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a guest Dec 16th, 2018 72 Never
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  1. Stavo pensando ai linguaggi informatici quando mi sono detto: essendo dei prodotti dell'uomo, perché non dovrebbero rispecchiare i linguaggi spontanei come l'italiano, l'inglese, lo spagnolo, etc.?
  2. Mi spiego meglio.
  3. Esistono due tipi principali di linguaggio, quelli a basso e ad alto livello. Questa differenziazione non è netta, ma va a sfumare man mano che l'astrazione aumenta. Parlo di astrazione perché il processo è
  4. proprio quello di rendere dei contenuti semplici dei contenuti complessi. I linguaggi a basso livello presso i calcolatori (computer) sono dati inizialmente dal linguaggio macchina, che è il linguaggio prodotto
  5. dal processore che è caratterizzato da una codifica di zero e di uno. Il linguaggio si esprime numericamente in questo insieme di zero e di uno, portando i numeri dal sistema binario al sistema decimale o
  6. esadecimale. Tale traduzione ha permesso di scrivere i programmi in un linguaggio più breve e più comprensibile dall'uomo. Il linguaggio derivato dal codice macchina è infatti chiamato assembly. Da esso poi
  7. sono stati sviluppati dei linguaggi di più alto livello, come il Fortran, il Pascal o il C. I quali, sempre tramite complessità, ovvero il processo di codifica, hanno permesso la creazione di linguaggi di un
  8. livello ancora più alto. Più si sale di livello, più si deve programmare con linguaggi che riguardano il linguaggio umano, internazionalmente l'inglese. Mentre più si scende di livello più si deve avere a che
  9. fare con linguaggi che riguardano la macchina e quindi il binario. E se anche per l'uomo fosse così? Allora l'uomo avrebbe dei livelli di linguaggio, dei livelli di complessità che determinano la capacità
  10. dell'uomo di comprendere l'essere. È opportuno dire che sarebbe più opportuno parlare di lingue più che di linguaggio, dal momento che il linguaggio è uno, ed è quello dell'essere. Ma utilizzerò ora il termine
  11. linguaggio come sinonimo di lingua per sottolineare la stretta relazione tra i linguaggi informatici e i linguaggi parlati. Si potrebbe dire che la linguistica è stata per anni implicita nell'informatica, come
  12. se essa dovesse essere applicata all'informatica e non il contrario. Potremmo metaforicamente parlare come era attuale dell'uomo al servizio della macchina anziché della macchina al servizio dell'uomo. Perciò
  13. propongo testualmente nelle prossime righe una svolta rivoluzionaria, già attuata implicitamente in informatica. Ma prima di fare ciò è doveroso fare un passo indietro nella storia ed analizzare storicamente
  14. il linguaggio dell'uomo. Noi tutti sappiamo che le lingue indoeuropee siano state le lingue originarie della lingua italiana, spagnola, francese, anglosassone, etc. ma sappiamo altresì che un alfabeto in
  15. particolare è stato utilissimo per lo studio della lingua primitiva in modo da comprenderne psicanaliticamente il modo in cui una lettera si viene a creare in modo spontaneo; parlo dell'alfabeto protosinaitico.
  16. Prendo in causa questo perché esprime in modo molto esplicito gli archetipi dell'inconscio collettivo e i livelli di complessità codificati dal desiderio dell'uomo di conoscere nuovi modi di sillabare una
  17. vocale, interrompendola, o anche deformandola. Darò ora un breve riassunto dell'alfabeto protosinaitico e del modo in cui esso si esprime, poiché la versione completa vorrei trascriverla presso il mio libro,
  18. cui attualmente è in fase di elaborazione. Diciamo innanzitutto che prima è nato il vocalizzo e poi la scrittura, che analogamente ai sistemi informatici si potrebbe tradurre così, prima è nato il processo e poi
  19. è nata la memoria presso cui contenere i dati. Quindi potremmo pensare alle altre specie come dei modelli di esseri viventi che ancora non hanno avuto la possibilità di ottenere un livello di complessità tale
  20. da rendere il loro linguaggio così esplicito da formare un apparato specifico presso il loro sistema nervoso che consentisse di rielaborare i dati più volte in modo cosciente, creando un sistema di coscienza.
  21. L'uomo può dirsi diverso dagli altri esemplari per questo fattore e non per le emozioni sicuramente, dal momento che esse fanno regredire verso l'utilizzo primario di forme di linguaggio ormai obsolete. E anzi,
  22. il linguaggio delle emozioni, chiamato narcisismo, non è altro che un linguaggio utilizzato per rendere l'individuo incosciente; potremmo quasi dire che esso, sempre analogamente all'informatica, è uno script
  23. malevolo, un virus che viene introdotto presso le giovani menti attraverso i miti e attivato con degli slogan tecnici. Siccome è nato prima il processo della memoria, è opportuno dire che il suono è nato prima
  24. della scrittura, cioè il vocalizzo prima dell'alfabeto, e la parola orale prima della parola scritta. Pensiamo a questi due processi come due processi indissolubili, come se uno non potesse fare a meno
  25. dell'altro. Nel caso se ne togliesse uno si avrebbe una regressione e questo è ciò che attuano il narcisismo e la tecnica. Il narcisismo toglie la scrittura e la tecnica l'esposizione orale, dando in mano tutto
  26. agli script contenuti nei computer, permettendo di non indagare più i processi. Il primo vocalizzo presso il bambino è un misto di A e di E, che significano rispettivamente forza primitiva e respiro (il quale
  27. è stato tradotto erroneamente dagli studiosi come preghiera). Il bambino effettivamente con la E vocalizza respirando, richiedendo attenzione, interagendo per instaurare una comunicazione al fine di conoscere e
  28. con la A comunica un atto di forza primitiva, che può essere per esempio la risata o il pianto, oppure anche un atto offensivo se si prende in causa il grido da paura. Nell'alfabeto protosinaitico la A è data
  29. dall'immagine di una testa di toro, che è il simbolo della forza, cioè un cerchio con una U sopra, stante a indicare le corna. Tale simbolo ribaltandosi è poi diventato una A. Per la E il processo è stato
  30. simile; il respiro è stato graficamente espresso da un omino stilizzato con le braccia al cielo. Successivamente, per risaltare il respiro è stato eliminato tutto ciò che era sotto le braccia e man mano è
  31. diventata simile all'odierna lettera dell'alfabeto cirillico sha, che è una E rovesciata di 90° gradi in senso antiorario. La B è stata ottenuta dalla casa, la C dal cammello, la D dalla porta, etc. Tutte queste
  32. lettere sono state realizzate partendo da un determinato presso il mondo. Il motivo per cui sono stati scelti questi determinati se ci fate caso, corrisponde all'ordine in cui si esprimono gli archetipi.
  33. 1 è la A, la forza primitiva; il 2 è la casa, l'edificazione, ottenuta per sviluppo/emersione di una funzione dall'inconscio verso la coscienza; il 3 è il cammello e le sue gobbe conservano acqua, cioè potenza,
  34. la possibilità di poter agire nel mondo; il 4 la porta, poiché è squadrata e consente l'accesso o al 5 o all'1, ritornando da capo. Per questo motivo A, B, C e D non sono altro che gli archetipi 1, 2, 3 e 4
  35. espressi come fonemi e perciò come espressione degli archetipi tramite la vocalizzazione. Questa tesi, presente in chiave esoterica sotto il nome di qabbala presso la religione ebraica, esprime in modo criptico
  36. proprio questo, ossia che è espressione di sé stesso come determinato presso gli esseri viventi, i quali costituiscono la determinazione in modo complesso, poiché mnemonico ad un livello che va oltre gli
  37. amminoacidi costituenti il DNA. Siccome il vocalizzo viene prima della scrittura, possiamo dire che la musica è nata prima dell'arte grafica, ed essa costituisce il livello essenziale di base che ha permesso
  38. all'uomo di creare un linguaggio basato sulla complessità. L'uomo era affaticato dalla caccia e siccome era portato dalla sessualità a esteriorizzare i suoi processi psichici, non poteva fare altro che
  39. utilizzare la musica come strumento secondario di esteriorizzazione. Per questo nei successivi millenni essa è stata ridotta prima a qualcosa di elitario, poi a qualcosa di emotivo e infine a qualcosa di
  40. tecnico, che andasse ad incentivare la sessualità presso tutte le età. Come esempio esplicito riporto il reggaetton che si basa esplicitamente sulla sessualità. V'è stata in questi ultimi anni infatti
  41. un'unificazione della musica con la sessualità, come se si volesse far combaciare l'io con la tecnica. Una musica sempre più tecnica è stata fatta combaciare con la sessualità utilizzata dall'io. E analogamente
  42. in informatica v'è stata una scissione netta tra codice macchina (analogamente con la tecnica) e linguaggi ad alto livello (analogamente con l'io), rendendo i linguaggi a basso livello analizzabili da pochi o
  43. rendendoli proprietari e i linguaggi ad alto livello disponibili a chiunque sottoforma di guide tecniche che ripetessero sempre le stesse basi, in modo che il programmatore medio utilizzasse il linguaggio di
  44. alto livello come un linguaggio a basso livello, poiché semplificato in modo estremo. Questo continuo riutilizzare linguaggi ad alto livello come fossero linguaggi a basso livello ha permesso di non permettere
  45. più di comprendere come funzionasse per esempio un processore, specificando il suo linguaggio. Notate come i neofiti oggi per programmare linguaggi ad alto livello si affidino infatti a dispositivi così compatti
  46. da non permettere allo studioso di indagare sulle più varie e basse componenti esistenti. Cito i sistemi Windows così come quelli Macintosh. L'unico sistema operativo che consenta di indagare a quei livelli è
  47. GNU/Linux, gli altri sono proprietari e necessitano di essere così compatti da essere utilizzati solo come prodotti di consumo. Ma è qui il problema sostanziale, comprare per consumare e non comprare per
  48. comprendere. Questo è anche il motivo per cui vengono sempre più creati libri immondizia in stile Harmony o 50 sfumature di grigio, che facciano sorgere nel lettore reazioni emotive anziché portarlo alla
  49. comprensione di un dato argomento. Ma d'altronde la gente è stata istruita da idioti a scuola a suddividere gli argomenti in atrezzi da utilizzare nel momento del bisogno, riponendoli nell'apposita casseta nel
  50. momento in cui questi non li si utilizzano più. È infatti posta come priorità il godimento, il quale porta al consumo dei prodotti. E chi dice che è possibile sia godere che consumare io dico che è una follia,
  51. poiché significherebbe sia consumare che comprendere. E può essere fatta una cosa del genere dal momento che la comprensione inibisce il godimento e il godimento inibisce la comprensione? No.
  52. Per concludere io ribadisco questa scoperta che mi ha portato ora a comprendere come il linguaggio parlato non sia altro in realtà che un risultato ottenuto dalla musica e di come quest'ultima, offrendo una
  53. possibilità di comprensione parallela, sia stata sostituita nettamente dal linguaggio parlato che è seriale. È infatti possibile ascoltare un'orchestra e riconoscere le melodie dei singoli strumenti, ma non è
  54. possibile ascoltare una cantilena di persone che discutono tra loro. Dunque i processi di parallelo e serie sono caratterizzati dall'impossibilità di differenziare i termini presso l'articolazione, mentre di
  55. riconoscere i termini (ancora molto vaghi) presso la modulazione della frequenza. Non ho detto presso la vocalizzazione perché è analoga alla modulazione del timbro. Deducendo, è impossibile conciliare
  56. la modulazione della frequenza e l'articolazione in modo da mantenere una comprensione in parallelo, si andrebbe sempre verso la comprensione in serie, rischiando di arrivare alla conclusione che la psiche possa
  57. elaborare solo in parallelo. Possiamo notare altresì che l'occidente essendo concentrato inizialmente molto più sull'articolazione, sia arrivato a concludere un pensiero seriale, mentre l'oriente, essendosi
  58. incentrato inizialmente sulla modulazione della frequenza (basta ascoltare il canto tuvan per esempio) sia arrivato ad un pensiero di tipo parallelo. Ripercorrendo le varie tappe del linguaggio possiamo dire
  59. che prima c'è stata la vocalizzazione, poi c'è stata l'articolazione, poi l'alfabeto e solo in seguito la parola con annesso significato. L'ambiguità del linguaggio esplicito (parlato e scritto) è quella dei
  60. termini, cioè passare dalle lettere alla formulazione delle parole. E qui si apre un quesito fondamentale, quello di definire una parola in base al linguaggio alfabetico. Riassumerò qui i quesiti fondamentali,
  61. delle domande aperte per le prossime ricerche in ambito ontologico:
  62. 1. Come si è costruita una parola "primitiva"?
  63. 2. Quali procedimenti hanno permesso ad una parola di diventare quella che è oggi?
  64. 3. Come è possibile codificare delle lettere per ottenere una parola?
  65. 4. Come è possibile decodificare una parola per ottenere un singificato letterale?
  66. 5. È possibile realizzare un linguaggio che si basi sulle frequenze anziché sull'articolazione?
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