un programma scritto al computer, quel programma ha un esecuzione deterministica il cui programmatore ne impugna una descrizione al 100% completa. Sa esattamente il contenuto del programma. Quindi qual'e' la differenza tra questo caso dove la descrizione e' completa e quello precedente dove abbiamo una infinita regressione o accrescimento? La differenza e', molto semplicemente se uno avesse seguito il discorso e capito che i concetti che si riapplicano sono sempre gli stessi... la differenza e' che nel caso del programma al computer il programmatore ha una descrizione completa perche' il programmatore e' situato *fuori* dal sistema chiuso che descrive. Mentre nel caso iniziale di infinito accrescimento la conclusione intuitiva e' che una descrizione completa non e' possibile all'interno di un sistema chiuso perche' dovrebbe ricorsivamente includere se stessa nella propria descrizione. Sistemi, informazioni, e descrizioni di quei sistemi. La posizione esterna dove la completezza della descrizione del sistema interno e' possibile e' conosciuta tecnicamente come: Demone di Laplace. Il film Arrival, e in maniera piu' specifica la storia da cui e' tratto il film usano lo stesso argomento e lo fanno commettendo dei clamorosi errori metafisici, proprio perche' gli autori non avevano ben chiara la struttura intuitiva formale che ho appena spiegato.
  511.  
  512. Testo a schermo: verita' = descrizione completa di un sistema, in assenza di un sistema piu' vasto disponibile
  513.   illusione->verita' = processo di transizione da un sistema di informazione parziale ad uno piu' completo
  514.   onniscienza = descrizione completa di un sistema (in assenza di un sistema piu' vasto)
  515.  
  516. Testo a schermo: verita' e onniscienza sono concetti radicalmente ontologici, quindi non usabili in modi propri e coerenti. Possiamo utilizzarli invece in forme piu' "deboli" e relative.
  517.  
  518. Il percorso fatto sulla distinzione tra illusione e verita' si fonda sulla trasformazione di termini astratti e vaghi, per applicarli invece in un contesto formale. Abbiamo sistemi che contengono informazione. Il concetto di verita' e illusione si applicano alla struttura di quei sistemi in maniera evidente e coerente con il significato di quei concetti. Quindi proviamo a spingere di nuovo questo metodo piu' a fondo.
  519. Qual e' la caratteristica divina principale? Uno direbbe l'onnipotenza. Ma qual'e' il prerequisito necessario dell'onnipotenza? L'onniscienza. Come potremmo definire in maniera formale l'onniscienza? In modo che possiamo USARE questo concetto. L'onniscienza, e' la proprieta' del demone di Laplace, ovvero la conoscenza della totalita' delle informazioni in un sistema operativamente chiuso. Cioe', se io ho una descrizione completa di un sistema, allora io posso dirmi onnisciente rispetto a quel sistema. E quella onniscienza, cioe' la totalita' delle informazioni, non e' altro che la "Verita'", per come e' stata definita precedentemente. Cioe' siamo passati da un concetto astratto e assoluto, ad uno relativo applicabile a un sistema. Possiamo anche dire che se io scrivo del codice da far girare su di un computer, e quel programma viene eseguito in maniera deterministica, allora io, che l'ho scritto e lo conosco nella sua totalita', sono onnisciente rispetto alla dimensione interna di quel programma. Cioe' ho in mano la descrizione completa.
  520.  
  521. ::::: EXTRA .02 :::::
  522. ::::: EXTRA .02 :::::
  523.  
  524. Ho deciso di aggiungere questo pezzo perche' forse puo' essere utile a capire come lo strumento si applichi nella pratica.
  525.  
  526. Anche in questo caso nomino Antimaterialista per sottolineare un punto. Nella prima parte del video avevo messo in contrapposizione due modi di procedere. In quello di AM si usava la diplopia o il daltonismo come esempi del fatto che la coscienza non avesse un modello 1 a 1 con la realta' esterna. A questo avevo contrapposto invece l'esempio del punto cieco, dove mostravo che la coscienza e' subordinata a dei limiti fisici, di costruzione materiale.
  527.  
  528. La sostanza di questa contrapposizione e' una conclusione oggettiva. Cioe', la tesi di AM, anche se presa per vera, ha un potere di descrizione e di previsione molto scarso. Nel senso che ci dice poco sulla realta' e il suo funzionamento che possiamo usare pragmaticamente. E' una teoria astratta che rimane chiusa in quel suo spazio distaccato e lontano, come gia' ampiamente visto ("i sistemi non si intersecano"). Una tesi materialista invece ha potere di previsione, per esempio ci permette di ideare e costruire degli occhiali.
  529.  
  530. A noi servono, delle idee che servono, a qualcosa.
  531.  
  532. (nel video ho sbagliato a mettere il pezzo)
  533.  
  534. Aggiungo una nota ulteriore, che tanto ormai questo video e' un gomitolo inestricabili di rimandi, avanti e indietro, e neanche io ci capisco piu' nulla.
  535.  
  536. Pero' voglio insistere. Prendiamo la tesi idealista di AM e prendiamo il materialismo. Evitando di prendere delle posizioni su una o l'altra. Diamole per vere entrambe a pari merito. Il fatto e' che l'idealismo non ci dice molto. Della nostra realta' simulata e chiusa ci dice ben poco, e per il resto ci offre un' ipotesi sulla struttura del meta universo. Prendiamola per vera. In ogni caso questa descrizione riguarda una sostanza con cui non possiamo andare a giocare. Non possiamo metterci mano. E' come se avessimo la descrizione di qualcosa che fosse oltre una barriera. Una cosa fche noi non possiamo vedere direttamente, ne usare. Il solito discorso del sistema chiuso. Uno si puo' compiacere di aver capito questa struttura fondamentale, ma oltre questo si ottiene ben poco.
  537.  
  538. E questa fragilita' di fondo e' ben percepita anche da AM, che infatti poi ha bisogno di giustificarla, dicendo che attraverso il raggiungimento di una consapevolezza spirituale, meditazione e quant'altro, poi si riescono invece ad ottenere delle differenze sostanziali. Che pero' a mio avviso sono artifici retorici, che se vai a vedere nello specifico, o si dileguano in un nulla di fatto, oppure diventano addirittura contestabili scientificamente, come gia' visto.
  539.  
  540. Dall'altra parte il materialismo. Mettiamo sia assolutamente falso dal punto di vista ontologico. Comunque il materialismo produce una descrizione molto approfondita e utile, di questo lato dell'esperienza. Porta a dei risultati, ci permette di prevedere se non altro quello che succede all'interno del sistema chiuso. E ci permette di navigare sempre meglio all'interno di questo sistema.
  541.  
  542. E quindi, nell'incertezza in cui ogni essere umano langue, in assenza di informazione. Cosa scegli? Rispondero' a questa domanda verso la fine del video, citando una pagina dell' Aristos, un libro di John Fowles.
  543.  
  544. Ora, attenzione SPOILER GIGANTI per Arrival, tutta la parte che segue e' intesa solo per chi ha gia' visto il film o letto il racconto. Verso Gennaio quando ho visto il film ero andato del tutto fuori di testa sul gruppo Telegram di Rick, quindi colgo l'occasione per spiegarne i motivi, finalmente.
  545.  
  546. Nel film Arrival vengono immaginati degli esseri alieni la cui caratteristica distintiva e' quella di percepire il tempo come un "solido". Ovvero come se tutti gli eventi fossero gia' avvenuti. Il tempo e' fisso e immutabile. Che vuol dire, se applichiamo il solito schema, che il tempo e' un sistema deterministico, fisso, quindi un sistema chiuso, che contiene informazioni, cioe' lo scorrere del tempo. Il sistema e' chiuso proprio perche' il tempo essendo fisso non puo' piu' essere modificato, che e' la caratteristica fondante di un sistema deterministico.
  547.  
  548. Il problema che nasce da questa costruzione dovrebbe essere evidente a tutti, ora. Se non lo capite vengo a menarvi personalmente. Gli Alieni di Arrival si possono definire "onniscienti" rispetto al tempo. Perche' conoscono la totalita' delle informazioni di quel sistema. Perche' conoscono esattamente tutto quello che e' successo. Il tempo e' fisso e loro lo conoscono nella sua totalita'. Che significa che la loro mente contiene una mappa perfetta del contenuto del sistema "tempo".
  549.  
  550. Tutto bene finche' questa mente e' ESTERNA al sistema.
  551.  
  552. Il problema e' che tu non puoi prendere questo tipo di mente onnisciente, e collocarla all'interno del sistema. Perche' inserendo quel tipo di informazione necessariamente si *altera* il contenuto del sistema stesso. Ma noi siamo partiti dal postulato che il tempo fosse fisso e immutabile, quindi senza possibilita' di essere modificato. Se metti quella mente all'interno di quel sistema, tu rompi la chiusura del sistema.  Come visto per il principio di indeterminazione di Godel, tu non puoi conoscere la totalita' dell'informazioni mentre sei all'interno di quel sistema, perche' quella conoscenza ricorsivamente altera il contenuto del sistema stesso.
  553.  
  554. Io ho tentato decine di alternative per vedere se e' possibile strutturare la questione in modo diverso e risolvere quel paradosso, ma ognuna di queste alternative fallisce sempre in qualche passaggio. L'ipotesi, metafisica di quel tipo di alieni e' del tutto sbagliata. La stessa premessa che ne costruisce l'esistenza contraddice la loro esistenza.
  555.  
  556. Oltretutto questo tipo di contraddizione insolvibile e' gia' interamente contenuta nel concetto di divinita'. Una divinita' onnisciente non puo' conoscere il sistema a cui la divinita' stessa appartiene. Perche' significherebbe che la divinita' conosce gia' tutto cio' che la divinita' fara'. Ma allora la divinita' potrebbe anche decidere di fare altrimenti, che pero' vorrebbe dire che non e' piu' onnisciente. Questo perche' la conoscenza delle proprie azioni apre sempre alla possibilita' di decidere di fare diversamente. Che significa, in termini formali, che l'informazione si aggiunge all'informazione di origine, e necessariamente la altera. Perche' e' informazione nuova.
  557.  
  558. Testo a schermo: Libero arbitrio
  559.  
  560. Esiste un solo modo per risolvere questo paradosso. Per esempio immaginando che la divinita' costruisca un universo, un sistema chiuso, e allora la divinita' puo' essere onnisciente rispetto a quel sistema, perche' la mente divina si troverebbe fuori. Quindi l'informazione onnisciente fuori non interferirebbe con l'informazione interna al sistema chiuso dell'universo che la divinita' ha creato. Ma e' anche chiaro che la divinita' non puo' essere onnisciente rispetto se stessa.
  561.  
  562. Se tu parti da un'idea di tempo come un solido. Cioe' immutabile, fisso. Quindi un sistema deterministico. Quindi un sistema chiuso. Non puoi allora mettere degli alieni che esistono all'interno del sistema e che hanno quel tipo di consapevolezza.
  563.  
  564. Perche' quell'informazione altera l'informazione del sistema.
  565.  
  566. Voglio anche insistere su un aspetto, solo per suggerire una questione fondante.
  567.  
  568. Mettiamolo in termini ancora piu' formali. La tesi di Arrival vorrebbe che l'onniscienza rispetto a un sistema sia possibile senza alterare quel sistema. Se l'onniscienza e' informazione, e il sistema di cui si e' onniscienti e' esso stesso altra informazione, allora otterremo una semplice formula del tipo: A + B. Dove A rappresenta la conoscenza completa delle informazioni contenute in B, che sono le informazioni del sistema.
  569.  
  570. A questo punto la tesi vuole: A + B = B. Proprio perche' si e' posta la condizione che l'onniscienza non dovrebbe alterare il sistema. Quindi il sistema rappresentato da B rimane B. Che significa che ora conosciamo necessariamente  il valore di A. A = 0.
  571.  
  572. Questa banalita' e' invece molto importante perche' descrive esattamente quello che succede quando noi ogni giorno speculiamo metafisicamente su quello che ci potrebbe essere nel meta-universo, cioe' su quello che ci potrebbe essere fuori dal nostro universo. Una mente divina, un computer che simula la realta' o altro.
  573.  
  574. Il punto e' che per immaginare queste ipotesi noi operiamo su informazioni ipotetiche che poniamo ipoteticamente fuori dal nostro universo chiuso, in modo che ci dicano quello che c'e' fuori. A meno di ipotizzare un vero *canale trascendente*, e' evidente che queste informazioni su cui operiamo sono informazioni gia' parte del nostro sistema. Sono idee nostre, dei nostri cervelli, formate nella nostra cultura. E' una informazione ingannevole, un trucco che alimenta una costruzione illusoria. Perche' ci convinciamo che invece l'informazione venga da fuori, da A. Ma A e' uguale a 0, e noi stiamo operando soltanto sull'insieme di B.
  575.  
  576. E quindi, siccome l'informazione e' gia' interna al sistema. Quell'informazione non ci puo' dire NULLA su cio' che ci potrebbe essere la' fuori. Perche' il sistema e' costruito per essere operativamente chiuso. Per impedirci di vedere cosa c'e' fuori.
  577.  
  578. Testo a schermo: A + B
  579.   A = B
  580.   A + B = B
  581.   A = 0
  582.   B = 0 (non sappiamo un cazzo)
  583.  
  584. ::::: PARTE 5 :::::
  585. ::::: PARTE 5 :::::
  586.  
  587. Video Saudino + TED + Saudino
  588.  
  589. Testo a schermo: La realta' e' percepita dall'uomo (dalla coscienza) come "stabile", costante.
  590.  
  591. Testo a schermo: andare "oltre" = superare la barriera adiabatica che separa l'universo visibile dal meta-universo
  592.  
  593. Video Lex Luthor
  594.  
  595. Testo a schermo: Attenzione: cio' che state per ascoltare e' una marea di stronzate.
  596.   Il soggetto in questione e' completamente andato.
  597.  
  598. Testo a schermo: Pero' voi assecondate e fate finta di niente, che senno' peggiora.
  599.  
  600. Nell'ultima parte ho definito una qualita' divina fondante, come l'onnipotenza, riducendola a un concetto formale, relativo a un sistema. L'onniscienza, quindi la verita', sono la conoscenza della totalita' delle informazioni all'interno di un sistema. Un essere considerabile divino e' un essere superiore. E quale altra connotazione ci puo' essere, per la parola "superiore", se non l'essere *fuori* da un sistema e conoscerlo totalmente. Superiore, oltre il sistema.
  601.  
  602. Che cosa sono gli esseri umani invece? Con "invece" intendo rispetto alle qualita' divine, come l'onniscienza. Gli esseri umani sono dei sistemi parzialmente operativamente chiusi, immersi in un ambiente molto piu' vasto chiamato universo, e che hanno accesso a una piiiicolissima parte di informazione.
  603.  
  604. Testo a schermo: Gli esseri viventi sono sistemi che recepiscono informazioni, stimoli. E devono saper utilizzare queste informazioni, quindi organizzarle (rappresentarle). E' chiaro che noi, in quanto esseri viventi, non facciamo esperienza diretta della realta', perche' il sistema della realta' contiene una quantita' di informazioni che sono per noi del tutto ingestibili (analysis paralysis).
  605.   Quindi e' necessario che un essere vivente abbia disponibile una capacita di calcolo specifica per filtrare e utilizzare quel *minimo* di informazioni che gli servono.
  606.  
  607. Testo a schermo: Una pianta non ha la capacita' di percepire un camion che le sta arrivando contro a tutta velocita' (e quindi non e' cosciente di questo fatto).
  608.   Perche'?
  609.   Perche' in ogni caso non avrebbe la possibilita' di scansarsi per evitare l'impatto. Una pianta percepisce solo la luce ed e' capace di muoversi lentamente verso di essa. Cioe' e' capace di elaborare quell'ambito di informazioni che sono pertinenti alla sua dimensione particolare.
  610.  
  611. Testo a schermo: La razionalita' non e' la proprieta' della "mente" (mappa), ma della realta' (territorio).
  612.   Cio' che definiamo coscienza (umana) e' l'immagine di un particolare tipo di configurazione dell'informazione.
  613.   Non c'e' niente di specificamente "cosciente", ma solo la forma di quella configurazione.
  614.   La forma in cui il sistema si auto-organizza.
  615.  
  616. Testo a schermo: Questa forma e' "razionale" nella misura in cui il processo cieco dell'evoluzione ha selezionato un particolare tipo di organizzazione coordinato all'ambiente esterno, in favore della sopravvivenza del sistema.
  617.   Questa relazione, tra stato interno ed esterno, e' quello che noi chiamiamo "razionalita'". Cioe' quella corrispondenza che si e' creata tra i due sistemi. Una mappa "stabile" della realta' esterna.
  618.  
  619. Testo a schermo: La mente "emerge" dal corpo perche' viene imposto un limite all'informazione.
  620.   La coscienza ha soltanto accesso ad una piccolissima parte d'informazione.
  621.  
  622. E' chiaro che la Verita', ovvero la totalita' delle informazioni si trovi molto lontano da noi. Ma in ogni caso viviamo immersi in un sistema chiuso e quindi l'unica verita' possibile e' interna al sistema, cioe' nelle informazioni che circolano all'interno. Qualsiasi illusorieta' e' negata dal fatto che il sistema e' chiuso, quindi nessuna transizione tra illusione e verita' e' possibile. Che significa, di fatto, che qualsiasi ipotesi metafisica e' automaticamente non valida. Sempre perche' il sistema e' chiuso e non permette quell' operazione. Non lascia accedere ad informazioni che provengono dall'esterno. La verita' interna diventa l'unica verita' possibile. Di nuovo Sean Carroll che afferma, "non ha senso agire altrimenti."
  623.  
  624. Testo a schermo: Versione breve: le ipotesi metafisiche non sono verificabili e sono pragmaticamente inutili...
  625.   ...Perche' noi abitiamo in un altro universo.
  626.  
  627. Testo a schermo: Quindi, tutta quella categoria di questioni sono "fuori tema."
  628.   O anche: non sono "pertinenti."
  629.  
  630. Testo a schermo: ...Pero' possiamo fare ipotesi...
  631.  
  632. Eppure, anche se abbiamo ricollocato la nostra aspirazione alla verita' all'interno del nostro universo, rimane il fatto che un essere umano opera solo su una quantita' di informazione minima. Che significa, e stiamo tornando molto velocemente alla realta' pragmatica della vita di tutti i giorni, significa che in ogni momento della nostra vita ci troviamo a dover prendere delle decisioni. Il tempo stesso e' una variabile fondamentale, perche' ci obbliga al presente, cioe' a prendere decisioni nonostante noi non abbiamo mai disponibili abbastanza informazioni per poter prendere la migliore decisione possibile.
  633.  
  634. E' automatico pensare che nel momento in cui uno possiede la totalita' delle informazioni, cioe' una descrizione completa del sistema, quindi una forma di onniscienza di quel sistema. Allora ogni decisione diventa meccanica. C'e' sempre solo una soluzione ottimale, che possiamo calcolare a partire dall'informazione che abbiamo. abbiamo semplicemente escluso la possibilita' di sbagliare. L'universo e' chiuso, e quindi finito. Un po' come un gioco degli scacchi dove il numero di mosse possibili e' innumerevole, ma sempre finito, se noi togliamo la variabile tempo noi non possiamo piu' commettere errori. Perche' diventiamo onniscienti rispetto a quel gioco di scacchi. E se abbiamo escluso la possibilita' di sbagliare, significa che la possibile scelta e' sempre solo una. Che significa che non esiste "arbitrio". e ancora piu' in profondita', se non esiste arbitrio non esiste separazione sistema ambiente, perche' tutto si fonde in una continuita', un panta rei, un ambiente non distinto senza "verso", senza coni di punto di vista, perche' e' un sistema che ha superato la parzialita' e si e' riconfigurato in uno spazio divino. Dove per divino si intende uno spazio assoluto indifferenziato. Un tutto complessivo. Che significa in un certo senso che sono arrivato a un concetto di dio tipico della spiritualita', ma ci sono arrivato per l'altro sentiero, quello formale. E non quello metaforico, religioso e spirituale.
  635.  
  636. Testo a schermo: Un agente con una descrizione completa del sistema e' in grado di "calcolare" la scelta migliore possibile.
  637.   Quindi la scelta e' sempre una.
  638.   Una sola possibile scelta = assenza di libero arbitrio.
  639.  
  640. Testo a schermo: Gli esseri umani invece possono accedere ad una quantita' minima di informazione.
  641.   Quindi si trovano a dover scegliere pur non avendo sufficienti elementi.
  642.   Quindi... Il dubbio. Libero arbitrio.
  643.  
  644. Testo a schermo: Il libero arbitrio e la coscienza non sono delle "doti speciali", ma esistono invece per sottrazione.
  645.  
  646. Testo a schermo: Il libero arbitrio e la coscienza sono dei limiti imposti ad un sistema.
  647.  
  648. Quindi, riprendendo il discorso, l'arbitrio necessita della mancanza di conoscenza. Infatti gli esseri umani operano nella condizione di *assenza* di informazione. E siamo obbligati dalla variabile tempo a prendere decisioni nonostante ci possiamo sentire impreparati. La scelta e il libero arbitrio sono essenzialmente questo. Significa prendere una decisione in assenza di sufficiente informazione. Significa prendersi un rischio e la responsabilita' che ne segue.
  649.  
  650. Cito una frase di Heinz Von Foerster che lui definisce come il "postulato metafisico":
  651.  
  652. "Solo su quelle domande che sono per principio indecidibili, noi possiamo decidere."
  653.  
  654. Sembra un paradosso, ma non lo e'. Le questioni che sono decidibili sono le questioni su cui abbiamo sufficiente informazione. Ma quindi la risposta e' gia' data dal sistema di riferimento stesso. E' il sistema che risponde. Mentre invece siamo noi obbligati a decidere su tutte quelle questioni dove non abbiamo sufficiente informazione per decidere. E' in questo caso che la decisione ci appartiene. Altrimenti sarebbe oggettiva, cioe' parte del processo di origine. Questa e' la condizione umana.
  655.  
  656. Video Rick
  657.  
  658. Salto intuitivo: determinismo (le questioni possono essere semplici o complesse) se noi abbiamo le informazioni complete di un momento di questo processo allora siamo in grado di calcolare tutto resto andando avanti o indietro nel tempo. Nel momento in cui abbiamo TUTTE le informazioni, non esiste scelta. Perche' la scelta e' sempre una. Diventa auto evidente.
  659.  
  660. Testo a schermo: Golem Scientifico
  661.   La scienza e' una costruzione artificiale, un "golem", perche', come visto, rappresenta un punto d'osservazione oggettivo esterno, una terza persona fuori dal punto di vista soggettivo.
  662.   Ma siamo sempre noi a dare la voce a quel golem.
  663.   Quindi non dobbiamo dimenticare che le informazioni scientifiche sono sempre soggette al limite epistemologico umano, invece che uno astratto ed esterno.
  664.   Il limite della chiusura del sistema.
  665.  
  666. Testo a schermo: Questo fatto e' la causa dei paradossi tra determinismo e libero arbitrio.
  667.   Come visto precedentemente un sistema deterministico ha due requisiti:
  668.   1- Il sistema deve essere chiuso, in modo da rendere possibile una descrizione completa e finita.
  669.   2- Per il principio di indeterminazione di Gödel, la descrizione deterministica e' solo possibile quando il sistema e' osservato da una terza persona esterna al sistema stesso.
  670.  
  671. Testo a schermo: Ma se il sistema e' operativamente chiuso, allora la verita' della descrizione deterministica e' chiusa fuori e inaccessibile. Cioe' soggetta al limite epistemologico umano rappresentato dalla chiusura stessa.
  672.   Quindi la chiusura del sistema che rende possibile una descrizione deterministica, allo stesso tempo OBBLIGA al libero arbitrio.
  673.   In quanto nessuna transizione alla verita' deterministica ontologica e' possibile. Quindi l'unica verita' possibile e' "locale", la verita' locale interna dove l'uomo e' libero di agire.
  674.  
  675. Se tu hai un forcone puntato contro, un pericolo, devi decidere cosa fare. Il tempo ti obbliga a decidere in quel momento. Non solo non hai idea di cosa puo' succedere, di come chi ti tiene puntato il forcone possa reagire a una cosa che tu potresti dire o a qualcosa che potresti fare. Ma non sai neanche cosa passa per la testa dell'altra persona. Non solo non hai tempo, ma anche avendolo non hai abbastanza informazione.
  676.  
  677. Cosa sono gli esseri umani? Sono dei sistemi che operano in assenza di informazione sufficiente. Cosa distingue il libero arbitrio dall'onniscienza? La mancanza di informazione sufficiente, che rende possibile l'atto di sciegliere. Che cos'e' l'autonomia se non l'incapacita di vedere, di tracciare all' indietro, di risalire alla causa.
  678.  
  679. Che cos'e' la coscienza, e qui il giochino si trasforma, perche' sto ponendo la domanda non piu' su un piano semplicemente filosofico, ma anche scientifico. Che cos'e' la coscienza? E' un sistema che non riesce a descriversi, cioe' che non ha informazioni sufficienti per descriversi complessivamente.
  680.  
  681. Che cosa e' il libero arbitrio nella coscienza? E' l'atto compiuto di una scelta fatta, senza conoscerne tutte le informazioni. Avendo perso la traccia di quel processo.
  682.  
  683. Nell'introduzione del libro di Giulio Tononi che ho gia' citato precedentemente l'autore scrive:
  684.  
  685. "Che cos'e' la coscienza, e cosa significa? Puo' la scienza far luce su di essa? Forse, ma la coscienza non puo' solo rimanere in ambito scientifico. Perche' la coscienza e' piu' che un oggetto della scienza. E' anche il suo soggetto."
  686.  
  687. E piu' avanti nel libro, cosi' la coscienza viene descritta. In prima persona:
  688.  
  689. "Non sei altro che uno schiavo incatenato a una macchina morente. Sulla quale non hai alcun potere, e la cui fine sara' la tua fine.  La fine di un'illusione."
  690.  
  691. Perche' hai fatto la cosa "x"? (che cos'e' l'arte se non: ho fatto una roba ma non ho un cazzo di idea da dove e' venuta fuori.) La tua coscienza puo' rispondere a questa domanda, a te stesso o a un altro, provando a confabulare delle ragioni attraverso l'introspezione. Ma la spiegazione sara' sempre scarsa rispetto al processo che ha portato a quella scelta. Perche' la coscienza opera in assenza di informazione. Cioe' non ha proprio accesso al processo complessivo dell'attivita' celebrale. Errori meta-cognitivi. Perche' se la coscienza avesse una descrizione complessiva e completa di se', allora opererebbe nell'ambito della verita' rispetto alla chiusura del sistema. Cioe' si ritroverebbe a operare in assenza di libero arbitrio, in assenza di possibilita' di scelta. La distinzione sistema/ambiente, dell' Io dall'ambiente, e' definita dall'oscurita che circoscrive e chiude operativamente lo spazio riflessivo e ricorsivo della coscienza.
  692.  
  693. Cosa sono gli esseri umani? Cos'e' l'anima nel suo profondo? L'essenza degli esseri umani e della loro anima e'
  694.  
  695. l'oscurita'.
  696.  
  697. L'assenza di informazione.
  698.  
  699. Testo a schermo: La fantasia, l'immaginazione, la creativita'...
  700.   Hanno tutte qualcosa in comune.
  701.   Sono idee che compaiono nella coscienza e alle cui cause non siamo in grado di risalire.
  702.   Non siamo in grado di descrivere precisamente come quelle idee si sono formate.
  703.  
  704. Testo a schermo: Perche' quella traccia si perde nel processo celebrale complessivo a cui la coscienza non ha accesso.
  705.   Siccome la coscienza e' chiusa operativamente, capace solo di osservare la parte terminale del proprio processo, allora l'idea compare
  706. gia' formata, si rivela magicamente nell'ambito della coscienza.
  707.  
  708. Testo a schermo: La chiusura operativa della coscienza causa strutturalmente una "anosognosia" verso il proprio processo.
  709.   Ovvero: non solo non puo' osservare il proprio processo (origine), ma non puo' vedere di non vedere, perche' manca informazione sull'assenza di informazione.
  710.   Non potendo la coscienza vedere la sua "radice" nel processo celebrale complessivo, la coscienza immagina se stessa... Come autonoma.
  711.  
  712. Testo a schermo: E cosi' sprofonda nell'abisso del suo mondo magico e misterioso.
  713.  
  714. Testo a schermo: Per capire intuitivamente l'idea si puo' utilizzare l'esempio dello "skyhook" di Danel Dennett.
  715.   Immagina una gru meccanica.
  716.   Noi sappiamo che la parte terminale in alto che e' utilizzata per sollevare e trasportare materiali e' collegata da un braccio meccanico al suolo.
  717.  
  718. Testo a schermo: Ora immagina che arrivi una nebbia fitta e che questa nasconda alla vista gran parte del braccio meccanico.
  719.   Ad un osservatore la parte terminale in alto apparirebbe allora come un oggetto sospeso in aria... Autonomo.
  720.   Che si muove di volonta' propria.
  721.   Cosi' come per la coscienza, manca l'informazione sul processo complessivo. La coscienza appare a se stessa come autonoma, perche' non puo' osservare la causa stessa del proprio reale processo.
  722.  
  723. Testo a schermo: E siccome la coscienza e' in grado di osservare solo se stessa, allora si chiude operativamente in un processo di osservazione ricorsivo. Che necessariamente produce un'immagine, una "sensazione" di se' autonoma, unitaria e completa.
  724.  
  725. E' nell'oscurita' che l'uomo meglio immagina le forme di cio' che non puo' vedere, i demoni, gli spiriti, gli dei, la magia.
  726. Ed e' per questo motivo che l'uomo, la storia dell'uomo e' stata accompagnata da queste forme che si muovono attorno, nell'oscurita'. E dall'oscurita' muovono la coscienza stessa.
  727.  
  728. E' come se tu arrivassi al bordo di un bosco dopo essere passato per una radura piena di luce. La luce di quella radura rappresenta la coscienza. Ma arrivando al margine dove il bosco comincia, tu non puoi vedere oltre. Ti ritrovi a guardare dentro l'oscurita'. Nell'assenza di informazione. Ed e' quell'uscurita' che crea la distinzione mente/corpo. Tra la radura luminosa della coscienza, e il bosco senza luce. Cioe' la mente non vede, non accede al processo che la genera. La coscienza e' cieca rispetto al proprio funzionamento, e quindi necessariamente percepisce se stessa come distaccata, non potendo osservare lo spazio di continuita'. Non potendo osservare il bosco, e cio' che si trova oltre il bosco. Quel bosco chiude operativamente la coscienza, cioe' fa si' che l'informazione disponibile nella coscienza abbia fatto perdere le proprie tracce, cioe' il proprio percorso attraverso il bosco.
  729.  
  730. E se qualcuno non avesse ancora afferrato, ci ritornero' ancora una volta alla fine del video.
  731.  
  732. Nel sistema kabalistico, come immagino tutti piu' o meno sanno, il dio e l'universo sono emanazioni di luce. La discesa nei vari sefirot e' come un movimento di occlusione progressiva di questa luce primaria, giu' fino al piano inferiore, quello materiale.
  733.  
  734. A ritroso, la religione come metafora. Che non e' neanche piu' religione. E' un sistema filosofico di rappresentazione.
  735.  
  736. Testo a schermo: L'occlusione progressiva della luce in ambito metaforico.
  737.   Diventa sottrazione di informazione in ambito formale.
  738.  
  739. C'e' un discorso di DFW che e' diventato molto famoso, This is Water. Io lo ritengo una delle cose meno interessanti che ha scritto. Tanto poco interessante quanto invece lodato e stra citato. Pero' quel breve discorso si applica molto bene a questo contesto. Wallace parla di quanto sia importante rivolgere la nostra attenzione consciamente. Cioe', a cosa decidiamo di prestare attenzione. Proprio perche' per quanto spiegato noi siamo individuati nel tempo, cioe' non possiamo vivere nel Massimalismo della scrittura di Wallace, di attenzione che esplode fuori e ingloba l'ambiente. Siamo invece obbligati a vivere selettivamente. Ed e' il tempo che impone l'importanza della scelta di quello a cui decidiamo di prestare attenzione.
  740.  
  741. Questo e' il percorso mirabolante e incredibile attraverso l'alta metafisica e che ironicamente si chiude, ritorna su se stesso per offrire un punto di vista, un commento alla vita di tutti i giorni, in maniera banale anche se forte di un processo formale che sta dietro e che la definisce. Come e' giusto comportarsi nella vita di tutti i giorni alla luce di questo discorso?
  742.  
  743. Tu sei obbligato a fare delle scelte non avendo neanche lontanamente tutte le informazioni che servirebbero per fare una "buona" scelta. Questa e' la condizione umana. Uno potrebbe allora chiudersi in una posizione solipsista, nichilista, alla luce della consapevolezza che ogni scelta e' necessariamente imperfetta, e che la natura profonda dell' esistenza dell'uomo e' l'oscurita'. Ma questa posizione e' priva di senso. Perche' esiste una differenza sostanziale tra il provare a informarsi il piu' possibile per fare delle scelte il piu' consapevolmente possibile, e invece il chiudersi nella scelta della cecita'. Nella decisione di non vedere. Anche se sappiamo che l'informazione che potremmo aver disponibile non sara' mai sufficiente, abbiamo comunque la responsabilita', il dovere come esseri umani di provarci, di accrescere quell'informazione disponibile. Perche' e' l'assenza stessa di informazione a renderci responsabili, a dare significato e importanza a quelle scelte per farne la migliore scelta possibile.
  744.  
  745. E questa e' anche la ragione per cui solo io, al mondo, potevo fare un video del genere. Proprio perche' nessuno al mondo si sarebbe visto decine di ore di video di AM, ascoltando con pazienza e attenzione, prendendo seriamente e senza pregiudizi quello che veniva detto. Per poi scrivere un video di piu' di 15000 parole (magari). Ho fatto questo video, e questo video esiste, perche' solo io potevo farlo.
  746.  
  747. Prendiamo Rick Dufer. A Rick non si presenterebbe neanche l'ipotesi piu' remota di fare un video su AM. Perche'? Perche' il lavoro di Rick e' gia indirizzato. Si pone uno scopo. Rick ha un progetto che segue. E questo progetto non si interseca con l'ambito di AM neanche per sbaglio. Perche'? Perche' Rick, sempre siccome pure Rick e' un essere umano, individuato nel tempo, puo' solo rivolgere la sua attenzione ad una piccola quantita' di informazione. Rick, come qualsiasi essere umano, ha la responsabilita' di DECIDERE cosa merita o non merita la sua attenzione. Nel farlo si determina come persona, la sua identita, il suo ruolo nel sistema della societa', e nell'universo complessivo.
  748.  
  749. Come dice Wallace nel suo discorso, ognuno e' tenuto a decidere consciamente cosa merita o non merita la propria attenzione. Cioe' quello che rende l'uomo responsabile verso questo mondo. Allora, potrebbe qualcuno cominciare a pensare, come ci si deve comportare per esempio verso le idee complottiste, anticonformiste, contro sistema o che anche cercano di immaginare un migliore mondo possibile. Cioe' che cercano pensieri nuovi. Come si puo' decidere A PRIORI che una questione NON merita la nostra attenzione. Seguiamo le pecore, cioe' lasciamo ad altri la nostra responsabilita' di decidere?
  750.  
  751. E' evidente che idealmente la cosa piu' giusta da fare e' l'opposto. Cioe' mantenere una mente aperta. Ascoltare tutte le posizioni con pazienza, prendendole seriamente, discutendo senza prendere posizioni a monte, ma semplicemente lasciando che la discussione porti a delle conclusioni naturalmente. Significa dimenticarsi fazioni e partigianerie e legittimare invece ogni punto di vista possibile.
  752.  
  753. Questo idealmente, ma e' chiaro che fare una cosa del genere e' impraticabile. Come in genere succede con le posizioni ideali, diventa impossibile metterle in atto. Ogni singola persona ha la sua versione sconclusionata delle cose, chi crede agli alieni, alle fate, al malocchio, ai grandi complotti degli stati. Come fai a districarti.
  754.  
  755. CRACKPOT TRIP REPTILIAN SEQUENCE
  756.  
  757. La risposta e' che devi decidere. O meglio, lo hai gia' fatto. Hai il dovere di informarti nel modo migliore che riesci, e decidere per te stesso cosa merita o non merita la tua attenzione. Non esiste una risposta corretta, perche' per quanto visto, la possibilita' di scelta deriva dall'assenza di informazione, di certezza. E di nuovo, L'assenza di informazione non si staglia semplicemente in opposizione ad una totalita' di informazione. Perche' l'uomo e' li in mezzo, sospeso. Perche' cio' che da valore alla vita dell'uomo e' la diffenza significativa tra un certo grado di informazione e un altro. Cioe' la scelta consapevole di provare almeno a fare il meglio che si riesce a fare. Di prendere parte.
  758.  
  759. Questo e' un concetto banale. Ma e' il concetto di questo video. Questo video esiste perche' solo io potevo farlo. Perche' chiunque altro avrebbe pensato che sarebbe stato tempo sprecato.
  760.  
  761. --
  762. Due/tre note a margine del testo, per finire.
  763.  
  764. La prima riguarda un libro, scritto da John Fowles intitolato "The Aristos". Non esiste in italiano, che io sappia, ed e' anche non facilissimo da recupeare in inglese. Comunque e' un libretto importantissimo di meno di 200 pagine ed e' in parte quello che ha ispirato la filosofia di questo video. E' un libro che mostra filosoficamente la struttura profonda del mondo e il rapporto con la liberta' umana.
  765.  
  766. Il concetto di chiusura del sistema, che ho ripetuto a sfinimento, e' spiegato in maniera molto piu' dialettica in un sottocapitolo intitolato The GODGAME, Il gioco di dio. Ne traduco qui appena una pagina:
  767.  
  768. "Immagina di essere tu un dio. E di stare ponendo le leggi dell'universo. A questo punto ti ritroveresti in un Dilemma Divino: cioe', i buoni governanti devono governare tutti in maniera giusta ed equa. Ma nessun atto di governo puo' essere giusto per tutti, in tutte le varie situazioni, eccetto uno.
  769.  
  770. La Soluzione Divina e' governare governando in un modo che nessuno dei governati giudicherebbe come un tipo di governo. Che significa, istituire una situazione in cui i governati si dovranno governare da soli.
  771.  
  772. Se ci fosse un creatore, il suo secondo atto sarebbe quello di... sparire.
  773.  
  774. Poni i dadi sul tavolo e poi lascia la stanza. Ma fa in modo che i giocatori sappiano che tu non sia mai stato in quella stanza, prima di lasciarla.
  775.  
  776. La buona umanita', e quindi una buona educazione universale, offre liberta' di sviluppo, di rischio, entro limiti fissi.
  777.  
  778. L'interezza non e' un cosmo faraonico; una ossessione cieca su piramidi, costruzioni e schiavi. La nostra piramide non ha un apice, non e' una piramide. Non siamo degli schiavi che non vedranno mai la sommita', perche' non c'e' sommita'. La vita potrebbe essere meno imperfetta tra centinaia di anni, rispetto a oggi. Ma sara' ancor meno imperfetta nei centinaia di anni successivi. La perfettibilita' e' un concetto privo di senso perche' ogni volta che entriamo nell' infinito processo possiamo guardare avanti come per una nostalgia del futuro, e immaginare degli anni sempre migliori. Ed e' anche malvagio, perche' il termine della perfezione genera la corruzione del tempo corrente. Per i perfezionisti, dei fini perfetti giustificano oggi dei mezzi imperfetti.
  779.  
  780. Noi costruiamo verso il nulla. Noi costruiamo.
  781.  
  782. Il nostro universo e' il migliore possibile perche' non contiene alcuna Terra Promessa. Nessun momento in cui potremo avere tutto cio' che vogliamo. Noi siamo costruiti per desiderare, senza nulla da desiderare, noi diventiamo come mulini a vento in un mondo senza vento.
  783.  
  784. Emily Dickinson: Se l'estate fosse un assioma, quale stregoneria sarebbe la neve?
  785.  
  786. Noi siamo nella migior situazione possibile perche' ovunque, sotto la superfice, noi non sappiamo. Noi non sapremo mai perche'. Non conosceremo mai il domani. Non conosceremo mai il nostro dio, o se esiste un dio. Non conosceremo mai neppure noi stessi. Questa e' la sostanza del muro misterioso costruito tutto attorno a noi. *****(il sistema chiuso, la barriera)***** E la percezione che ne abbiamo non esiste per frustrarci, ma per obbligarci al presente, alla vita, e al nostro tempo."
  787.  
  788. Ognuno di noi in genere pensa di essere in cammino. Siccome siamo vivi cerchiamo la nostra verita', il nostro senso, in noi e nelle cose. Io spesso ho detto che la mia posizione e' una posizione agnostica. Ma io non intendo questa posizione come una posizione di "partenza", e quindi da cui cominciare poi una ricerca. La posizione agnostica e' una posizione d'arrivo. Il sistema e' chiuso.
  789.  
  790. Con questo video io ho l'ambizione totalmente folle e irragionevole, non di aver detto quello che e' possibile sapere nell'anno 2017, io ho descritto quello che l'uomo puo' o non puo' conoscere in termini assoluti. La stessa cosa e' descritta in quella pagina che ho appena letto. E' una posizione filosofica universale.
  791.  
  792. IL PEZZO SEGUENTE E' TAGLIATO DAL VIDEO PERCHE' NON C'ENTRAVA UN CAZZO, NON SO' A COSA PENSASSI
  793.  
  794. La cosa interessante e' il rapporto tra questo libro e un romanzo sempre di John Fowles, molto piu' conosciuto, intitolato Il Magus, e che racconta una storia dove il confine tra realta' e magia diventa indefinito. Come un grande gioco metaforico, fino al punto in cui non sai piu' dove il gioco finisce e dove comincia la realta'. Questo rapporto tra questi due libri e' simile all'anime Evangelion. Alla fine della serie televisiva, lo studio che produceva Evangelion si e' trovato sia senza soldi che senza tempo. E la decisione del regista e' stata quella di separare nettamente i due piani, cioe' quello narrativo, di trama, personaggi e cosi' via, dall'altro piano che e' quello metaforico, del tema di fondo. Ed e' interessante prendere proprio l'ultimo episodio dove non c'e' piu' traccia di trama, c'e' solo il livello profondo della sostanza. Si puo' mettere da parte sia l'immagine che l'audio, e leggere quello che e' lo script, i dialoghi. Quella struttura descrita in quell'ultimo episodio e' molto simile alla struttura di questo video. E rappresenta il modo piu' brutalmente diretto di rivelare la verita'. Cosa che pero' ha fatto infuriare il pubblico che invece era SOLO interessato alla trama e ai personaggi, e solo per osmosi magari si interessa a un tema di fondo. Tanto che poi lo studio ha dovuto realizzare altri due film dove vengono messi leggermente in ombra i temi fondanti e si porta avanti e conclude la trama superficiale, invece. Che pero' non vuol dire che i due film finali siano secondari, perche' il regista ha usato quei due film, soprattutto l'ultimo, come risposta al pubblico stesso.
  795.  
  796. In questo Evangelion e' l'apoteosi del post-moderno, perche' e' un'opera che si rivolta contro il proprio pubblico.
  797.  
  798. Cosi' come Evangelion alla fine della serie televisiva separa i due piani, narrativo e metaforico, la stessa cosa piu' o meno succede con Il Magus e Gli Aristos di John Fowles. Se Il Magus puo' sembrare piu' oscuro e ambiguo nel suo messaggio di fondo, quindi piu' esoterico, dove non e' facile decodificare la posizione dell'autore, invece Ne gli Aristos si trova l'esatta struttura e spiegazione del romanzo. Completamente alla luce, e nonostante questo senza perdere nulla della sua forza. Che e' una cosa che a me piace, perche' dimostra che c'e' una sostanza reale, e non un autore insicuro che avvolge il messaggio in una dimensione ambigua e misteriosa solo perche' ha paura che se fosse portato direttamente alla luce quel messaggio apparirebbe banale. Purtroppo non posso neanche consigliare di leggere Il Magus, perche' in Inglese la versione che comunemente si trova e' una versione revisionata dall'autore anni dopo e che perde significativamente la sostanza del testo originale. Io ho letto proprio la versione originale perche' sapevo questa cosa, e ho poi confrontato soltanto alcune brevi parti, ma quelle differenze che ho visto sono nettamente peggiori nel caso del testo revisionato. Poi non so' neanche se sia stato tradotto in Italiano, e in ogni caso e' quasi sicuro che se esiste, esiste nella versione gia' revisionata.
  799.  
  800. FINE PEZZO TAGLIATO
  801.  
  802. L'altra nota e' che la teoria della coscienza che ho in parte, indirettamente descritto nel video, nel titolo del documento che la descrive appare come: "Teoria del Cervello Cieco - L'ultimo spettacolo di magia"
  803.  
  804. Cioe', la coscienza viene definita metaforicamente come uno spettacolo di magia. e volevo chiarire il motivo perche' e' un concetto molto semplice ma potente.
  805.  
  806. Prendete un gioco di prestigio. Come un prestigiatore che gioca con una pallina, muovendola abilmente tra le dita, fino a che dovete indovinare in quale pugno del prestigiatore quella pallina e' stata nascosta. A questo punto voi indicate il pugno dove siete praticamente sicuri sia la pallina, perche' avete attentamente seguito i movimenti. Eppure la pallina si trova nell'altra mano. Risultato: magia.
  807.  
  808. Cosa e' successo, di nuovo dal punto di vista formale. E' successo che l'osservatore non ha percepito il movimento che ha spostato la pallina da una mano all'altra. Magari perche' il prestigiatore e' stato capace di attirare brevemente l'attenzione altrove. Cioe' formalmente c'e' stata una mancanza di informazione. Un salto. E la coscienza, non avendo percepito questa mancanza, si ritrova con un'evidenza impossibile. Cioe' che una pallina e' magicamente sparita da una mano, per ricomparire nell'altra.
  809.  
  810. La questione della coscienza si costruisce a partire dallo stesso principio. Cioe' una coscienza che non essendo capace di tracciare il proprio funzionamento, si ritrova a credere di essere autonoma rispetto al resto. Una coscienza magica, trascendentale, che supera il piano puramente materiale della realta'. Non perche' abbia delle proprieta' speciali in piu', ma perche' e' cieca verso se stessa. Ed e' perche' la coscienza e' cieca, che AM puo' vedere cio' che vuole.
  811.  
  812. Testo a schermo: Anosognosia = incapacita' di vedere cio' che manca.
  813.   Perche' manca informazione sull'assenza d'informazione.
  814.  
  815. Testo a schermo: Il fenomeno si chiude e appare completo.
  816.  
  817. Testo a schermo: La "magia" della coscienza.
  818.  
  819. Come nota finale devo necessariamente citare un opera di genere fantasy, dello stesso autore della teoria sulla coscienza appena menzionata. Lui si chiama Scott Bakker e la serie e' conosciuta come "La Seconda Apocalisse". Di nuovo non esiste in Italiano. Consiste in due trilogie, di cui l'ultimo libro che chiude l'intera serie e' uscito appena a fine Luglio. In realta' la seconda parte e' composta da quattro libri, ma solo perche' l'ultimo e' stato diviso in due parti.
  820.  
  821. Ed e' una serie fantasy che sta un gradino sopra tutto il resto, anche Tolkien stesso, e non lo dico con leggerezza. Anche se e' vero che questo e' possibile solo perche' Scott Bakker siede sulla spalla dei giganti. Nel senso che costruisce su tutto cio' che e' venuto prima, e lo fa con una consapevolezza diversa. Il genere fantasy consiste nella proiezione di una realta' interna, antropomorfa. Che per questa caratteristica e' ricca di significato, e si oppone in contrasto con il mondo reale che conosciamo. Che e' invece privo di significato.
  822.  
  823. La filosofia e' il tema centrale di questa serie, ne forma il tessuto stesso della realta' e in particolare volevo parlare di un punto centrale, che e' di nuovo centrale anche per tutto cio' che ho detto fin qui. Il concetto stesso di oscurita' dell'anima.
  824.  
  825. Il primo libro della serie e' intitolato "L'oscurita' che viene prima". E questa frase puo' essere interpretata su almeno tre piani diversi, che sono come tre vie per capire l'anima dell'uomo. Si potrebbe normalmente pensare che questi piani siano distinti, ed e' qui che arriviamo al "segreto" rivelato. E' sempre un solo principio, una stessa verita' che si veste di forme diverse. Il segreto consiste nel riconoscere quella origine comune.
  826.  
  827. Nel primo piano abbiamo a che fare con il concetto di divinita'. E' l'uomo che immagina e costruisce un dio. La divinita', come sappiamo, e' un prodotto della mente umana e dell'interpretazione della realta'. Quindi possiamo dire che la divinita' viene dopo l'uomo. Perche' segue l'uomo. Eppure l'uomo pensa di essere stato creato lui stesso dalla divinita', insieme all'universo. Quindi possiamo dire che l'uomo crea la divinita', e poi la pone prima di se'. In modo che la divinita' possa creare l'uomo, invece che essere creata dall'uomo. Se l'uomo e' creato dalla divinita', allora lo scopo della vita, dell'uomo e dell'universo viene dalla divinita' stessa, che nasconde quello scopo. Ma per definzione l'uomo non arriva a conoscere la mente della divinita'. Quella mente e' inconoscibile. Oscura. Quindi se la divinita' rappresenta l'oscurita', allora possiamo dire che l'uomo e' stato creato dalla "oscurita' che viene prima". Questo e' il primo livello.
  828.  
  829. Il secondo livello riguarda le circostanze della vita dell'uomo. Possiamo infatti dire che l'uomo non e' autonomo rispetto al proprio ambiente. In base a dove quell'uomo nasce e cresce, la sua vita cambiera' radicalmente, cosi' come la sua storia, i sui genitori. Quindi potremmo dire che l'uomo e' il prodotto delle sue circostanze, cioe' dell'ambiente in cui si trovera' a vivere. Di tutto cio' che e' successo prima di lui e che determinera' cio' che lui stesso diventera'. Ma se la mente dell'uomo e' influenzata dalla complessita' di questo ambiente, allora possiamo veramente affermare che l'uomo e' padrone delle proprie scelte? Se l'uomo non e' autonomo rispetto all'ambiente, alla sua storia, e quindi a tutto cio' che e' venuto prima, forse potremmo dire che l'uomo non controlla veramente se stesso e le proprie azioni. Perche' quelle azioni non cominiciano con lui, ma sono cominciate prima di lui. E se l'uomo non puo' conoscere tutto cio' che e' venuto prima di se', allora come puo' l'uomo affermare di conoscere se stesso? Potremmo dire che l'uomo e' mosso dalla "oscurita' che viene prima".
  830.  
  831. Il terzo livello restringe ancora il proprio ambito. Torniamo a parlare di cervello e coscienza. Noi sappiamo che la coscienza emerge come processo dal cervello, ma la coscienza e' cieca rispetto al processo mentale complessivo. Diventa un sistema chiuso capace di elaborare solo una minima parte di dati, e senza sapere come quei dati sono stati scelti e configurati. La coscienza e' cieca rispetto al suo stesso funzionamento. Quindi la coscienza e' mossa da un processo mentale che non puo' osservare, la coscienza e' mossa da un oscurita' che viene prima.
  832.  
  833. Questa e' l'ANIMA OSCURA dell'uomo. Che cos'e' l'anima se non qualcosa di intangibile, di difficile da definire proprio perche' non sappiamo. Noi non sappiamo perche' la coscienza e' cieca. La coscienza e' mossa da questa oscurita'. Questa oscurita' a cui noi diamo una forma, una intenzione. E sono divinita' e demoni che provengono da quella oscurita' e che muovono la nostra coscienza senza essere visti.
  834.  
  835. E se voleste andare a guardare dentro quell'abisso, allora... buona lettura.
  836.  
  837. Testo a schermo: Se il "noumeno" Kantiano e' definito dalla chiusura operativa dell'esperienza, che rende impossibile guardare fuori, verso il meta-universo, capire il tessuto dell'universo, la vera sostanza della realta'...
  838.  
  839. Testo a schermo: ...allora lo stesso concetto si applica alle moderne neuroscienze, e al "mistero" della coscienza.
  840.  
  841. Testo a schermo: La chiusura operativa rende la coscienza cieca rispetto al proprio funzionamento.
  842.   Cieca rispetto al "noumeno" che e' il proprio processo.
  843.  
  844. Testo a schermo: ...e proprio perche' la coscienza e' cieca...
  845.  
  846. Testo a schermo: ...che Antimaterialista puo' vedere in quell'oscurita' cio' che vuole.
  847.   (e' la chiusura del sistema che ti rende... libero)
  848.  
  849. Video Mario
  850.  
  851. Testo a schermo: Il principio antimaterialista legittima in maniera diretta l'eliminativismo.
  852.   Con una leggera mutazione, che lascia le cose immutate...
  853.  
  854. Testo a schermo: Dove c'e' tutto in realta' non c'e' niente.
  855.  
  856. Video Saluti da Mario
  857.  
  858. ::::: EXTRA .03 :::::
  859. ::::: EXTRA .03 :::::
  860.  
  861. Testo a schermo: La coscienza e' la forma della configurazione di informazione.
  862.   Cambiando la configurazione delle informazioni, cambierebbe la coscienza.
  863.  
  864. Testo a schermo: "Annibale" sarebbe la forma specifica di una coscienza di un singolo essere umano, cosi' come la forma di quella particolare coscienza si e' sviluppata nel corso della storia di quell'individuo. Che pero' nelle sue caratteristiche fondamentali ha tratti comuni a una configurazione piu' generale che possiamo chiamare "essere umano". Avere braccia e gambe, due occhi ecc...
  865.   Sono tutti elementi che concorrono nel dare alla coscienza una sua forma particolare. Quindi anche il corpo e' parte integrante della coscienza (vedi "Externalism").
  866.  
  867. Testo a schermo: In realta' non esiste un "osservatore". Perche', come si dice tecnicamente, il modello e' trasparente.
  868.   Cioe' noi non osserviamo qualcos'altro "attraverso" qualcosa. Noi... Siamo il modello stesso.
  869.   Cioe' noi siamo l'impronta, la forma stessa dell'informazione configurata.
  870.  
  871. Testo a schermo: Non esiste alcun osservatore.
  872.   Non esiste alcuna mente.
  873.   Non esiste alcun "io".
  874.  
  875. Testo a schermo: Non siamo ancora arrivati a trovare un tipo "convincente" di Intelligenza Artificiale perche' non c'e' alcun particolare aspetto ancora da scoprire per fare quel salto di qualita'. Non c'e' niente di sfuggevole che e' intrinsecamente "umano".
  876.   Cio' che noi intuitivamente riconosceremmo come modello di coscienza convincente deve necessariamente avere tutti i tratti di una coscienza cosi' come la conosciamo. La sua forma complessiva.
  877.   Quindi deve avere un corpo, deve attraversare le fasi della crescita, da neonato, bambino, adoloescente. Vivere in un ambiente simile, imparare un linguaggio, e credere di essere uguale agli altri esseri umani che vede attorno.
  878.  
  879. Testo a schermo: Serve...
  880.  
  881. Testo a schermo: Una simulazione completa.
  882.  
  883. Testo a schermo: Il segreto dell'anima, della coscienza, dell'io, non e' mai stato trovato perche'...
  884.  
  885. Testo a schermo: Non puoi trovare cio' che non esiste.
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